Raffineria di Priolo, accordo per la cessione di Isab a Ludoil
PRIOLO GARGALLO – Cambio di proprietà in vista per Isab, la società proprietaria della raffineria di Priolo e delle relative infrastrutture industriali, logistiche ed energetiche nel polo petrolchimico siracusano. Il Gruppo Ludoil Energy ha annunciato la sottoscrizione dell’accordo per l’acquisizione della partecipazione detenuta da Goi Energy in Isab, in un’operazione che resta però subordinata alle autorizzazioni del governo italiano e delle autorità competenti.
A comunicarlo è stata la stessa Ludoil, precisando che “Ludoil Capital srl”, società interamente controllata dalla holding “Ludoil Energy spa”, ha firmato un sale and purchase agreement (accordo di compravendita) con “Goi Energy srl”.
L’operazione, secondo quanto reso noto, sarà articolata in due fasi. La prima riguarderà l’acquisizione del 51 per cento delle quote societarie, ma potrà concretizzarsi soltanto dopo il via libera previsto dalla normativa sul Golden Power, cioè i poteri speciali con cui il governo può intervenire sulle operazioni che coinvolgono asset strategici nazionali, oltre alle necessarie autorizzazioni Antitrust e regolatorie.
Per il polo industriale siracusano si tratta di un nuovo passaggio societario di rilievo, a poco più di tre anni dal passaggio della raffineria dal controllo russo di Lukoil alla cipriota Goi Energy, operazione anch’essa sottoposta al vaglio del governo italiano proprio per il carattere strategico dell’impianto.
Ludoil definisce infatti la raffineria di Priolo, che insiste anche nel territorio comunale di Melilli e in piccola parte di Augusta, “il più grande complesso di raffinazione in Italia“, con capacità autorizzata pari a 20 milioni di tonnellate annue e capacità bilanciata di 15 milioni di tonnellate. Secondo la nota aziendale, l’operazione segnerebbe “il ritorno sotto una guida italiana” di un’infrastruttura considerata essenziale per la sicurezza energetica nazionale.
Sul piano industriale, viene confermata la traiettoria già delineata nei mesi scorsi nell’ambito del percorso di composizione negoziata della crisi, conclusosi positivamente, che aveva indicato la trasformazione progressiva del sito produttivo. L’orientamento strategico resta infatti quello del bio-processing avanzato, cioè la progressiva riconversione di parte delle attività verso carburanti rinnovabili.
In termini pratici, il piano prevede lo sviluppo di filiere dedicate alla produzione di HVO (Hydrotreated vegetable oil), biocarburante ottenuto dal trattamento di oli vegetali e altre materie prime rinnovabili, e SAF (Sustainable aviation fuel), combustibile sostenibile destinato all’aviazione, considerato centrale nelle politiche europee di decarbonizzazione del trasporto aereo. Viene inoltre richiamata la produzione di BioETBE, componente rinnovabile utilizzata nei carburanti.
Ludoil evidenzia che gli investimenti saranno impostati in coerenza con la direttiva europea RED III, quadro normativo che disciplina gli obiettivi comunitari sulle energie rinnovabili.
Il gruppo acquirente sottolinea anche la volontà di preservare integralmente l’attuale occupazione. “Sul piano occupazionale, l’attuale organico sarà integralmente preservato“, si legge nella nota, che aggiunge come il piano industriale e i nuovi impianti “potranno inoltre generare ulteriori opportunità occupazionali per il territorio“.
Ludoil, gruppo italiano già attivo nella logistica energetica, nello stoccaggio costiero, nella distribuzione carburanti e nelle fonti rinnovabili, punta con questa operazione a rafforzarsi come grande operatore energetico integrato.
Resta ora da verificare l’esito dell’iter autorizzativo, passaggio decisivo prima del perfezionamento effettivo dell’operazione societaria.





















