Politica

Schermi e Settipani incontrano il Tdm: caffè caldo per il “Muscatello” a rischio chiusure

AUGUSTA – L’ex vicesindaco Giuseppe Schermi e il consigliere comunale dissidente M5s Nilo Settipani, rispettivamente organizzatore e portavoce del nuovo meetup “Augusta 2.0”, hanno organizzato questo sabato mattina un incontro con la stampa e con i componenti del Tribunale per i diritti del malato (Tdm), all’interno del vecchio padiglione del civico ospedale “Muscatello”, per richiamare l’attenzione della pubblica opinione ma soprattutto dell’Amministrazione pentastellata sul serio rischio che il “Muscatello” venga ridotto al semplice rango di Presidio territoriale ambulatoriale.

Il bar dell’ospedale è stato chiuso pochi giorni fa e i due hanno voluto preparare il caffè caldo da offrire, attraverso un thermos, ai presenti, quale gesto simbolico per significare che essi sono fedeli al programma esposto dal Movimento 5 stelle, cui ancora si sentono di appartenere, in campagna elettorale. Il programma è stato proprio richiamato da Nilo Settipani, eletto in Consiglio fra i 18 pentastellati, ma da un semestre in posizione di contrasto nei confronti dell’Amministrazione guidata da Cettina Di Pietro, il cui ex vicesindaco ha ribadito che il primo cittadino è il primo responsabile della salute pubblica in città.

Proprio Schermi ha ricordato che le prese di posizione del Sindaco potrebbero spingere la direzione generale dell’Asp, l’Azienda provinciale da cui dipende il “Muscatello”, per salvare il nosocomio che ha già perso due reparti importanti, quali Ginecologia e Pediatria, e che non viene potenziato, come prevede la legge regionale. ”La chiusura del bar – ha osservato Schermi – è un pericoloso  segnale. Significa che il gestore del bar non poteva sostenere economicamente l’attività perché non ci sono più i clienti, fra pazienti e personale, tali da poter mantenere in esercizio l’attività”.

Maria Carmela Giannone, esponente della sezione locale del Tribunale per i diritti del malato, ha voluto sottolineare un fatto importante: “Attualmente al “Muscatello” ci sono soltanto 54 posti-letto, quando la legge prevede un minimo di 120 posti-letto per tenere aperto un ospedale a regime. È vero che l’Asp può decidere, ma già abbiamo avuto brutti segnali, quali i reparti trasferiti a Lentini e il mancato potenziamento di quest’ospedale, nonostante le denunce dell’on. Gianni e di altri. È vero che la Legge è lenta, ma non sono state mantenute le promesse fatte”.

Domenico Fruciano, presidente dello stesso Tdm, ha manifestato il timore che possa essere chiuso il reparto di cardiologia, perché ha messo in evidenza l’incongruenza del mantenimento del reparto nel vecchio padiglione, mentre il Pronto soccorso e la Radiologia sono stati trasferiti nel nuovo. “Come potrà fare un cardiologo a recarsi tempestivamente nel vecchio padiglione, attraversando corridoi e tunnel?“. Fruciano ha evidenziato l’inadeguatezza degli ascensori per trasportare i barellati e ha sottolineato la necessità di acquistare barelle idonee e, infine, si è scagliato contro la mancata attivazione della pista di elisoccorso, che, invece, potrebbe entrare in funzione solo “se si acquistassero piccole cose con modica spesa”.

(Foto in evidenza: Alberto Di Grande)


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