Segnalazioni

Tari per gli studi professionali, mancata risposta dal Comune

AUGUSTA – Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di tre professionisti augustani, gli avvocati Francesco Romeo e Francesca Marcellino e il consulente del lavoro Salvatore Baffo, a seguito di una proposta da loro protocollata a metà dicembre sulla rimodulazione della tariffe Tari da applicare agli studi professionali e che non avrebbe ricevuto risposta dal Comune entro i termini previsti.

In data 16 dicembre 2015 i sottoscritti, avv. Francesco Romeo, dott. Salvatore Baffo ed avv. Francesca Marcellino, quali titolari di studi professionali, protocollavano presso il Comune di Augusta, al n. 72198, istanza-proposta al fine di sottoporre all’attenzione del Sindaco, dell’Assessore al ramo, dott. Giuseppe Schermi, e del Consiglio comunale (del quale si chiedeva la convocazione) gli effetti negativi della Ta.Ri., come formulata in seno alla Delibera di Consiglio comunale n. 32 del 28 settembre 2015, con particolare riferimento al tabellare stabilito per gli studi professionali.

Ritenendo ciò preciso dovere civico, prima ancora che professionale, abbiamo voluto – attraverso tale possibilità prevista dagli artt. 51 e 59 dello Statuto del Comune di Augusta –  segnalare all’Amministrazione comunale le distorsioni che sotto il profilo strettamente tecnico-giuridico una Ta.Ri. –  così modulata ed applicata agli studi professionali – presenta.

Consapevoli che una sterile e generica contestazione non avrebbe agevolato quella apertura al confronto con le istituzioni da più parti, non ultimi i sottoscritti, auspicata, abbiamo reputato utile, in seconda battuta, formulare soluzioni, di cui si è dato suggerimento, al fine di valutare la necessità di una rimodulazione dell’imposta a nostro avviso più equa, anche e in ragione del fatto che, così mantenuta, l’esazione Ta.Ri. sarà inevitabilmente oggetto di opposizione tributaria da parte di una categoria professionale che ha visto triplicata l’entità del carico tributario.

La richiesta formulata era relativa alla convocazione di un Consiglio comunale al fine di ridiscutere tale tematica e di rimodulare le tariffe.

Pur riconoscendo le difficoltà e le complessità che l’amministrazione della cosa pubblica comporta, è con estremo rammarico tuttavia che dobbiamo constatare che  ad oggi e ben oltre i 30 giorni entro i quali, come da Statuto, il Sindaco avrebbe dovuto comunicare agli istanti gli esiti dell’istruttoria, esplicitando i motivi degli eventuali dinieghi, ed attivare il Consiglio comunale, l’Amministrazione non ha ritenuto dover rispondere nemmeno a mezzo di una semplice missiva a tale atto, trincerandosi piuttosto sotto un indifferente silenzio. E ciò malgrado la veste formale dell’atto protocollato ci desse diritto e ragione di attendere una risposta ufficiale.

Risposta che non è mai pervenuta.

Pur volendo soprassedere sulla sufficienza e sull’indispettito silenzio sin qui riservati ad una istanza legittima e prevista per Statuto comunale su una tematica, a nostro avviso, assai sentita, continuiamo ad attendere fiduciosi una risposta di quegli Organi amministrativi con cui nel nostro slancio propositivo abbiamo ritenuto, per i nostri ambiti di competenza, di collaborare – ci si perdoni l’ironia –  a costo zero e senza gravare sulla casse comunali, auspicando al contempo che questa Amministrazione tenga nella medesima considerazione oltre alle pur lodevoli iniziative di ben definita provenienza politica anche le diverse esigenze della cittadinanza, rinnovando nuovamente l’invito a dare le dovute risposte.

 


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