Politica

Zes Sicilia orientale con porto di Augusta e zona industriale. Soddisfazione Scerra-Di Pietro, l’interrogativo sui vincoli ambientali

AUGUSTA – È stato il governo Musumeci nei giorni scorsi a dare il via libera in Sicilia, con una delibera di giunta regionale, alla proposta di istituzione di due Zone economiche speciali (Zes), dopo un paio d’anni di attesa, che avranno la finalità di rendere vantaggiosi gli investimenti attraverso credito d’imposta, sgravi fiscali, agevolazioni sul lavoro, ammortamenti per le aziende. In tre anni dovrebbero essere destinati dallo Stato alla Sicilia circa cinquanta milioni di euro.

Quasi l’8,5 per cento dei complessivi 5.580 ettari a disposizione (complessivi 700 in provincia di Siracusa), tra la Zes Sicilia occidentale e la Zes Sicilia orientale, in cui rientrano anche aree della zona industriale Priolo-Augusta-Melilli e il porto Megarese, è stato messo a bando per consentire a Comuni o aziende di esprimere le proprie esigenze e presentare un progetto.

Il Movimento 5 stelle rivendica il lavoro svolto per incrementare gli ettari ricadenti nella provincia di Siracusa. “Certamente la Regione poteva fare di meglio per la nostra provincia, includendo alcuni territori che sono stati esclusi – commenta Filippo Scerra, deputato nazionale del M5s, in un comunicato – ma vista la situazione di partenza, possiamo guardare con sufficiente soddisfazione al risultato raggiunto. A fine luglio le indiscrezioni riportavano poco più di 300 ettari assegnati a Siracusa. Sarebbe stato un fallimento enorme. Adesso siamo arrivati a 700, con il porto Core di Augusta vero cuore dell’area Zes della Autorità di sistema portuale del mar di Sicilia orientale. Insomma – conclude Scerra – abbiamo evitato in zona Cesarini, un disastro della politica siracusana. Un risultato che mi preme sottolineare è frutto di un lavoro svolto dal M5s dai sindaci del territorio e dalle associazioni di categoria“.

Secondo il parlamentare pentastellato, a determinare l’incremento in ettari per la provincia di Siracusa sarebbe stato decisivo l’ultimo incontro svoltosi lunedì 5 agosto scorso a Palermo alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive, Girolamo Turano. “In quell’occasione – racconta Scerra – nonostante la deputazione non fosse direttamente invitata all’incontro, mi sono recato a Palermo assieme al sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, ed insieme abbiamo partecipato all’incontro che, nonostante le criticità sollevate da più parti, si è rivelato comunque proficuo perché tutti gli attori  hanno svolto una grande attività di pressing politico nei confronti della Regione per far sì che Siracusa non venisse gravemente e nuovamente penalizzata a discapito di Catania. Così siamo riusciti a far incrementare l’area per le Zes in provincia dai 491 ettari previsti all’inizio dell’incontro ai 700 al termine. 353 invece gli ettari che comprendono il Porto di Augusta, il retroporto e Tifeo“.

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Il sindaco pentastellato di Augusta, Cettina Di Pietro, nello stesso comunicato si dichiara “comunque moderatamente soddisfatta perché la discrasia coi territori assegnati a Catania rimane comunque eccessiva“, facendo sapere che “pertanto, insieme al deputato Filippo Scerra”, chiederà “al Ministero di eseguire una verifica sulla corretta applicazione di criteri nella individuazione delle aree assegnate”.

Credo che il risultato raggiunto sia un esempio di politica a favore del territorio – aggiunge Di Pietro – perché con l’istituzione delle Zone economiche speciali si consentirà alle aziende di tutta la provincia di poter lavorare, produrre e creare utili di cui beneficerà tutto l’hinterland”.

Adesso – concludono congiuntamente Scerra e Di Pietro – la palla passa al Ministero, che se riterrà il Piano idoneo, provvederà a firmare il decreto per l’istituzione della Zes, una grande opportunità per il nostro territorio frutto di un lavoro di concertazione tra i vari attori, senza proclami, ma che sarà tangibile e concreto fin dal suo più immediato futuro“.

Ad Augusta, è critico invece il consigliere comunale di Diem 25, Giuseppe Schermi, già vicesindaco pentastellato con delega al Porto, che chiede “un profondo ripensamento delle Zes in area Sin, che ricordo inizialmente erano state escluse per i rischi ambientali di nuovo insediamenti industriali“. “Occorre piuttosto vincolare i benefici delle Zes ai nuovi investimenti per le bonifiche, affinché i tanti stabilimenti industriali abbandonati vengano bonificati e riconvertiti alle energie rinnovabili ed il polo industriale di Siracusa sia riconvertito in Centro di ricerca ed alta specializzazione in innovazioni tecnologiche per le bonifiche“, propone il consigliere.

Nonostante dal 7 agosto io consigliere comunale di Augusta attenda ancora copia della corrispondenza intrattenuta tra Comune e Regione in merito alle aree Zes della provincia di Siracusa, da una sommaria ricognizione delle aree individuate – motiva Schermi – emergerebbe la sottrazione di oltre 500 ettari su un totale di 700 ettari tra aree soggette a vincoli ambientali ed aree già caratterizzate per le bonifiche in area Sin“.

Apparentemente in palese contrasto con le stesse linee guida regionali, rientrerebbero in queste aree destinate a nuovi insediamenti industriali: aree umide Zsc quali vasta parte delle Saline di Augusta, l’idroscalo, ed il terreno agricolo retrostante, in Comune di Augusta. Vaste aree agrumetate nel Comune di Siracusa – prosegue – Ancora per quanto riguarda le aree industriali: Enel Tifeo, che insistendo a fianco al parco di Megara Iblea andrebbe piuttosto integrata col Parco in un percorso integrato di archeologia industriale. E persino il sito Maxcom in borgata ad Augusta, sito industriale che viceversa sarebbe incompatibile con la vasta area residenziale circostante. Appare incomprensibile mettere ancora una volta lo sviluppo industriale antagonista dello sviluppo culturale ed ambientale del Territorio“.

Incomprensibile anche la scelta di andare il 5 agosto a difendere la scelta di queste aree – sottolinea, in merito al suddetto incontro tenuto alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive – senza alcuna preliminare condivisione delle scelte con i rappresentanti cittadini e le associazioni presenti sul territorio“.

(Nella foto di repertorio in copertina: porto Megarese)


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