Politica

Sanzioni al Comune per mancate bonifiche, le reazioni

AUGUSTA – Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha richiesto nei giorni scorsi il pagamento di circa 800 mila euro al Comune di Augusta per le sanzioni comminate dalla Corte europea a causa delle mancate bonifiche della rada megarese e dell’ex campo sportivo “Fontana”.

La sanzione è dovuta appunto alla mancata bonifica della rada dai metalli pesanti depositati nei decenni sui fondali del porto e alla mancata bonifica dalle ceneri di pirite sepolte nell’ex campo da calcio cittadino, chiuso da ormai dieci anni. La sanzione prevede, oltre al rischio che venga comminata ogni sei mesi in caso di assenza di interventi, una possibile rivalsa coatta per i Comuni che non possano o non intendano pagare.

La prima reazione alla sanzione arrivava lunedì da Enzo Parisi, vicepresidente di Legambiente Sicilia: “È paradossale e tragicomico che il Comune di Augusta sia chiamato a pagare una multa al posto del Governo, del ministero dell’Ambiente, della Regione Siciliana e dei suoi commissari ai quali spettava e spetta l’onere di attuare le bonifiche. Che si possa poi pensare che il Comune potesse e dovesse provvedere alla bonifica dei fondali del porto, un’opera colossale per la quale occorrono miliardi di euro, è il segno più evidente dell’inadeguatezza e dell’incapacità dei governi nazionale e regionale non solo ad affrontare e risolvere questa problematica ma anche semplicemente a spiegare al Mef che il Comune non c’entra e non è il soggetto a cui far pagare l’ammenda”.

A seguire, Cettina Di Pietro, sindaco pentastellato di Augusta, riferiva: “Lo Stato ha già anticipato i soldi e adesso si sta rivalendo sui comuni siciliani, undici in tutto, tra cui quelli di Augusta e Priolo, che sono chiamati a versare entrambi circa 800 mila euro a testa. Entro 90 giorni dobbiamo stabilire le modalità di pagamento della sanzione, che non intendiamo versare perché riteniamo ingiusta“. Si attende di conoscere se il Comune di Augusta proporrà ricorso, come ha fatto Priolo, o adotterà soluzioni diverse di opposizione al provvedimento.

Anche il neo commissario cittadino di Forza Italia giovani Andrea Timmonieri ha diramato una nota stampa: “Il Sindaco e le autorità preposte dovrebbero far luce sulle vicende che infangano il nome della nostra città, che già in passato ha dovuto subire grave nocumento alla propria immagine e lo scioglimento dell’amministrazione per infiltrazioni mafiose. La tutela del porto e dell’ambiente devono essere posti in primo piano in quanto il primo è fonte di economia e occupazione, e la giusta valorizzazione può aprire le porte a nuovi investitori e di conseguenza creare nuovi posti di lavoro, attenuando il tasso di disoccupazione che ci affligge, ed il secondo è indispensabile per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini tutti, a cominciare da quelli che per età o condizione sono i più fragili ed esposti”.

La parlamentare nazionale del Partito democratico Sofia Amoddio ha definito la comunicazione da parte del ministero dell’Economia “un errore molto grave“. Ha riferito che “risulta incomprensibile capire per quale motivo il Comune di Augusta sia destinatario della diffida, dato che la discarica incriminata ricade nel territorio individuato quale sito di interesse nazionale, Sin, e per il quale le competenze sono attribuite dal Testo unico ambientale al ministero dell’Ambiente” e inoltre che “occorre ricordare che la mancata bonifica dell’area oggetto della diffida è dovuta a molteplici fattori e inadempimenti del ministero dell’Ambiente e della Regione Siciliana”.

La parlamentare ha proseguito: “L’area oggetto della diffida è stata già inserita nell’accordo di programma sottoscritto nel 2008, modificato nel 2009 e nel quale erano state individuate e rese disponibili risorse finanziarie per oltre 106 milioni di euro; nonostante la disponibilità in capo al ministero dell’Ambiente ed alla Regione siciliana di ben 106 milioni di euro per la realizzazione delle bonifiche dell’area Sin, al 2015, risultavano spesi solo 3 milioni di euro per studi di caratterizzazione e progettazione”. Ancora, “l’accordo di programma sottoscritto in data 25 giugno 2015 è stato stipulato dal ministero dell’Ambiente, dall’Agenzia per la coesione territoriale, dal ministero dello Sviluppo economico e la Regione Sicilia, senza che il Comune di Augusta o altri Comuni siano stati parte del procedimento e men che meno sottoscrittori dell’accordo stesso”.

Amoddio ha evidenziato l’estraneità dei Comuni agli iter per le bonifiche in oggetto: “Il progetto di bonifica è stato affidato ad Invitalia attività produttive Spa dal Commissario delegato per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque della Regione Sicilia, oggi assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, quindi è incomprensibile in ragione di quale norma o fatto possa essere attribuita la responsabilità al Comune di Augusta oppure al Comune di Priolo per la mancata esecuzione delle bonifiche“. Inoltre, ricorda, nelle risposte alle precedenti interrogazioni da lei presentate dal 2013 non sarebbe mai stato riportato che le mancate bonifiche siano addebitabili a ritardi della amministrazioni comunali.

Ha concluso: “Al contrario, il Comune di Augusta, il Comune di Priolo ed i cittadini che risiedono in tutti i territori vicini al sito industriale  sono soggetti lesi dagli inadempimenti decennali delle amministrazioni statale e regionale”. Pertanto, ha annunciato di aver presentato un’interrogazione alla presidenza del Consiglio finalizzata a far ritirare l’atto di rivalsa nei confronti del Comune di Augusta, in attesa di presentare un’altra interrogazione ad hoc per il Comune di Priolo.

 


Nessuna immagine trovata

In alto