Ti porto per mano / La bellezza delle mie cose
TI PORTO PER MANO di Elisabetta Ternullo
Ti porto per mano tra i roveti inerpicati
del ventre mio sfiancato:
ti presento spine e germogli
di un labirinto di vita intessuta
da tralci di gelo e fuoco.
Come fiume, con foga
t’arrampichi tenace
tra gelsomini e foglie
di passato mischiato a presente astante,
che, impastati e avvinti,
mi strappano di dosso
vestiti di superbia e vanità.
Ti porto per mano
in questa nudità
che mi libera il petto
e tu, solamente,
salvami i battiti
e balla.
LA BELLEZZA DELLE MIE COSE di Marcella Di Grande
Qui, passo dentro passo, testa dentro testa, respiro dentro respiro, adesso. Nel “torpore sottovoce” della mia intimità sconosciuta, a me e a te, dove ti muovi come fossi dentro casa tua, mentre apri cassetti e sportelli, certo di trovare tutto ciò che ho perso e che non credevo di avere, mi restituisci la bellezza delle mie cose, nude, come nude sono tutte le cose prima di essere nascoste e soffocate dalle paure e dai giudizi. Poi ti restituisci a te stesso passando attraverso i miei vespri e le mie albe e ti unisci a loro e li tocchi e li rimescoli e ne tiri fuori altri, per me e per te, con l’amore sottile e paziente che mi commuove più del mio pianto e mi porta alta in un posto dove io e te coincidiamo. Adesso e sempre.
(Foto in evidenza: Mario Di Salvo)






















