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Augusta, nuovo pozzo ai giardini pubblici entro giugno. I risultati e le criticità del primo lotto

AUGUSTA – Il cantiere per la realizzazione del pozzo di riserva (in prossimità dell’esistente) ai giardini pubblici ha visto uno nuovo slittamento della stima di fine lavori. Dalla conferenza stampa nella quale il neo sindaco Giuseppe Di Mare a fine dicembre annunciava che “entro un paio di mesi il problema sarà definitivamente risolto“, in riferimento alla crisi idrica dell’Isola scoppiata nell’ottobre 2019, si è passati alle più recenti previsioni di “giugno, massimo luglio“. Saranno quindi sei i mesi del cantiere, osservato con trepidazione non solo dai residenti del centro storico, che ha dovuto superare alcune criticità su cui abbiamo oggi ricevuto le motivazioni tecniche.

Come noto, l’importo complessivo dei lavori nel progetto definitivo-esecutivo approvato dalla precedente amministrazione è di 635 mila euro. L’attuale amministrazione comunale ha optato per la realizzazione del nuovo pozzo tramite convenzioni con aziende-donatrici della zona industriale (che hanno incaricato la ditta esecutrice) anziché procedere con l’affidamento dell’appalto mediante “procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara”, come si leggeva nella determina di settore (18 dicembre 2020) di prenotazione della somma nel bilancio di previsione comunale.

Il primo e più complesso lotto, finanziato da Sonatrach e Sasol, è relativo alla perforazione e all’incamiciatura del nuovo pozzo. Alcune criticità in questo primo lotto, come asserito dagli amministratori comunali, hanno determinato gli attuali aggiornamenti del periodo di fine lavori, e pertanto abbiamo ricercato risposte sulle cause e le soluzioni intraprese. “Le operazioni procedono secondo cronoprogramma, salvo qualche giorno di ritardo – ci fa sapere l’ufficio stampa di Sonatrach raffineria italiana – dovuto a dei piccoli cedimenti delle pareti argillose che hanno portato alla necessità di intubamento a più fasi, con camicie a cannocchiale, e uno strato di vulcaniti un po’ più esteso di quanto previsto. Questo, ovviamente – si precisa – per garantire che le attività fossero svolte nella massima sicurezza e nel rispetto delle basi del progetto“.

Il pozzo risulta oggi intubato e cementato fino a quota -232 metri, perforato per presa d’acqua fino a -350 metri, mentre il livello statico attualmente è -90 metri con una risalita di acqua ritenuta “abbondante” che viene “intercettata da più falde“.

Come ci conferma l’assessore ai Lavori pubblici, Beniamino D’Augusta, una volta completate le operazioni di rimozione e smaltimento dei detriti accumulatisi nel cantiere (vedi foto di repertorio in copertina, ndr), in atto le attività di completamento del nuovo pozzo con l’installazione delle pompe, secondo lotto finanziato da Gespi e Nico, e con le connessioni elettriche e la connessione finale al circuito di distribuzione, terzo lotto oggetto dell’ultima convenzione firmata venerdì scorso con Maxcom.

Alla firma dello schema di convenzione con la Maxcom Petroli, approvato preliminarmente dalla giunta con delibera del 7 maggio, oltre all’assessore e vicesindaco D’Augusta “erano presenti il sindaco Giuseppe Di Mare, l’ing. Carmelo Bramato, l’ing. Gianfranco Passanisi quale tecnico e direttore dei lavori del pozzo – riferisce – per Maxcom c’erano il direttore dott. Orazio Piccinini e l’ing. Massimo Alonzi“. Per il terzo lotto, l’azienda ha altresì individuato la ditta esecutrice dei lavori fin dall’avvio del cantiere, la rosolinese “Elettrotecnica Puglisi“, motivando “per continuità – si legge nella delibera di giunta – con il precedente lotto funzionale“.


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