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Depuratore di Augusta, validato il progetto e copertura totale trovata: bando in arrivo

AUGUSTA – Con provvedimento del commissario unico nazionale per la Depurazione, è stato approvato il progetto esecutivo, subito dopo aver ottenuto esito positivo della verifica tecnica, con decisione di contrarre, per la realizzazione del sistema di depurazione delle acque reflue urbane del Comune di Augusta, comprensivo del collettamento fognario per gli agglomerati cosiddetti Augusta-Brucoli (primo stralcio) e Augusta-Agnone (secondo stralcio).

Il commissario straordinario nominato poco meno di due anni fa con Dpcm Meloni, il catanese Fabio Fatuzzo, firmando il provvedimento pubblicato ieri, il 25 luglio, ha adottato l’atto propedeutico all’emissione della determina a contrarre, che sarà il successivo atto con cui la stazione appaltante definirà la procedura da seguire (aperta a seguito di pubblicazione del bando di gara), i criteri di aggiudicazione (offerta economicamente più vantaggiosa), l’importo totale dei lavori in gara (50 milioni 699mila euro) e approverà gli atti di gara.

Il progetto prevede un investimento complessivo di 69 milioni 240mila euro. Attualmente le risorse disponibili ammontano a 55,1 milioni: 50,5 milioni stanziati con la delibera Cipe n. 60/2012 e ulteriori 4,6 milioni a valere sul Fondo investimenti Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione) di cui al Dpcm 21 luglio 2017. La restante parte, pari a 14 milioni 93mila euro, è stata inserita dal commissario straordinario nella programmazione Fsc 2021-2027 (Accordo per la coesione Mase).

È proprio la copertura finanziaria totale l’ulteriore notizia, giacché a proposito delle risorse necessarie, esattamente sei mesi fa intervenendo a una conferenza organizzata dal Rotary club Augusta a palazzo di città, Fatuzzo aveva dichiarato che il progetto era “parzialmente finanziato” dal Ministero dell’Ambiente per circa 45 milioni su 69, annunciando l’impegno a interloquire con il governo nazionale per colmare la somma mancante anche attraverso la riprogrammazione delle risorse destinate ad altri agglomerati in ritardo.

Secondo quanto appreso in quella sede, ricordiamo che il primo stralcio funzionale del progetto relativo all’agglomerato Augusta-Brucoli prevede il ripristino dell’impianto di depurazione esistente in località Punta Cugno. L’impianto, realizzato negli anni ’90 ma mai entrato in esercizio, sarà messo in funzione con scarico a mare attraverso il pontile consortile adiacente nel porto Megarese. Verranno inoltre collettate tutte le aree di più recente urbanizzazione (vedi il quartiere Monte Tauro, ad esempio) dove è prevista la realizzazione di 52 chilometri di rete fognaria, con il supporto di 27 stazioni di sollevamento. La più importante tra queste, denominata “P0”, sarà anche stazione di pre-trattamento e sorgerà all’inizio della Strada provinciale 1 Augusta–Brucoli.

Il depuratore, così come previsto, sarà dimensionato per gestire i reflui generati da una popolazione compresa tra i 35.414 “abitanti equivalenti” in inverno e i 39.808 in estate, con una capacità massima progettata di 57.000 “abitanti equivalenti”, così da poter accogliere anche i reflui provenienti da Agnone Bagni. Infatti con il secondo stralcio per l’agglomerato Augusta-Agnone, la frazione balneare (circa mille “abitanti equivalenti” d’inverno e fino a 17mila in estate) vedrà la costruzione di una nuova rete fognaria con collettamento dei reflui al realizzando depuratore di Punta Cugno.

Il progetto, completato dopo un articolato iter tecnico e autorizzativo durato quasi un lustro, è stato validato dal Rup lo scorso 15 luglio e risulta, all’esito di revisioni e integrazioni, “privo di non conformità e con alcune marginali osservazioni residue” grazie all’attività di verifica condotta da un organismo di ispezione accreditato (“Rina Check”) per circa otto mesi dalla fine di ottobre dello scorso anno.

Con la pubblicazione della gara d’appalto attesa a breve e poi l’aggiudicazione, la città di Augusta potrà finalmente vedere avviata un’opera cruciale per l’ambiente, la balneabilità del mare e la chiusura della procedura d’infrazione europea.


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