Depuratore di Augusta, il consigliere La Ferla attacca il progetto: “Grave danno per famiglie e ambiente”
AUGUSTA – Sul progetto del ripristino funzionale del depuratore di Punta Cugno per i reflui urbani di Augusta, giunto alla fase dell’aggiudicazione provvisoria, interviene il consigliere comunale di opposizione Ciccio La Ferla, che in una nota stampa esprime una netta contrarietà sia sul piano tecnico che politico.
Si tratta di un’opera, progettata e portata in gara da diversi commissari straordinari governativi per la Depurazione, perché ritenuta strategica per il superamento delle criticità del sistema fognario-depurativo di Augusta e della procedura di infrazione comunitaria, ma che continua a dividere nel territorio sul piano delle scelte progettuali e delle possibili ricadute economiche e ambientali.
Il consigliere civico, ingegnere civile di professione, ricostruisce innanzitutto il contesto storico legato al depuratore consortile Ias di Priolo, sottolineandone la funzione originaria: “Si trattava di un impianto esclusivamente per il trattamento di reflui di natura domestica, esattamente rifiuti organici”, ricordando come nel tempo l’impianto sia stato modificato e utilizzato anche per reflui industriali.
Secondo La Ferla, oggi l’impianto consortile di Priolo, nonostante i sequestri giudiziari, rappresenterebbe ancora una soluzione percorribile, motivando che “il depuratore consortile Ias inoltre ha bisogno dei nostri reflui per un processo biologico migliore”. Nel documento viene anche prospettata una soluzione tecnica: “Una buona soluzione sarebbe una condotta sottomarina che dall’isola di Augusta dovrebbe raggiungere il consortile anche fino ad allacciarsi alla condotta esistente”.
Nel merito della scelta progettuale di un impianto realizzato a Punta Cugno, il consigliere parla apertamente di errore strategico: “Non si comprende perché la politica oggi ha deciso di creare un nuovo depuratore con il gravissimo impatto ambientale e gestionale”, definendo l’opzione individuata “una scelta infelice sotto tutti i punti di vista”.
Tra le criticità evidenziate, anche una personale stima dell’impatto economico per i cittadini: “Gravare sulle famiglie augustane incidendo economicamente nel bilancio economico, almeno 1.000 euro l’anno”. Il consigliere contesta anche la sostenibilità complessiva dell’intervento, che ha visto una gara d’appalto del valore di 50,7 milioni di euro, coperti dal governo nazionale. “Non costerà alla fine meno di 100 milioni di euro, quando con venti e poco più si potrebbero convogliare i reflui al consortile”, asserisce.
Non mancano osservazioni di carattere tecnico sulla gestione dell’impianto: “La gestione di un impianto di depurazione è cosa molto complessa e non credo che questa politica possa gestire tale impianto”, mentre sul piano infrastrutturale evidenzia le difficoltà legate alle opere connesse, tra cui stazioni di pompaggio e possibili scavi diffusi in città.
Sul piano politico, La Ferla critica duramente l’operato della giunta comunale: “Questa amministrazione Di Mare, con questa scelta infelice, sta compromettendo il futuro di Augusta”, invitando a una riflessione più ampia sul tema nella campagna elettorale in corso.
Il consigliere conclude ribadendo la necessità di affrontare il tema con maggiore approfondimento: “L’obiettivo non è mai stato un nuovo depuratore ma la depurazione dei reflui nel migliore dei modi senza creare problemi”, sollecitando un confronto politico e tecnico sulla soluzione più sostenibile per il territorio.





















