Porto di Augusta, il Mase dimezza i fondi per l’eolico offshore: da 49,8 a 24,3 milioni. Le reazioni
AUGUSTA – Saranno dimezzate le risorse statali destinate al porto di Augusta per gli interventi necessari a farne uno dei due hub prioritari italiani della filiera dell’eolico offshore galleggiante. La dotazione prevista per lo scalo megarese passa infatti da 49,8 milioni a 24,359 milioni di euro. Analoga riduzione per il porto di Taranto, che passa da 28,5 a 13,94 milioni: complessivamente, quindi, i finanziamenti per i due scali scendono dai 78,3 milioni originariamente previsti a circa 38,3 milioni.
La novità è stata comunicata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) alle Autorità di sistema portuale del mar Ionio (Taranto) e del mare di Sicilia orientale (Augusta), quest’ultima attualmente guidata dal commissario straordinario Francesco Di Sarcina, i cui poteri sono stati prorogati fino al 30 novembre prossimo. Il taglio non è ancora recepito in un nuovo decreto interministeriale, ma è annunciato in una nota della Direzione generale Fonti energetiche e titoli abilitativi del Dipartimento energia, che, secondo fonti di stampa specializzata, sarebbe stata trasmessa ieri, 22 settembre, anche al gabinetto del ministro forzista Gilberto Pichetto Fratin.
La motivazione riportata nella comunicazione è quella dei “tagli lineari subiti sui capitoli di spesa di questo ministero“, a seguito dei quali il Mase informa i vertici dei due scali meridionali di aver dovuto rimodulare al ribasso le risorse inizialmente disponibili. Alle due Autorità portuali viene adesso chiesto di aderire in tempi brevi alla nuova ripartizione e di comunicare quali delle opere infrastrutturali già inserite nelle rispettive candidature possano essere finanziate con le somme residue.
Pertanto, non è di certo revocata la scelta di Augusta e Taranto quali aree prioritarie per gli hub cantieristici offshore, ma viene ridotta del 51 per cento la copertura finanziaria statale originariamente prevista per adeguare i due porti alle nuove attività. Quali opere saranno ridimensionate, rinviate o eventualmente coperte attraverso altre fonti dovrà quindi emergere dalla conseguente rimodulazione con le Autorità portuali.
L’iter che ha individuato Augusta e Taranto prende le mosse dal decreto-legge 181 del 9 dicembre 2023, convertito nella legge 11 del 2 febbraio 2024. L’articolo 8 ha previsto la realizzazione nel Mezzogiorno di un polo strategico nazionale per la progettazione, produzione e assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle infrastrutture elettriche funzionali alla cantieristica per l’energia eolica in mare, demandando al Mase l’acquisizione delle manifestazioni d’interesse e la successiva individuazione delle aree portuali e degli interventi.
Il 18 aprile 2024 il Mase pubblicò quindi l’avviso rivolto alle Autorità di sistema portuale per candidare aree demaniali marittime adatte alla produzione, all’assemblaggio e al varo delle piattaforme galleggianti.
Il percorso arrivò a un passaggio decisivo il 4 luglio 2025, quando fu firmato il decreto interministeriale che individuava Augusta e Taranto come aree prioritarie, sulla base, come chiariva ufficialmente il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit), della fattibilità tecnico-economica, della disponibilità degli spazi, dei tempi di realizzazione e della connessione logistica. Previsti ammodernamenti, dragaggi e adeguamenti delle banchine per consentire la produzione, l’assemblaggio e il varo di componenti destinati agli impianti eolici galleggianti. Il valore complessivo indicato allora era appunto di 78,3 milioni di euro in tre annualità a partire dal 2025, da finanziare attraverso la riassegnazione dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO₂.
Per Augusta, il piano degli interventi ammontava a 49,8 milioni di euro e una quota superiore ai 30 milioni era ricondotta al dragaggio dei fondali nell’area di Punta Cugno, intervento previsto entro la fine del 2027. Con la nuova disponibilità di appena 24,359 milioni, diventa pertanto decisivo capire quali opere l’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale indicherà al Mase come realizzabili e prioritarie e se saranno individuate ulteriori coperture per quelle che resteranno fuori dalla rimodulazione.
La notizia ha provocato, stamani, alcune reazioni politiche immediate.
Attraverso una nota stampa, il sindaco di Augusta, Giuseppe Di Mare chiede al Governo nazionale di rivedere la decisione: “La scelta di Augusta quale hub nazionale per l’eolico offshore rappresenta un risultato strategico per il nostro porto, per la Sicilia e per l’intero sistema Paese. Per questo la notizia della significativa riduzione delle risorse destinate agli interventi infrastrutturali non può lasciarci indifferenti. Se Augusta è strategica per il Paese, deve esserlo fino in fondo“. Di Mare ricorda che “il finanziamento previsto per Augusta passa infatti da 49,8 a 24,3 milioni di euro” e aggiunge di ritenere “necessario chiedere che questa decisione venga rivalutata e che siano individuate le risorse necessarie a ripristinare lo stanziamento originariamente previsto“. Il sindaco conclude sostenendo che “Augusta non chiede un trattamento di favore. Chiede che venga mantenuto l’impegno assunto su un progetto considerato strategico a livello nazionale“.
Sulla stessa linea il deputato regionale Carlo Auteri, della Democrazia cristiana, che dichiara: “Condivido pienamente la posizione espressa dal sindaco Giuseppe Di Mare: la riduzione delle risorse destinate all’hub dell’eolico offshore di Augusta merita una risposta forte e unitaria da parte di tutte le istituzioni. Non è una questione di appartenenza politica, ma di difesa di una scelta strategica per il futuro industriale e occupazionale del nostro territorio“. Auteri chiama inoltre in causa il Governo regionale quando afferma che “la Sicilia deve farsi portavoce di questa esigenza nei confronti del Governo nazionale” e annuncia di volersi confrontare con l’assessore regionale Luca Sammartino “affinché possa sostenere questa battaglia all’interno del governo regionale e nei rapporti con Roma“.
Di segno nettamente critico la nota del segretario provinciale di Sinistra italiana-Avs, Sebastiano Zappulla, che rivendica un allarme già lanciato, quando ha sostenuto che le somme attese per l’eolico offshore fossero state dirottate altrove, avanzando come ipotesi la copertura del taglio delle accise. “Alla fine dell’eolico offshore ad Augusta ci restano le promesse non mantenute dei governi nazionale e regionale, che tagliano del 50 per cento i fondi promessi, e le lacrime di coccodrillo della classe politica locale, sindaco di Augusta compreso“, dichiara stamani. Zappulla ricorda di avere denunciato a fine giugno “il rischio concreto di perdere una parte consistente del finanziamento, probabilmente per finanziare il taglio delle accise” e paventa che la decisione del taglio delle risorse, “se confermata, mette la parola fine al sogno di vedere ad Augusta la cantieristica dell’eolico offshore“.
(Nella foto di repertorio in copertina: gru del porto commerciale di Augusta)



















