Cultura

‘A Matri Addulurata, il rosario in siciliano nel videoclip prodotto da ShloQ [VIDEO]

AUGUSTA – Un anno fa veniva presentato ai cittadini augustani un videoclip sperimentale, frutto di studio, competenza e, in particolare, passione per riti e celebrazioni della Settimana Santa.

Per il maestro augustano Salvo Tempio, presidente di “ShloQ Association“, si è trattato della seconda tappa del personale progetto “Passio Hominis”, due anni dopo la tappa della rielaborazione di “Stabat Mater” nella versione musicata da anonimo augustano del Settecento, finalizzato a custodire e tramandare attraverso i nuovi media la cultura della tradizione.

Il brano dal titolo “‘A Matri Addulurata“, tratto dal rosario in siciliano, esaltato dal videoclip opera di Luca Musumeci, può vantare le performance dello stesso Salvo Tempio al marranzano, flauto dolce e sax soprano e di Luca Aletta, che aveva già curato le sonorità elettroniche del primo progetto, ai sintetizzatori e alle tastiere.

L’elettronica ancora una volta è data appunto dall’uso dei synth (sintetizzatori) e tastiere che sono state utilizzate con maestria da Aletta, soprattutto nella prima parte del brano, mentre il flauto dolce e il marranzano suonati da Tempio riportano alle origini della sicilianità e rendono un’atmosfera autenticamente mediterranea.

inserzioni

Nella parte finale è stata inserita un’improvvisazione del sax soprano di Tempio, cornice acustica di certe frasi della tradizione popolare siciliana, quella delle “ciaramelle”, affermando al contempo attraverso le sonorità jazzistiche l’aspetto di “world music” dell’arrangiamento.

Da evidenziare la partecipazione, tra le altre straordinarie, della giovane Elisa Lisitano, che è riuscita a conferire ai toni cupi del video quella luce di modernità, nella continuità, voluta dalla produzione.

Il maestro Salvo Tempio ha inteso racchiudere nelle seguenti parole tutto il senso del progetto: “Abbiamo cercato di rendere più contemporaneo qualcosa di molto tradizionale, anche per renderlo più fruibile ai giovani, e abbiamo voluto aprire una riflessione critica sul momento storico che stiamo vivendo, cioè quello della globalizzazione e della disgregazione delle identità“.

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