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Appalto pulizie Marina militare, pulizieri lasciati senza stipendio dalla ditta. Filcams Cgil annuncia sciopero

AUGUSTA – Sarebbero stati lasciati senza stipendio anche nel mese di febbraio i lavoratori dell’appalto di pulizie della Marina militare di Augusta aggiudicato alla ditta “La Luminosa”. Un “calvario” per i pulizieri e le loro famiglie, come lo definisce il segretario generale della Filcams Cgil Siracusa, Stefano Gugliotta, dopo che già nel mese di gennaio era dovuto intervenire il Comando della Marina militare sostituendosi in surroga alla ditta per pagare gli stipendi.

Da qui la proclamazione dello stato di agitazione e la proclamazione dello sciopero dei lavoratori indetto dalla Filcams per giovedì 29 se non verranno immediatamente pagati i salari ai lavoratori“, rende noto la Filcams Cgil.

Gugliotta ricorda quanto avvenuto nei mesi scorsi: “Avevamo avuto già modo di esternare le nostre perplessità nel merito della gara “al massimo ribasso” indetta dalla Marina militare, che ha aggiudicato a “La Luminosa”, con un ribasso del 37,68 per cento, chiedendo l’annullamento della gara in regime di autotutela, e l’indizione della gara secondo i canoni del decreto legislativo n. 50 del 18 aprile 2016, valutando l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo, richiesta rimasta inevasa e che ora continua a dare questi risultati che pagano i lavoratori dell’appalto“.

Il segretario generale della Filcams Cgil Siracusa comunica le rivendicazioni del sindacato: “Abbiamo rinnovato la richiesta al Comando della Marina militare di intervenire in surroga e di pagare direttamente i lavoratori, ma di più abbiamo allertato il Comando sull’ennesima violazione del Ccnl da parte de “La Luminosa”, che all’art. 18 prevede espressamente che il pagamento deve essere effettuato entro la fine del mese con un margine di 15 giorni, decorso cui l’impresa deve pagare gli interessi maggiorati per ogni giorno di ritardo. Perseverando questa situazione, daremo corso ad ogni forma di lotta per affermare il diritto dei lavoratori ad avere retribuito il lavoro svolto, e chiederemo al Comando di risolvere il contratto in regime di autotutela”.


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