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Augusta, acqua non potabile nell’Isola, Mangano comincia lo sciopero della fame

AUGUSTA – “La mia decisione da libero cittadino è quella di iniziare da oggi lo sciopero della fame finché non verrà risolto il problema. L’acqua ad Augusta deve ritornare potabile, ormai è una vera e propria emergenza, non possiamo più attendere“. Così il giovane Manuel Mangano ha annunciato stamani, in una conferenza stampa tenuta in un locale del centro storico, la sua protesta, a oltre due mesi dall’ordinanza sindacale del 25 ottobre scorso che ha vietato nell’Isola l’uso dell’acqua comunale per fini potabili.

Mangano non è nuovo a questa forma di protesta, avendo già effettuato due scioperi della fame in passato, per sollecitare la riapertura del cosiddetto teatro comunale nella cittadella degli studi, entrambi sospesi dopo alcuni giorni quando l’assessore competente gli comunicò il relativo cronoprogramma. Ex segretario augustano dei Giovani democratici, di fede politica renziana, attualmente vicino a Italia viva e presidente dell’associazione politico-culturale “Bella storia”, oggi ha precisato di intervenire nella qualità di “libero cittadino”. In merito alla crisi idrica, è stato promotore della manifestazione di protesta in piazza Duomo dello scorso 13 dicembre.

L’ultimo aggiornamento telematico del Comune sulla vicenda risale al 30 dicembre, aggiornamento con il quale si rendeva noto che “il pozzo del cantiere navale Tringali funziona regolarmente” ma che “la condotta di rinforzo proveniente dalla Borgata attualmente non garantisce la portata prevista a causa del motore di sollevamento”, dovendo attendere la “riapertura dei fornitori” per la sostituzione del caso, e che “nelle more, la portata mancante verrà garantita dal pozzo dei giardini pubblici, la cui acqua da parecchi giorni risulta essere notevolmente migliorata ed a vista trasparente”. Insomma, da fine anno l’acqua erogata nell’Isola proviene sia dal pozzo privato “Tringali” che dal pozzo comunale dei giardini pubblici, pertanto non è ancora stata revocata l’ordinanza di non potabilità.

Il punto è che sicuramente c’è stata una tardività dell’intervento da parte dell’amministrazione – ha sottolineato stamani Mangano – perché le autobotti per i cittadini sono state messe a disposizione soltanto 53 giorni dopo da quando iniziato il problema. Non tutti possono usufruire di questa acqua perché non tutti hanno i serbatoi e chi ha i serbatoi avrebbe dovuto pulirli e non tutti hanno la possibilità di pulirli immediatamente. Oggi sono trascorsi 72 giorni e la risoluzione al problema non c’è perché l’acqua risulta essere in molte parti di Augusta torbida, addirittura in alcune abitazioni l’acqua arriva a tratti. E ancora non si parla di risarcimento per commercianti e cittadini, anche nel bilancio recentemente approvato. Idem per le autobotti“.

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Da oggi faccio questa azione – ha concluso in riferimento allo sciopero della fame – Mi auguro che la cittadinanza possa accogliere positivamente anche questo mio gesto, che non è assolutamente un attacco politico ma è richiamare l’attenzione su un bene primario e fondamentale per ogni città d’Italia. Altrove sarebbe successo di tutto, qui stiamo ancora attenendo. Ci auguriamo che le nostre parole vengano prese seriamente. Oggi abbiamo una necessità, che è l’acqua potabile“.


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