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Augusta, “Chiese aperte”, Archeoclub accende i riflettori sulla chiesa delle Grazie e le opere custodite

AUGUSTA – In collaborazione con la confraternita Maria SS. Immacolata, anche l’Archeoclub d’Italia sede di Augusta ha potuto partecipare la scorsa domenica alla manifestazione nazionale “Chiese aperte” organizzata da Archeoclub d’Italia con il patrocinio dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della Segreteria generale della Conferenza episcopale italiana. Giunta alla sua ventiseiesima edizione, l’iniziativa ha l’obiettivo di aprire alla fruizione e alla conoscenza pubblica chiese generalmente chiuse o parzialmente aperte. Ad Augusta, la chiesa, già proposta in maggio dall’Archeoclub e sede dell’iniziativa in ottobre, è stata quella della Madonna delle Grazie, sul lato di levante dell’Isola.

Tradizionalmente – spiega Mariada Pansera, presidente del locale Archeoclub – la manifestazione si svolge la seconda domenica di maggio ma quest’anno, a causa del Covid-19, ha seguito modalità differenti prevedendo un primo momento telematico in maggio, grazie al quale è stato possibile inserire nel sito nazionale di Archeoclub d’Italia schede tecniche e storiche delle chiese proposte dalle diverse sedi, favorendo, quindi, la loro conoscenza sull’intero territorio nazionale. Domenica 11 ottobre, invece, ha avuto luogo la manifestazione in presenza così come avvenuto per tutte le precedenti edizioni“.

Dopo un indirizzo di saluto, Alfredo Beneventano del Bosco, governatore della confraternita Maria SS. Immacolata, ha relazionato circa la storia della chiesa che, annessa al convento dei Minori Osservanti, fu edificata nel 1653 con lo scopo di farne il tempio più grande e maestoso della città, giacché allora la Madonna delle Grazie era diffusamente venerata. Distrutta dal terremoto del 1693, la chiesa fu poi riedificata negli anni successivi e nel 1866, per la legge sulla requisizione dei beni della Chiesa, il Comune si appropriò del convento dove furono allocati carceri, scuderie e magazzini al piano terreno e al piano superiore, invece, fu organizzata l’infermeria facente funzione da ospedale. Dai primi anni del secolo scorso, grazie alle suore di Sant’Anna, vi trovarono posto l’orfanotrofio e le scuole elementari.

La confraternita dell’Immacolata, fondata il 5 aprile 1688, racchiude 332 anni di storia e riveste un ruolo importante nell’ambito dei riti della Settimana santa, con l’organizzazione della processione liturgica del Venerdì santo. Organizza altresì la novena cittadina dell’Immacolata. Della storia della confraternita dell’Immacolata, nonché delle attività e delle iniziative promosse dalla confraternita stessa ha parlato il confrate Marco Caramagno. La confraternita di Maria SS. Immacolata ha origini molto antiche. L’atto costitutivo, depositato presso la Curia, è datato 5 aprile 1688. Un tempo era conosciuta come la “confraternita dei civili”, cioè costituita da persone che esercitavano professioni di tipo intellettuale piuttosto che artigianale. Oggi alla confraternita vi prendono parte persone delle più svariate professioni, riunite dalla devozione alla Madonna Immacolata, che hanno il desiderio di intraprendere un percorso di fede.

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È stato evidenziato come le confraternite, insieme ad altri gruppi e associazioni, contribuiscono a mantenere vive le tradizioni e i riti in Augusta, in particolare quelli della Settimana santa, riti che affondano le radici nel periodo della dominazione spagnola in Sicilia intorno al 1600. In particolare, è stato evidenziato il culto e la devozione all’Immacolata, anch’essa di origini antiche risalente al 1700, con le diverse attività promosse durante il novenario in preparazione della festa liturgica e civile dell’8 dicembre. Sono state illustrate le attività di formazione dottrinale e spirituale patrocinate dalla confraternita, la cura e la conservazione ordinaria della chiesa delle Grazie, sede della confraternita stessa, delle opere custodite al suo interno, nonché la processione liturgica del Cristo Morto della sera del Venerdì santo che coinvolge emotivamente gli augustani con i tre momenti principali: “a scisa a cruci”, “l’incontro con la Madre Addolorata” e “la Spartenza”, accompagnata dalle note struggenti delle marce funebri suonate dalla Banda musicale di Augusta.

A seguire, la docente Ornella Spina (nella foto all’interno), vicepresidente del locale Archeoclub, ha illustrato alcuni aspetti storico-artistici delle opere più significative conservate nella chiesa delle Grazie. In particolare si è soffermata sull’analisi iconografica e iconologica del quadro della Madonna delle Grazie della seconda metà del diciassettesimo secolo, di ignoto autore ma di pregevole fattura; poi della statua lignea del Cristo Crocefisso, attribuibile alla scuola di frà Umile da Petralia databile alla prima metà del diciassettesimo secolo, sullo stile della statua dell’Immacolata e del Cristo Morto del diciottesimo secolo. Queste opere di pregevole fattura sono custodite dalla confraternita dell’Immacolata, che ne cura la conservazione per il culto e la devozione popolare.

Presente tra i relatori anche il restauratore Serafino Bauso, che ha relazionato sul restauro conservativo e integrativo della statua lignea dell’Immacolata, risalente alla seconda metà del Settecento; sulla pulitura e consolidamento, della statua lignea del Cristo Crocefisso del Seicento, attribuibile alla scuola di fra’ Umile da Petralia, finanziata con il contributo del Rotary club Augusta, presidente Pietro Paolo Amara e past governatore Concetto Lombardo, e sul restauro conservativo e di consolidamento della statua settecentesca del Cristo Morto, che viene fatto discendere dalla Croce posta sul piazzale  della chiesa delle Grazie e portato in processione la sera del Venerdì santo dai confrati dell’Immacolata. La confraternita, di cui da molti anni è governatore Alfredo Beneventano del Bosco, si è adoperata per reperire i fondi e le autorizzazioni della Soprintendenza di Siracusa, per procedere a questa necessaria e meritoria opera di restauro.

A conclusione dei lavori, l’intervento di Piero Castro, socio Archeoclub nonché cultore della storia cittadina, che ha fornito una integrazione storica. Grazie allo studio personale degli atti notarili, dalla fine del Seicento alla prima metà del Settecento, ha ripercorso con relative datazioni i diversi momenti della realizzazione della chiesa della Madonna delle Grazie, all’indomani del terremoto del 1693, costruzione realizzata, come ha ricordato, anche con il contributo dell’Università, con i proventi della gabella (imposta) del pane e con la concessione delle cappelle votive con i relativi sepolcri ai fedeli.

(Foto: Giuseppe Scapellato)


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