Augusta, chiusura del locale di Villa Marina: la società precisa e contesta le motivazioni dell’ordinanza
AUGUSTA – La società “Vintage Hotel Villa Marina S.r.l.“, con sede legale ad Augusta, ha trasmesso alla Redazione una richiesta di pubblicazione di precisazioni in relazione all’articolo pubblicato lo scorso 31 luglio con il titolo “Augusta, ordinanza di chiusura per lo storico locale di Villa Marina”, riguardante l’ordinanza sindacale del 17 luglio con cui è stata disposta la chiusura immediata del noto edificio di via Spinelli 60 (nella foto di repertorio in copertina), in località Villa Marina, sulla base delle risultanze dell’ispezione eseguita il 13 luglio dai Carabinieri del Nas di Ragusa e dal Servizio igiene degli ambienti di vita (Siav) dell’Asp di Siracusa.
Nella comunicazione indirizzata alla Redazione, la società premette che “non aveva la piena titolarità dell’intera struttura, bensì esclusivamente dell’attività di bar e ristorante, come chiaramente documentato da regolare Scia“. Aggiunge inoltre che, “in data 4 marzo 2026, a seguito dei gravi eventi meteorologici causati dal ciclone Harry, la società ha tempestivamente comunicato al Comune e alle Autorità competenti i danni subiti alla struttura” e che, “a causa delle significative infiltrazioni e delle ulteriori criticità riscontrate, l’attività di pernottamento risultava già sospesa da tempo, in attesa che il Comune e gli enti competenti effettuassero i necessari sopralluoghi e gli accertamenti tecnici finalizzati alla valutazione dei danni“.
La società ha inoltre trasmesso alla Redazione copia della nota inviata il 20 luglio scorso al Comune di Augusta e, per conoscenza, alle autorità interessate dall’ordinanza sindacale, nella quale comunica di avere dato “immediato ottemperamento” al provvedimento, precisando di avere cessato l’attività con contestuale chiusura della struttura, annullando le prenotazioni, interrompendo i rapporti con fornitori e collaboratori e avviando le operazioni conseguenti alla chiusura. Contestualmente, però, contesta nel merito le motivazioni poste a fondamento dell’ordinanza, ritenendo che “i rilievi non risultano aderenti alla realtà fattuale caratterizzata da affermazioni prive di riscontro oggettivo e pertinenza tali da arrecare evidenti pregiudizi all’immagine e alla reputazione della struttura ricettiva con grandi danni economici“.
Nel dettaglio, la prima contestazione riguarda il presunto obbligo del certificato di prevenzione incendi (Cpi). La società sostiene che “la struttura è composta da n. 11 camere per un totale di 22 posti letto, inferiori alle caratteristiche minime necessarie all’obbligo di certificato prevenzione incendi“, contestando quindi quanto rilevato dagli organi ispettivi, i quali avevano invece indicato una capacità di 28 posti letto. La società afferma inoltre che “nessun rilievo planimetrico è stato fatto dagli organi ispettivi“, evidenziando che la disposizione dei letti non determinerebbe automaticamente la capacità ricettiva e aggiungendo che “al momento del sopralluogo l’hotel era vuoto per cui nessuna presenza rilevata“. Sempre sul fronte antincendio, sostiene che “nelle diverse occasioni in cui i vigili hanno visto la struttura non hanno mai riscontrato anomalie in materia di estintori“.
In relazione alle infiltrazioni d’acqua e alle parti ammalorate dell’edificio, la società ribadisce di avere segnalato il 4 marzo scorso i danni provocati dal ciclone Harry (che tra il 20 e il 21 gennaio ha colpito duramente i lungomari e diverse aree del territorio di Augusta) mediante la richiesta di ricognizione e contributo, affermando che, successivamente, “la società non ha avuto nessun riscontro o visita degli organi competenti“. Aggiunge che, “trattandosi di infiltrazioni parziali nella hall e nelle camere 1, 8 e 11, come da prassi alberghiera, la società ha chiuso preventivamente al pubblico le sopracitate camere“, sostenendo inoltre che “le parti ammalorate dall’uragano Harry non sono attinenti né alle camere, né al ristorante” e che “le macchie d’acqua non sarebbero di tipo strutturale“.
Per quanto concerne i servizi igienici, la società respinge integralmente le contestazioni formulate dagli organi ispettivi, sostenendo che “i servizi igienici sono perfettamente funzionanti, idonei e puliti“, aggiungendo che “nessuno durante l’ispezione ha provato i bagni” e che l’impianto idrico “è perfettamente funzionante” con acqua “idonea e salubre“.
Quanto ai locali seminterrati, la società afferma che “oltre a non essere aperti al pubblico non fanno parte della nostra Scia“, qualificandoli come “intercapedini di fondazione, adibite a magazzino, non di nostra pertinenza“, precisando inoltre che tali aree sarebbero già interessate da un intervento di riqualificazione da parte della proprietà.
Nella memoria trasmessa agli enti, la società sostiene infine che i Carabinieri del Nas “non hanno rilevato nulla sulla parte attinente alle loro specifiche competenze, come cibo scaduto, mal conservato o presenza di animali o infestanti“, contestando invece che siano state mosse criticità “per le parti dove non hanno competenza specifica e che tra l’altro non riguardo noi né la nostra Scia“. Viene inoltre affermato che il sopralluogo sarebbe stato “viziato“, poiché “alla verifica non era presente l’amministratore né tantomeno i responsabili dei procedimenti come indicati in Scia“, aggiungendo che sarebbero state visionate “aree non pertinenti con l’attività“.
Le precisazioni pubblicate costituiscono la posizione della società rispetto ai rilievi contenuti nell’ordinanza adottata dal sindaco il 17 luglio, che allo stato risulta efficace. Nell’articolo pubblicato il 31 luglio, La Gazzetta Augustana.it aveva dato conto esclusivamente del contenuto del provvedimento amministrativo e delle motivazioni in esso richiamate, riportandone fedelmente i passaggi essenziali. Resta naturalmente impregiudicata ogni valutazione che le autorità competenti riterranno di svolgere in merito alle contestazioni formulate dalla società.


















