Augusta, “Claradea” intreccio di emozioni letterarie e musicali. La rivincita di Gabriella Ferlito commuove
AUGUSTA – Un salotto culturale a cielo aperto per una sera. Piazza D’Astorga nell’Isola è stata sede del terzo appuntamento di “Claradea“, tenutosi martedì 12 agosto, una rassegna letteraria promossa dall’omonima associazione (“Claradea – La fonte delle idee aps ets”) nata dall’intesa tra i tre presentatori e scrittori Massimiliano detto Max Scuderi, Maria Pia Guarna e Giuseppe Saglimbeni, il tutto sotto forma di un dialogo corale che ha dato voce a pensieri, storie di vita e riflessioni di matrice sociale e psicologica, capaci di nutrire la mente e il cuore.
A far da sfondo all’evento, nella sua suggestiva bellezza, la chiesa Madre, incorniciando un incontro all’insegna della valorizzazione dell’arte, della letteratura e della condivisione di intenti e valori tra gli autori, i lettori e gli appassionati amatori della musica, del canto e delle storie da raccontare al pubblico. A partire dal nome della rassegna, “Claradea”, che rievoca quello di un’antica fonte d’acqua augustana.
Ha collaborato alla serata anche l’associazione “Genitori e figli – Unitevi a noi” (aps ets) presieduta da Antonio Caruso. Giacché l’evento è stato inserito nel cartellone comunale estivo, è intervenuto il sindaco Giuseppe Di Mare, porgendo i saluti dell’amministrazione.
Ad aprire l’evento è stato l’artista e docente di musica, Alex Grimaldi, che ha affascinato i presenti con le sue esibizioni al flauto traverso, tra cui i brani Tema d’amore – Nuovo Cinema Paradiso di Morricone e Oceano di Fedrigotti, Cacciapaglia e Royal Philharmonic Orchestra, nonché la condivisione della propria esperienza personale, ricordando il valore intramontabile della scrittura come strumento di espressione di sé, dei personali ricordi e della memoria cittadina.
Si inserisce tra i momenti di più forte impatto emotivo della serata, l’esibizione della cantante Gabriella Ferlito che, dapprima sulle note di Fai rumore di Diodato poi con Non è l’inferno di Emma, ha donato sé stessa ai presenti, la sua voce ma anche un pezzo della sua storia personale. Di origine augustana, ha ricordato gli anni della sua adolescenza, di quando giovanissima negli anni ’70, dai 13 ai 18 anni, si esibiva cantando in diverse occasioni, tra cui la Festa della Madonnina, sognando di diventare cantante.
Un sogno che poi si è interrotto: “Nel 1975 avevo vinto Sanremo Ragazzi e Giovani, prima si chiamava così la sezione corrispondente all’attuale Sanremo Giovani – ha raccontato Gabriella Ferlito – Ma la mia famiglia, umile di origini, pur avendo sempre sostenuto la mia passione, in particolare mio padre Giovanni Saverio che adorava la mia voce, non aveva la possibilità economica di pagare una casa discografica. Serviva quella per poter partecipare a Sanremo, così, all’epoca, non ho potuto…”.

Dopo una lunga pausa dettata dagli eventi della vita, solo di recente, Gabriella Ferlito ha ripreso a coltivare questa sua grande passione, un percorso che l’ha portata a realizzare il suo sogno di cantare di nuovo, da autodidatta, fino alla ribalta televisiva, partecipando di recente al programma The Voice Senior, in onda su Raiuno e condotto da Antonella Clerici, dove è entrata nel team di Arisa, distinguendosi per la sua voce dal timbro caldo, intenso e autentico.
La performance canora per “Claradea” si è arricchita di un momento in versi profondamente toccante: la lettura della sua poesia Il Gabbiano, dedicata alla memoria della sorella Bellonia, chiamata affettuosamente Pina, scomparsa prematuramente all’età di 24 anni a causa di un tumore.
La serata è continuata vedendo la partecipazione di diversi autori, ognuno a presentare la propria opera e il proprio vissuto.
Lorena Failla, da Priolo Gargallo, ha presentato Storia di coraggio e cambiamento, una raccolta di sette fiabe su vari temi spesso difficili da spiegare, sia agli adulti che, in particolare, ai più piccoli; come quella sull’argomento delle adozioni per avvicinare mamme e bambini speciali. Per l’autrice la fiaba è un genere che bene sa raccontare la forza interiore, stimola la curiosità e offre strumenti di dialogo tra grandi e piccini.
Maria Elena Gatto, con il suo Hypnotic: viaggio verso l’infinito ha portato con sé il suo saggio letterario e psicologico nato da momenti di profonda riflessione. La giovane ventenne appassionata di psicologia intende l’infinito, in senso leopardiano, come una dimensione oltre i limiti, che invita a esplorare con meraviglia. La copertina del suo libro, dipinta dalla stessa autrice, unisce attraverso i colori usati, parola e arte in un connubio creativo.
Matteo Pugliares, frate francescano e autore del libro Il mio Francesco, un personaggio nuovamente riletto dall’autore in veste di personaggio rivoluzionario già per il Duecento e anche per il mondo attuale e che bene si può inserire nella questione della difesa dell’ambiente. Il testo affronta anche il tema della gioia francescana vista come apertura alla vita, all’amore per il prossimo e al dono di sé.
Elena Midolo con Dublin 9 sul tema della casualità della vita e dell’incomunicabilità tra le persone. Si tratta di un romanzo breve dal finale aperto che vuole invitare i lettori a riflettere su come piccoli eventi casuali possano cambiare l’intero corso della vita.
Quindi, spazio letterario anche per i tre promotori-presentatori dell’evento.
Maria Pia Guarna, psicologa, è autrice del libro Narcisimo: istruzioni per l’uso. Nel suo intervento ha spiegato le origini etimologiche e mitologiche del disturbo in questione e di come esso sia un tema urgente da rileggere e affrontare, lei stessa definisce il suo testo un vademecum per comprendere meglio e difendersi da una forma relazionale, spesso frequente tra i giovanissimi, sempre più dai tratti diffusi e pericolosi.
Giuseppe Saglimbeni ha presentato Il barone di Palagonia, opera monumentale di 866 pagine nata da un sogno coltivato per oltre trent’anni. Inizialmente scritto in siciliano e poi “risciacquato in Arno“, come ha detto l’autore, il libro racchiude radici, memorie e luoghi simbolo di Augusta: piazza Duomo, piazza Mercato, via Principe, lungomare Paradiso, le Saline e il Monte. Si tratta di un omaggio al nonno Mario, morto in trincea durante la Seconda guerra mondiale e a un’identità augustana che anche Saglimbeni desidera onorare e tramandare.
Massimiliano Scuderi, augustano trasferitosi in Veneto per lavoro come insegnante, ha raccontato la genesi di Sono nato di domenica, libro che restituisce un affresco personale e collettivo di Augusta: i luoghi dell’infanzia, aneddoti di vita, valori rispolverati e affetti che resistono. Tra le pagine, anche il ricordo del padre Franco, poeta e autore della poesia Rideva il mio mare, contro ogni forma di egoismo e indifferenza verso l’ambiente.
Durante l’evento, per ogni autore sono stati letti estratti delle rispettive opere e proposti tre aggettivi rappresentativi della propria scrittura capace di evocare il viaggio, il ritorno, la nostalgia di chi ha sperimentato di lasciare la città di Augusta ma continua a sentirla come casa.
Alessandra Peluso



















