Politica

Augusta, condannato Comune per mancata stabilizzazione dipendente. Le reazioni

AUGUSTA – Il Giudice del lavoro del Tribunale di Siracusa ha condannato il Comune di Augusta per abuso di contratti a tempo determinato nei confronti di un dipendente comunale, imputando all’Ente il pagamento a titolo risarcitorio di dodici mensilità (il massimo della pena) e gli incrementi non percepiti per le progressioni delle fasce stipendiali, oltre al pagamento delle spese legali.

Sulla vicenda interviene il dirigente provinciale dell’Ugl, Sebastiano Bongiovanni che afferma: “Qualora il Comune continuasse a non effettuare la stabilizzazione, avrebbe l’assoluta certezza che dovrà affrontare i legali tutte le volte che un rapporto di lavoro a tempo determinato verrà interrotto. Se l’Ente si ostina a non procedere con le stabilizzazioni, preferendo invece la condanna da parte del giudice del lavoro al risarcimento del danno, e il pagamento delle spese legali rischia il danno erariale“.

Auspichiamo che il Comune di Augusta riconosca il diritto alla stabilizzazione – continua Bongiovanni – senza obbligare il sindacato ad azioni presso la Procura della Corte dei conti, che sarebbero deleterie per tutto l’Ente, formato da lavoratrici e lavoratori che meritano gli onori della cronaca solo per i risultati e non per la gestione sbagliata del tempo determinato“.

Tra le prime reazioni politiche, si esprime in merito alla sentenza il consigliere comunale d’opposizione Giuseppe Di Mare: “Esprimo seria preoccupazione per l’annosa vicenda dei precari del nostro Comune. Siamo arrivati a fine novembre e nulla è cambiato, mi auguro che presto le buone intenzioni si traducano in fatti concreti. Diventa fondamentale che il piano delle stabilizzazioni rientri nei contenuti della riforma Madia che contempla anche gli Enti in dissesto finanziario“.

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Interpellata dalla Redazione, il sindaco Cettina Di Pietro, in carica da quattro anni e mezzo, precisa: “Non ho avuto modo di verificare la sentenza. Immagino comunque che anche questa, come la precedente cumulativa, riguardi periodi di mancata stabilizzazione risalenti alle precedenti amministrazioni. Nel corso del mio mandato l’unica possibilità di stabilizzazione è quella alla quale ho già aderito e in relazione alla quale attendo la pronuncia della commissione centrale Finanza locale presso il ministero dell’Interno“. Si riferisce alla previsione della stabilizzazione da parte della sua amministrazione nell’ultimo Piano triennale del fabbisogno del personale, “così come – aggiunge – nei precedenti piani triennali ho chiesto anche di poter assumere i 15 dipendenti per i quali era stata avviata la procedura di stabilizzazione mai ultimata“.

Come più volte detto al personale precario – conclude il primo cittadino – non si comprendono le ragioni di una prolungata non stabilizzazione quando ve ne sono stati i presupposti di legge considerato che la contribuzione della Regione, prima del 2016, era dell’80 per cento solo per 6 dipendenti a fronte di 84 dipendenti precari, tutti gli altri erano totalmente a carico del Comune. Se non era una questione di soldi, bisognerebbe chiedere ai miei predecessori le ragioni della mancata stabilizzazione“.


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