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Augusta, flash mob del Misaac per l’internalizzazione degli Asacom

AUGUSTA – Si è tenuto ieri pomeriggio, 28 febbraio, in piazza Duomo l’annunciato flash mob del comitato territoriale del Misaac, movimento nazionale di recente costituzione per, come da acronimo, l’internalizzazione e la stabilizzazione degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione. Le iniziative si sono svolte in diverse piazze italiane in contemporanea, durante la seduta delle commissioni competenti al Senato (settima e decima) che ha visto l’incardinamento del disegno di legge 236 del 2022, prima firmataria la senatrice messinese Ella Bucalo, sostenuto dal neo comitato apartitico “di scopo”.

Infatti il Misaac richiede, in linea con il ddl di cui è stato avviato l’iter, di internalizzare la funzione di assistenza all’autonomia e comunicazione presso il Ministero dell’Istruzione e Merito e successivamente procedere alla stabilizzazione dei circa 70mila lavoratori, per “farli uscire dalla peggiore condizione di precariato che si conosce in Italia a quel livello di competenze professionali – ha ribadito ieri il portavoce provinciale Sebastiano Amenta – e per evitare la precarietà assistenziale“.

Ieri nella piazza principale del centro storico si sono radunate alcune decine di operatori Asacom, provenienti principalmente da Augusta, Floridia e Siracusa, in rappresentanza degli attuali oltre cento aderenti in provincia, esponendo cartelli a sostegno del disegno di legge.

Il disegno di legge – sostiene il Misaac in una piattaforma di rivendicazione mira a sanare un grave e drammatico errore storico commesso dalla legge 104/1992, art. 13, comma 3, che nel prevedere le due funzioni scolastiche universalistiche – essenziali, obbligatorie e specialistiche – a supporto degli alunni con disabilità – il docente di sostegno e gli assistenti all’autonomia e comunicazione – ha internalizzato presso il Ministero dell’Istruzione i docenti di sostegno e lasciato gli assistenti alla competenza degli enti territoriali – Regioni, ex Province e Comuni“.

Enti territoriali in dissesto o quasi dissesto finanziario, che scaricano sugli alunni più fragili la loro condizione finanziaria. Ma, come ha dimostrato il Misaac, in un report di 150 pagine consegnato a tutti i senatori componenti delle dette commissioni, anche in quegli Enti territoriali più floridi registriamo lo stesso fenomeno di riduzione delle risorse, di disagio e pregiudizio – prosegue il Misaac – Sul fronte condizione degli alunni e delle famiglie, ciò determina un gravissimo pregiudizio alla condizione di vita scolastica degli alunni più fragili, lasciati alla mercé di un sistema scandaloso e deplorevole. Ciò costringe le famiglie ogni anno a lottare, denunciare, protestare con i rappresentanti politici locali, fare azioni civili e di risarcimento danno a carico degli Enti territoriali, denunciare, spesso anche penalmente, i rappresentanti locali, per interruzione di un servizio essenziale. Le famiglie che possono, quelle che invece non possono, oppure non hanno la forza, letteralmente soccombono e con essi i loro figli!“.

L’esternalizzazione di un servizio scolastico essenziale, obbligatorio e universalistico – unitamente al meccanismo, di fatto, di intermediazione di manodopera qualificata – ha determinato – contesta altresì il Misaac – il più clamoroso e sconcertante sistema di precariato assistenziale e lavorativo, che l’Italia ha mai conosciuto a questo livello di competenze – con un aggravio di risorse economiche spaventoso a carico degli Enti territoriali, ormai al collasso“. Ci si riferisce all’asserito risultato di un “perverso intreccio di esternalizzazione di un servizio scolastico essenziale obbligatorio e universalistico, e intermediazione di fatto di mano d’opera qualificata, che ha determinato e sta determinando un dissanguamento finanziario degli enti territoriali, costretti a pagare 100, ciò che lo Stato pagherebbe 50“.


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