Augusta, i piatti della tradizione protagonisti al 4° Festival della storia patria
AUGUSTA – Nell’ambito del 4° “Festival della storia patria augustana e non solo”, organizzato dalla Società augustana di storia patria e aperto lo scorso 18 ottobre con una programmazione fino al 20 febbraio, si è tenuto un incontro pubblico sul tema “I cibi della tradizione augustana” a cura di Carmela Mendola, segretaria e socia fondatrice del sodalizio.
Il secondo incontro del Festival si è svolto venerdì scorso, nella sala dell’associazione filantropica liberale “Umberto I” presieduta da Mimmo Di Franco, incentrato sulla cultura gastronomica locale quale elemento vivo di identità collettiva, intrecciato con la storia, con le tradizioni familiari e con il patrimonio immateriale della città.
È intervenuto, in apertura, il presidente della Società augustana di storia patria (aps), Salvatore Romano, che ha parlato del “triangolo culinario” dell’antropologo francese Claude Lévi-Strauss, evidenziando le relazioni simboliche tra il crudo (che rappresenta la natura), il cotto (la trasformazione culturale) e il marcio (la trasformazione naturale), che avrebbe influenzato la nascita di una cucina gastronomica culturale. Ha poi sottolineato che il sodalizio, quale associazione di promozione sociale, è nato nel 2018 con “l’obiettivo di valorizzare storia, arte, tradizioni, patrimonio della comunità locale“, una cornice in cui la gastronomia locale assume un ruolo centrale: i cibi tipici non sono soltanto un nutrimento, ma “testi della memoria, traccia dei processi sociali, economici e delle pratiche familiari che si tramandano“.
Nella sua relazione, Carmela Mendola ha toccato diversi aspetti dei cicli stagionali e ha citato piatti tipici autunnali, invernali, primaverili ed estivi. Ha premesso come “la cucina a casa, il lavoro casalingo delle nonne e l’insegnamento tra generazioni costituiscano la vera scuola della tradizione gastronomica“, evidenziando che le ricette erano tramandate oralmente, i gesti erano rituali e la tavola era momento di comunità e famiglia.
I piatti tipici presi in considerazione sono stati conserve fatte in casa, piatti a base di legumi e verdure, che in passato costituivano la base alimentare delle famiglie durante l’autunno e l’inverno; pietanze di pesce o frutti di mare semplici come parte della cucina costiera di Augusta durante la primavera e l’estate; dolci stagionali legati alle feste patronali e ai momenti familiari nelle varie stagioni. Tra i piatti citati, i più popolari sono la “ministredda” di San Giuseppe, la pasta cô niuru dâ siccia, la cassatella di ricotta, la cassata gelato, le zeppole, altri cibi legati a pratiche rituali e simboliche più o meno peculiari dell’area augustana.
Un passaggio della relazione ha riguardato infatti il valore simbolico dei piatti tipici, che “contribuiscono a definire un’identità collettiva di Augusta, una città che ha vissuto cambiamenti demografici, economici, sociali e trova nelle sue tradizioni culturali un punto di radicamento“. Mendola ha sostenuto quindi che “bisogna valorizzare e trasmettere queste ricchezze anche attraverso la scuola, le associazioni culturali, le iniziative di cartellone e i momenti di riflessione“.
Sono state affrontate le questioni della modernizzazione, del cambiamento dei gusti, dell’abbandono delle consuetudini familiari, in relazione all’importanza della memoria. Carmela Mendola ha sottolineato che “senza un impegno attivo queste tradizioni rischiano di scomparire o di ridursi a folklore“, invitando a “trasformarle in opportunità culturali, turistiche ed educative per la città“.
La relazione si è basata sul secondo libro di Carmela Mendola, intitolato Assetta ‘a pignata, 201 ricette tipiche di Augusta, pubblicato nel 2015 all’esito di una ricerca antropologica svolta sul campo intervistando diverse donne anziane, disponibili a tramandare le loro ricette. È stato annunciato, in occasione del recente incontro, che a breve sarà pubblicato un nuovo volume, con “racconti riguardanti la famiglia, le ricette tipiche di Augusta e le riunioni conviviali intorno alla tavola, che riuniva tutti i parenti e rallegrava le festività“.





















