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Augusta, in ricordo di Marco, scomparso per un tumore a 35 anni. La sua vittoria nei sorrisi e nelle note di ogni sera d’estate

AUGUSTA – Che Marco Riera stesse lottando da qualche anno contro quel terribile “mostro”, era una notizia che la città di Augusta aveva appreso da tempo con sconforto. Sin dall’inizio è sembrato ingiusto che il cancro avesse colpito anche lui, proprio lui. Un ragazzo poco più che trentenne, umile, ambizioso e pieno di vita.

Un professionista che ha trasformato la sua passione per la musica in un mestiere; cuore buono e sorriso contagioso, ma soprattutto parte integrante della comunità augustana: il volto (e le “cuffie”) delle serate danzanti più memorabili e delle ricorrenze speciali di intere generazioni di Augustani e non solo. Tra i suoi “sound” preferiti, gli anni ‘90, musica di cui era profondo estimatore e che lo ha accompagnato durante la sua crescita personale e professionale come deejay. Ma Marco amava tanto anche lo sport, il calcio ed in particolar modo il tennis, il suo sport di sempre, grazie al quale aveva coltivato alcune delle sue amicizie più speciali e durature.

Animo gentile dal fare ironico, persona per bene e sempre disponibile, in questi anni ha lottato contro il suo male con coraggio e grandissima dignità, ha continuato a lavorare e a non perdersi d’animo, nonostante le cure lo mettessero a dura prova, nonostante quelle giornate in cui sembrava difficile trovare un senso a tanto dolore. Durante la sua lunga lotta, Marco ci ha insegnato cosa vuol dire non mollare, “primum vivere”, senza tirarsi indietro, senza sprecare un solo attimo per donare affetto sincero, per dedicarsi alle proprie passioni, senza darla mai vinta al buio.

Anche adesso che è un angelo, Marco è riuscito a tirare fuori il meglio da chiunque lo abbia conosciuto. Nelle migliaia di messaggi di colleghi, amici e conoscenti che nelle ultime ore hanno inondato i social network, in tutte le foto ricordo che lo ritraggono, nelle canzoni “dedica”, nei ricordi di infanzia o di adolescenza, c’è tutto il buono che Marco ha saputo dare, forse il senso più vero della sua breve vita.

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A causa delle disposizione governative volte a limitare il contagio del Covid-19, la comunità ha potuto donare un ultimo saluto attraverso una diretta streaming dalla chiesa di Santa Lucia, dove padre Angelo Saraceno, amico e guida spirituale, ha celebrato le esequie ieri pomeriggio. Grandissima, seppur virtuale, la partecipazione.

Il vuoto più grande Marco lo lascia nel cuore della sua dolce Margherita e del piccolo Diego; a quest’ultimo, sebbene niente riuscirà a colmare l’assenza del suo meraviglioso papà, chiunque sarà pronto a ricordare che campione straordinario fosse Marco, la sua stella per sempre.

Sant’Agostino diceva che “coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano, ma sono dovunque noi siamo”. Ed è così che ci piace immaginare che sia: Marco vive e vivrà nei ricordi e nei pensieri di una città che non lo dimenticherà mai… e continuerà a farlo in ogni scorcio della sua amata Augusta, tra i sorrisi e le note di una sera d’estate.

Serena Tringali

(Foto di copertina fornita da Enzo Quartarone)


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