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Augusta, lacrime, preghiere e lirica nelle solenni esequie del tenore Marcello Giordani

AUGUSTA – Lacrime, preghiere e lirica. Quella alla quale ha dedicato tutta la sua vita. Così Augusta questo pomeriggio ha salutato Marcello Guagliardo in arte Giordani in occasione delle solenni esequie celebrate in chiesa Madre, nel giorno del lutto cittadino.

Una cerimonia lunga quasi due ore, dall’inizio della santa messa al momento in cui, dopo una breve processione lungo via Principe Umberto (nella foto di copertina), il feretro è stato posizionato sul carro funebre proprio all’altezza della sede nel centro storico della “Yap“, l’accademia canoro-musicale da lui fondata e diretta.

A presiedere il rito funebre del tenore augustano, scomparso sabato pomeriggio all’età di 56 anni per un infarto fulminante, don Angelo Saraceno della parrocchia di Santa Lucia, accanto a lui l’arciprete don Palmiro Prisutto (nella foto all’interno). In prima fila la moglie Wilma Ahrens, i figli Michele e Gerry, e il sindaco Cettina Di Pietro. Diverse le personalità del mondo delle istituzioni, oltre che della cultura e dello spettacolo, che hanno voluto rendere omaggio personalmente al compianto tenore in questi giorni di cordoglio, tra cui ieri alla camera ardente l’assessore regionale al turismo, sport e spettacolo, Manlio Messina e il sindaco di Catania, Salvo Pogliese.

Presenti alle esequie tutti gli allievi dell’indimenticabile tenore, molti dei quali con la maglia della “Turandot”, da Giordani portata in scena questa estate al Teatro greco di Siracusa e al Teatro antico di Taormina, solo dopo aver regalato la “Tosca” sul sagrato della stessa chiesa Madre ai concittadini augustani.

I suoi ragazzi, dopo aver animato la liturgia, gli hanno dedicato anche un intenso momento musicale prima della benedizione finale. Poi l’uscita del feretro e un altro omaggio a Giordani, intonando la celebre aria pucciniana “Nessun dorma“, con la quale il tenore si era fatto conoscere e apprezzare nei più prestigiosi teatri lirici del mondo, questa volta tra le lacrime e la commozione di chi lo ha accompagnato nel suo ultimo viaggio terreno.

Maurilio Abela


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