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Augusta, nuovi pontili militari, anche Legambiente protesta. C’è bando da 4,8 milioni per riqualificazione banchina Arsenale

AUGUSTA – Legambiente Augusta si aggiunge al fronte contrario alla eventuale realizzazione di nuovi pontili militari nel porto Megarese, dopo che il “Comitato No Muos – No Sigonella” ha reso noto che sarebbe in progetto la realizzazione di tre nuovi pontili militari, ciascuno dei quali lungo 300 metri, per l’ormeggio di navi della classe Fremm (Fregate europee multi-missione). Due di questi pontili verrebbero costruiti perpendicolarmente alla banchina torpediniere e uno in perpendicolare alla banchina dell’Arsenale (nella foto di repertorio in copertina).

Intanto, nei giorni scorsi è stato pubblicato nell’albo pretorio del Comune un estratto bando di gara a procedura aperta per la realizzazione di “lavori di riqualificazione edile ed impiantistica della banchina lavori Arsenale“, che vede ente appaltante il Ministero della Difesa – Direzione Genio militare per la Marina di Augusta. L’importo base di gara è di circa 4,8 milioni di euro.

Legambiente non vuole qui entrare nel merito delle ragioni e sulla bontà o meno della scelta del Ministero della Difesa di dislocare queste unità militari ad Augusta ma, se la notizia fosse confermata e davvero si vogliono costruire in quella posizione pontili di tale dimensione, avremmo più di un motivo per essere contrari alla realizzazione di simili strutture nella localizzazione che viene ipotizzata“, fa sapere Legambiente Augusta, guidata da Enzo Parisi, sull’ipotesi dei tre pontili militari.

Senza una preventiva bonifica da effettuarsi con estrema cautela e con metodologie adeguate – questa, tra le altre, l’obiezione, in tema di ambiente e salute, di Legambiente alla eventuale realizzazione di nuovi pontili militari – qualunque operazione o lavoro (dragaggio o altro) che smuova il fondale riporterebbe in sospensione i sedimenti con i pericolosi veleni che hanno effetti perniciosi sull’ambiente e, attraverso la catena alimentare, sulle persone. Com’è noto le raccomandazione sanitarie che ci ripetono gli epidemiologi e i ricercatori (Iss, Cnr, Cisas, ecc.) sono di bonificare, di non consumare il pesce pescato nel porto Megarese e di non smuovere inutilmente i fondali per evitare che i veleni si rimettano in circolo“.

Inoltre si muovono critiche su potenziali pregiudizi all’idrodinamica del porto, nonché a certi spazi di manovra per il naviglio: “Un altro elemento critico che ci spinge ad essere contrari è che la costruzione di questi pontili (300 metri di lunghezza ognuno), specialmente di quello in perpendicolare alla banchina Arsenale, avrebbe con tutta probabilità conseguenze sull’idrodinamica del porto, con effetti negativi sul già debole flusso di ricambio delle acque che, nella zona nord, avviene attraverso lo stretto canale dei ponti spagnoli, indotto dal moto ondoso, dalle maree e dalle correnti. Infine, sul piano della operatività e della sicurezza delle manovre delle navi in porto, è del tutto evidente che diminuirà lo spazio per l’ancoraggio nella zona settentrionale più riparata del porto – dove abitualmente sostano le navi di minore stazza  – e si renderanno più difficoltose le manovre sia per le navi militari che per quelle mercantili, specie da e per la banchina del Cantiere Noè, il pontile Maxcom e i bacini di carenaggio“.

A noi sembra fondamentale, per evitare che si commettano errori che costerebbero troppo ai cittadini in termini di salute e di sicurezza – conclude Legambiente Augusta – che l’amministrazione comunale e le autorità pubbliche  attivino subito canali di informazione e di comunicazione per far conoscere cosa si sta progettando e facendo. In tal modo si garantirà ai cittadini il diritto di sapere, di farsi un’opinione, di decidere e – se necessario – di mobilitarsi in difesa della salute e dell’ambiente“.


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