Politica

Augusta, nuovo regolamento per contributi Covid comunali. È subito scontro tra maggioranza e opposizione

AUGUSTA – Sul regolamento “Cura Augusta 2.0“, così chiamato dal proponente della sua prima versione, il consigliere riconfermato Marco Niciforo, si è innescato un aspro scontro politico, forse il primo tra le rieditate maggioranza e opposizione in consiglio. E dall’approvazione con i voti della maggioranza nella seduta dello scorso 29 dicembre, a porte chiuse per le misure anti-Covid, si sono susseguite schermaglie a distanza.

Proviamo a sintetizzarle, partendo dalla premessa che il nuovo regolamento, che sostituisce quello approvato dalla passata maggioranza pentastellata, stabilisce i criteri di ripartizione e quindi di accesso ai restanti fondi della misura comunale finalizzata a erogare un ristoro economico una tantum alle attività in sofferenza per l’emergenza Covid. Si tratta di circa 700 mila euro avanzati dal milione di euro liberato lo scorso maggio dall’allora amministrazione Di Pietro, come da decreto Rilancio, tramite la rinegoziazione di 57 mutui con Cassa depositi e prestiti.

L’approvazione del regolamento “Cura Augusta 2.0” in consiglio comunale è un atto di grande importanza per la città – ha sostenuto il capogruppo di “Augusta 2020” Marco Niciforo, in occasione della conferenza stampa tenuta al palazzo municipale dalla maggioranza con il sindaco Giuseppe Di Mare – perché si rivolge a tutte le persone che hanno subìto un disagio a causa della pandemia di Covid-19, e sul sostegno delle attività economiche e sociali che operano all’interno del territorio del comune di Augusta. Questa misura era già stata adottata dalla precedente amministrazione, alla quale era seguita un bando che non aveva sortito gli effetti sperati”. Secondo quanto riferito, nonostante l’avvio dell’erogazione delle somme tra mille e duemila euro alle attività ammesse, a partire dallo scorso novembre, rimarrebbero alla fine in cassa 700 mila euro.

Si è reso necessario allargare la platea dei beneficiari – ha motivato Niciforo – A grandi linee, rimangono le categorie previste nel precedente regolamento e vengono inserite come nuove categorie enti del terzo settore e società sportive”. Rimane fermo il limite dei 2 mila euro come contributo massimo, la soglia di reddito lordo annuo è stato ridotto a 40 mila euro rispetto ai 50 mila precedenti (su emendamento del M5s, ndr). Ed è stata, altresì, inserita la possibilità di rateizzare il debito nei confronti dell’Ente: per i cittadini che hanno delle pendenze si rimettono in pari con il fisco e possono beneficiare del contributo”. Questa è la sintesi espressa da Niciforo, alla presenza degli altri capigruppo di maggioranza Roberto Conti (del gruppo “Augusta attiva coraggiosa democratica”), Salvo Serra (“Noi per Augusta”), Paolo Trigilio (“100 per Augusta”), oltre che del sindaco Giuseppe Di Mare e del vicesindaco Beniamino D’Augusta. “Dispiace – ha chiosato Niciforo – che alla fine l’opposizione si sia sfilata dall’approvazione di questo regolamento, per motivi non bene identificati”.

A proposito di opposizione, con una nota congiunta divulgata poco prima che iniziasse la conferenza in municipio, i tre consiglieri del M5s Roberta Suppo (capogruppo), Marco Patti e Chiara Tringali hanno annunciato che si rivolgeranno “alla Procura della Repubblica e a quella della Corte dei conti per denunciare quanto accaduto in Consiglio comunale”. Ciò in riferimento all’approvazione del nuovo regolamento “Cura Augusta 2.0”, definito “un provvedimento che permetterà la distribuzione di contributi, a pioggia, anche per attività e associazioni che non hanno subito un disagio economico, a causa della pandemia, a svantaggio di attività ed esercizi che hanno oggettivamente subito un grave danno economico“. “In questo nuovo regolamento – hanno aggiunto i consiglieri pentastellati – assistiamo ad un allargamento delle maglie che non può che suscitare sospetti, visto anche i rigidi paletti voluti dall’allora consigliere e oggi sindaco Di Mare nel precedente regolamento”.

A tali accuse politiche, Niciforo ha replicato pochi minuti dopo in conferenza stampa, sostenendo che se “i 5 Stelle dichiarano che andranno in Procura, allora suppongo porteranno anche il precedente regolamento, perché l’atto di indirizzo su cui si muovono questi regolamenti è quello prodotto dalla Giunta precedente con delibera 72 del 26 maggio 2020 e attraverso quella delibera si dava la possibilità di utilizzare queste misure per il sostegno alle imprese e alle attività sociali“. “L’allargamento si rende necessario – ha ribadito – perché il precedente regolamento ha prodotto gli effetti per quelle 157 istanze approvate, quindi 300 mila euro circa affidati ai beneficiari ma lasciando 700 mila euro di fatto liberi. Per cui, entro il 31 dicembre o si reimpegnavano le somme per questa stessa finalità, e questa amministrazione ha ritenuto prioritaria questa finalità, oppure andavano in avanzo di bilancio”.

Molto critici nei confronti del nuovo regolamento, come il gruppo del M5s, anche gli altri due gruppi consiliari di minoranza, che non l’hanno infatti votato nella seduta pur avendo presentato diversi emendamenti, puntualmente bocciati dalla maggioranza. A parlare, da noi intervistati, sono il capogruppo consiliare di “Nuovo patto per Augusta”, Giancarlo Triberio e la capogruppo di “Insieme per Augusta”, Milena Contento.

Benefici a pioggia per tutti i richiedenti – ci dice a riguardo il capogruppo Giancarlo Triberio escludendo, però, a priori, ingiustamente, tutte quelle attività nuovamente e ripetutamente penalizzate da chiusure e restrizioni secondo i decreti governativi (come piscine e palestre o le piccole botteghe di quartiere, se già beneficiarie dell’unico aiuto regolamentato a giugno) e con l’inclusione, invece, sia di chi, come edicole e tabacchini, ha potuto continuare a lavorare senza limitazioni, sia di associazioni che, seppur meritevoli, nessun danno hanno avuto dalle ripercussioni del Covid sull’economia – sottolinea – Seppur condividendo lo spirito e il necessario scopo di aiutare le attività in difficoltà, è stato stilato senza nessun criterio di equità e con parametri reddituali riferiti al 2019, ossia quando la crisi Covid era assente e dalla stessa maggioranza totalmente approvato, rifiutando qualsiasi confronto con la minoranza che avrebbe voluto, quanto meno, includere emendamenti che facessero riferimento per l’attribuzione alla riduzione o meno degli introiti delle attività richiedenti, presentato con il giusto fine di “ristorare” le attività maggiormente danneggiate dalle conseguenze della pandemia, ma che di giusto nella sua articolazione conserva ben poco“.

Il sindaco, dopo un quinquennio di pubblica e continua opposizione alla “legittima maggioranza bulgara” della passata amministrazione – contesta Triberio – adesso, è proprio dietro ad una “acquisita maggioranza bulgara” che si trincera, blindando decisioni prese da un consiglio la cui maggioranza è frutto di accordi successivi al voto espresso dagli elettori e privando la cittadina di quel confronto democratico che, seppur tante volte sbandierato, mai, finora, si è impegnato a concretizzare e che, forse, di concerto, avrebbe potuto tutelare gli interessi anche di chi, ora in difficoltà, si trova dimenticato dai suoi rappresentanti. Niente è gratis, la beneficenza si fa in silenzio, i conti si cominciano a pagare“.

Sulle stesse frequenze critiche la capogruppo Milena Contento: “Noi riteniamo che il regolamento approvato abbia in maniera indiscriminata allargato le maglie, dando diritto di richiesta del contributo economico anche ad attività che non hanno subito neanche un giorno di chiusura da Covid, o prevedendo di poter dare il contributo ai Caf, alle associazioni del terzo settore, ai liberi professionisti (anche se questi sono stati tolti su nostra richiesta) e tutte le partite Iva. Ovviamente avere allargato così le maglie farà sì che si potranno ricevere in ugual misura sia chi ha dovuto chiudere più volte sia chi non ha mai chiuso, oltre che chi non è certo una impresa in difficoltà per Covid. Noi abbiamo tentato di aggiustare il turo con degli emendamenti, ma ovviamente ci sono stati tutti bocciati. Questo è lo spirito di democraticità che è in grado di esprimere questa maggioranza. Sulla questione delle associazioni del terzo settore, diversi consiglieri di maggioranza hanno un leggero conflitto di interessi, ma a loro questo problema non li ha nemmeno sfiorati. Questo provvedimento, seppur necessario, è stato snaturato per dare contributi a pioggia (è una loro definizione) ad amici e simpatizzanti. Mi sembra che la campagna elettorale durerà 5 anni”.

(Nel collage di copertina, in alto: da sinistra Trigilio, Niciforo, Di Mare, D’Augusta, Conti e Serra. In basso: da sinistra Contento, Triberio, Suppo)


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