Cronaca

Augusta, pesca abusiva di telline: sequestrati attrezzi e 12 chili di molluschi

AUGUSTA – Due persone sono state individuate dalla Guardia costiera di Augusta mentre erano impegnate nella “pesca abusiva di telline nelle acque a ridosso del litorale di Agnone Bagni, lungo la fascia costiera a nord del territorio comunale. L’attività, svolta sotto costa e a bordo di unità da diporto, sarebbe stata effettuata mediante “rastrelli e altri attrezzi non consentiti“.

L’intervento è scaturito da una recente attività di vigilanza condotta dall’equipaggio di una motovedetta della Guardia costiera e si è avvalso anche del supporto di un elicottero del Corpo, impegnato nel pattugliamento costiero. La sorveglianza coordinata dal mare e dall’alto ha consentito di seguire gli spostamenti dei pescatori e di fare successivamente intervenire anche una pattuglia a terra.

L’attività di pesca è stata quindi interrotta e, secondo quanto comunicato dalla Capitaneria di porto, ai due soggetti sono state contestate violazioni amministrative previste dalla normativa vigente in materia di pesca. I militari hanno inoltre sottoposto a sequestro gli attrezzi impiegati e il pescato, costituito da circa 12 chilogrammi di telline. I molluschi, risultati ancora vivi, sono stati successivamente rigettati in mare.

La tellina comune, scientificamente denominata Donax trunculus, è un mollusco bivalve caratteristico soprattutto dei fondali sabbiosi costieri. La tellina vive infatti infossata nella sabbia, nella quale riesce a penetrare rapidamente, e si alimenta filtrando dall’acqua particelle sospese e sostanza organica. Proprio la sua stretta relazione con le sabbie della fascia infralitorale rende il prelievo della risorsa oggetto di specifiche prescrizioni, sia per la tutela dello stock sia per quella dell’ambiente nel quale vive.

La disciplina nazionale della pesca dei molluschi bivalvi è contenuta, tra l’altro, nel decreto ministeriale del 21 luglio 1998 e nelle successive disposizioni di settore. Per la tellina la normativa nazionale individua inoltre una taglia minima di 2 centimetri, riferita alla dimensione massima della conchiglia. Gli esemplari sotto misura eventualmente catturati devono, nei limiti e secondo le condizioni stabilite dalle norme, essere restituiti al mare. Per la pesca sportiva e ricreativa opera inoltre, in via generale, il limite massimo giornaliero previsto dalla disciplina nazionale per pesci, molluschi e crostacei, pari a 5 chilogrammi complessivi per pescatore, salvo le eccezioni previste dalla normativa.

La normativa, comunque, prevede specifiche limitazioni anche in relazione agli attrezzi utilizzabili, che è la contestazione resa nota in merito al caso di Agnone Bagni, proprio per evitare forme di prelievo suscettibili di incidere eccessivamente sulla risorsa e sui fondali sabbiosi nei quali questi molluschi vivono infossati. Per l’impiego di attrezzi non consentiti nella pesca, si prevedono sanzioni amministrative che, a seconda della specifica fattispecie contestata, possono arrivare a diverse migliaia di euro, oltre al sequestro degli strumenti utilizzati

Ed è l’aspetto ambientale e sanitario che evidenzia la Capitaneria di porto di Augusta, sottolineando come “la lotta alla pesca illegale si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza predisposto dalla Guardia costiera al fine di prevenire e reprimere ogni condotta illecita che compromette la corretta gestione delle risorse ittiche ed il delicato equilibrio dell’ecosistema marino“. Un’attività che, evidenzia ancora la Guardia costiera, “assume particolare rilevanza anche sotto il profilo della tutela della salute e degli interessi dei consumatori“, giacché “i prodotti della pesca provenienti da attività abusive si sottraggono ai previsti sistemi di controllo, tracciabilità e verifica lungo la filiera, finendo sul mercato attraverso canali commerciali non dichiarati, in contrasto a tutte le garanzie previste dalla normativa vigente di settore“.


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