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Augusta, Punta Izzo possibile o impossibile? Sul poligono di tiro, coordinamento incalza ministro Trenta e i 5 Stelle

AUGUSTA – “Punta Izzo non ha nulla da invidiare al Plemmirio di Siracusa, ve lo dice uno che è di Siracusa“. Così si è espresso il presidente di “Natura sicula”, Fabio Morreale, alla conferenza per manifestare il dissenso rispetto al progetto di “demolizione e ricostruzione” del poligono di tiro militare (inattivo dalla metà degli anni ’90) a Punta Izzo, “svelando” alla cittadinanza il progetto preliminare della Difesa. L’adunanza pubblica si è svolta ieri nell’auditorium “Liggeri” a palazzo San Biagio ed è stata organizzata dal coordinamento “Punta Izzo possibile”.

L’attenzione del Coordinamento, come anticipato in un comunicato di lancio dell’iniziativa, è adesso rivolta al governo nazionale M5s-Lega. “A distanza di sette mesi dall’insediamento del nuovo esecutivo giallo-verde – si leggeva nel comunicato – dal fronte istituzionale non si è ancora registrato alcun segnale di discontinuità rispetto al passato: nessuna dichiarazione d’intenti in merito al futuro di Punta Izzo è ancora stata espressa dal nuovo ministro della Difesa Elisabetta Trenta, in quota 5 Stelle, e pertanto sembra rimanere in piedi l’idea di mantenere il comprensorio costiero quale zona militare a uso addestrativo. Ad oggi, infatti, l’unico provvedimento ufficiale firmato da questo Dicastero, lo scorso 19 giugno, è stato il rigetto dell’istanza di accesso civico al progetto in questione, ottenuto dagli attivisti di Punta Izzo possibile per altre vie istituzionali“.

Dalla metà del 2016, il Coordinamento, attraverso una raccolta di firme prima (petizione online con circa 350 firme e cartacea con diverse centinaia), con due cortei pacifici di protesta (agosto 2016 e febbraio 2018) e con vari incontri pubblici, come quello di sabato, ha chiesto alla Marina militare di concedere l’area dell’ex poligono alla fruizione del pubblico. Un’iniziativa sostenuta dall’amministrazione comunale pentastellata, tant’è che nel precedente convegno del Coordinamento, esattamente un anno fa, il sindaco Cettina Di Pietro si spinse ad affermare: “Andremo fino in fondo alla vicenda, nel rispetto della legge. L’amministrazione sosterrà la smilitarizzazione di Punta Izzo“. Ieri, però, non c’erano esponenti dell’amministrazione, per impedimenti diversi, riferiti nel suo intervento dalla presidente del consiglio comunale Sarah Marturana, ma era presente il senatore 5 Stelle, Pino Pisani.*

Come hanno ribadito i promotori nel corso dell’incontro, aperto da Andrea Tringali, l’eventuale ripristino del poligono con l’uso di una porzione di costa per esercitazioni militari sarebbe in contraddizione con i vincoli ambientali apposti nell’area dal Piano paesaggistico della Regione siciliana. Un Piano che riconosce il massimo livello di tutela, in virtù delle straordinarie valenze naturalistiche e archeologiche, non solo a Punta Izzo, ma all’intera fascia costiera che dal castello di Agnone si estende fino alle ex Saline Regina, prescrivendo un divieto assoluto di edificabilità e persino di effettuare movimenti di terra che possano trasformare i caratteri morfologici e paesistici, e che obbliga le istituzioni ad attuare precisi interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio paesaggistico e tra questi: la conservazione dei valori naturali e della biodiversità, la tutela delle singolarità geologiche, la riqualificazione ambientale del litorale e la rinaturalizzazione dei tratti più o meno “artificializzati” con l’uso delle tecniche dell’ingegneria naturalistica, nonché l’eliminazione dei detrattori ambientali e il potenziamento della fruizione didattico-scientifica attraverso l’individuazione di itinerari naturalistici.

Sempre secondo quanto esposto anche ieri dal Coordinamento, a tutto ciò si aggiunge che l’area di Punta Izzo è attigua alle ex Saline Regina, cioè a un’importante area umida rifugio per l’avifauna, riconosciuta dall’Unione europea come Sito d’interesse comunitario (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps), che verrebbe minacciata nei suoi naturali equilibri dalla eventuale ripresa delle esercitazioni a fuoco nel vicino poligono militare. Il Coordinamento esprime quindi il “dissenso nei confronti dell’indirizzo del governo nazionale con riferimento all’impiego militare del comprensorio costiero di Punta Izzo, che avviene in chiara violazione della normativa ambientale regionale e nazionale“.

Il portavoce del Coordinamento, Gianmarco Catalano, ha mostrato al pubblico le tavole del progetto ottenute dopo una battaglia legale, giacché la Marina militare opponeva il segreto militare che non può essere ritenuto valido in casi come questo, come statuito da una sentenza del Consiglio di Stato citata da Catalano, il quale ha mostrato che non si intenderebbe ricostruire il vecchio poligono rispettando l’esistente, ma si vorrebbe realizzare un “ecomostro”, con tutta una serie di opere che avranno un impatto ambientale non indifferente sulla costa, a poca distanza dal mare.

Opere che, per un importo di 4 milioni di euro, prevedrebbero un mega parcheggio di 2.4oo metri quadri e per le quali non sarebbe stata nemmeno richiesta la cosiddetta Valutazione di incidenza ambientale, pur prevista dalla legge.

Fabio Morreale ha ricordato che “Natura sicula”, grazie a un ricorso al Tar, ha impedito la costruzione di un “resort” in un’area del comune di Portopalo di Capo Passero, pur in presenza di due autorizzazioni: quella della Soprintendenza e quella dello stesso Comune e ha chiesto ai presenti di sostenere la battaglia per Punta Izzo, considerando anche i costi legali per accedere alla giustizia amministrativa.

Catalano ha precisato che era stato invitato il nuovo comandante di Marisicilia, contrammiraglio Andrea Cottini, che ha ritenuto di non accettare l’invito né ha delegato alcuno a rappresentarlo. La mancanza della controparte militare o istituzionale, in rappresentanza della Difesa, ha privato l’uditorio di poter ascoltare la cosiddetta altra campana.

Catalano e Morreale hanno infine ricordato che sono stati ufficialmente richiesti “chiarimenti” non solo alla giunta Di Pietro ma in particolare a diversi esponenti del M5s, fino all’attuale ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, in quota 5 Stelle.

Tra questi – si elencava nel comunicato di lancio della conferenza – figurano l’attuale sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il nuovo presidente della commissione Difesa alla Camera Gianluca Rizzo, entrambi firmatari nel 2016, insieme ai deputati Maria Marzana, Luca Frusone, Tatiana Basilio ed Emanuela Corda, di un’interrogazione parlamentare con la quale veniva richiesto al governo Pd in carica di “valorizzare dal punto di vista naturalistico e turistico tale istmo attraverso l’avvio di un tavolo di confronto con le associazioni ambientalistiche e il comune di Augusta competente per territorio” e insieme di “valutare se sussistano i presupposti per non utilizzare tale area come zona militare”“.

*Ad integrazione: Marturana e Pisani hanno comunque ribadito la contrarietà al progetto di un nuovo poligono di tiro. La presidente del consiglio comunale ci fa sapere, inoltre, di aver riferito in quell’occasione che il sindaco Cettina Di Pietro ha “già contattato il ministro Trenta per il tramite del presidente della commissione Difesa, Gianluca Rizzo” sulla vicenda e che “il Comune di Augusta sarà al fianco del coordinamento Punta Izzo possibile anche in sede giudiziaria, avendo preannunciato la volontà dell’amministrazione di spiegare intervento ad adiuvandum nei giudizi promossi dal Coordinamento e ad oggi pendenti dinanzi al Tar Catania“.


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