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Augusta, referendum taglio parlamentari, si accende il dibattito per il “sì” e il “no” in città

AUGUSTA – Si accende anche ad Augusta il dibattito per il “” e per il “no” al referendum costituzionale relativo al taglio dei parlamentari, che si svolgerà domenica 20 settembre (ore 7-23) e lunedì 21 settembre (ore 7-15). Il testo del quesito, che gli elettori troveranno sulla propria scheda, è il seguente: “Approvate il testo della legge costituzionale concernente “modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”.

Si tratta di approvare o respingere la legge di revisione costituzionale, già votata dalle Camere, che prevede il taglio del 36,5 per cento dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera, da 315 a 200 seggi elettivi al Senato. È sufficiente la maggioranza dei “sì”, a prescindere dal numero dei votanti, perché la modifica venga promulgata. In caso di prevalenza dei “no” invece, gli articoli 56, 57 e 59 rimarranno invariati.

Nell’ambito dell’iniziativa nazionale “#VotaSìDay” promossa oggi dal Movimento 5 stelle, tra i partiti che hanno già votato per il “sì” nelle Camere, questo sabato e domani anche in provincia si terranno gazebo informativi e segnatamente ad Augusta, Siracusa, Canicattini Bagni e Priolo Gargallo, con la partecipazione di parlamentari pentastellati.

Ad Augusta, in particolare, questa sera alle ore 19 in piazza Fontana, alla Borgata, verranno illustrate ai cittadini le ragioni del “sì”. Saranno presenti il deputato nazionale Paolo Ficara e il deputato regionale Stefano Zito, entrambi siracusani, insieme al senatore augustano Pino Pisani.

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Con il “sì” alla riforma per il taglio dei parlamentari, allineiamo l’Italia agli altri Paesi in termini di rappresentatività – si legge nel comunicato stampa sul “#VotaSìDay” per la provincia aretusea – L’attuale numero di deputati e senatori venne infatti stabilito quando ancora non si votava per le Regioni e il Parlamento Europeo, istituzioni che hanno aumentato la rappresentatività, al punto che oggi il numero di parlamentari appare spropositato e non più attuale“.

Con il “sì” al taglio dei parlamentari portiamo a compimento una riforma di cui si parla da quarant’anni“, si rileva. “Un cambiamento che darà una spinta decisa anche ad altre riforme di cui il Paese ha bisogno – si sostiene – A cominciare dalla legge elettorale, da cui dipende realmente il “potere” di rappresentanza dei cittadini. E poi ancora riforme per i regolamenti di funzionamento di Camera e Senato, fermi al secolo scorso. Ma il mondo è evidentemente cambiato“.

Con il “sì” al referendum del 20 e 21 settembre si ottiene anche un piccolo risparmio per le casse pubbliche – si aggiunge – Il taglio dei parlamentari comporterà una riduzione dei costi della politica di circa 80/100 milioni all’anno“.

Negli ultimi giorni, si è strutturato, o ristrutturato rispetto all’ultimo referendum costituzionale del 2016, il “Comitato giuristi siciliani per il no” anche all’imminente referendum sulla riduzione dei parlamentari. L’avvocato siracusano Ezechia Paolo Reale, neo coordinatore regionale del Comitato e responsabile per la provincia di Siracusa, dopo aver indicato l’avvocato Antonio Campione, responsabile per la provincia di Caltanissetta, come vice coordinatore del Comitato, ha affidato i coordinamenti delle attività nelle altre province e in alcuni comuni del territorio regionale.

Ad Augusta è stato nominato responsabile l’avvocato Giovanni Intravaia (nella foto di repertorio all’interno), che si prodigherà per divulgare le ragioni di un “no per ricollegare la politica all’etica“.

Professionisti di assoluto rilievo, alcuni di essi anche con importanti esperienze nel campo delle battaglie per i diritti civili e politici – afferma il coordinatore regionale Reale – che sapranno rappresentare con la giusta autorevolezza le ragioni del nostro impegno ad opporci ad una riforma costituzionale sbagliata e pericolosa che, per di più, penalizza in modo insopportabile i cittadini del sud e delle isole, compresa ovviamente la nostra Sicilia“.

Una presenza capillare e qualificata che consentirà di respingere le rappresentazioni superficiali e populistiche con le quali si cerca di portare avanti una pessima riforma – aggiunge il collega nisseno Campione – contrapponendo ad esse i dati effettivi e le considerazioni tecniche corrette che, ci auguriamo, possano condurre una grande maggioranza di siciliani e di italiani a votare “no””.

(Foto di copertina: generica)


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