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Augusta, Shortini film festival tra premi e polemiche. L’edizione 10 vinta da “Pinocchio reborn”

AUGUSTA – Dopo un decennio di silenzio, lo Shortini film festival è tornato a vibrare nel centro storico di Augusta, svolgendosi in piazza D’Astorga. Promossa dall’associazione culturale “Sedicinoni” e inserita nel cartellone comunale “Augusta d’estate”, quella che è stata la decima edizione si è svolta da venerdì 5 a domenica 7 settembre.

Non solo proiezioni dei corti in gara, ma anche concerti live, workshop, laboratori per bambini, mostre e il cosiddetto “apericinema“, salotto pre-serale condotto dalla giornalista Serena Tringali, che ha ospitato figure di spicco del panorama cinematografico e sociale. Tra gli ospiti, Franco La Magna, critico e studioso di cinema, Marino Guarnieri, regista di Gatta Cenerentola, e l’attivista augustana Maria Grazia Patania, con la campagna Fiori dai cannoni per il riconoscimento del diritto allo studio dei giovani palestinesi residenti nella Striscia di Gaza. Presenti autori del territorio, come Marco Latina, che ha raccontato il suo corto Fili di memorie sul tema dell’inquinamento ambientale.

Un cartellone variegato, che ha attirato un pubblico partecipe. “Shortini è rinato nel migliore dei modi“, commenta a margine del festival il direttore artistico Stefano Cacciaguerra, sottolineando la formula che ha inteso unire “programmazione fitta e ospiti di grande spessore“, per un contenitore definito nel comunicato conclusivo “libero, indipendente e senza censure”.

Durante le prime due serate, gli spettatori hanno potuto votare i propri corti preferiti, culminando nella cerimonia finale della domenica. A conquistare il premio come miglior cortometraggio della decima edizione è stato Pinocchio reborn (2024) di Matteo Cirillo, rivisitazione toccante e originale della celebre fiaba, che esplora i dilemmi morali del presente attraverso una domanda provocatoria: “È possibile essere buoni in un mondo che premia i cattivi?”.

Tre le menzioni speciali assegnate dalla giuria: a Ha toccato di Giusi Cataldo, per “la delicatezza della scrittura e la forza interpretativa”; a Turisti di Adriano Giotti, per “la leggerezza narrativa e il sorprendente finale”; e a Lover’s story: fragment(s) di Marta Irene Giotti, per “l’intreccio di storie valorizzate da una fotografia intensa”.

Spazio anche alla promozione della prossima edizione: l’opera Ventre e consolazione di Marina Neri, selezionata tra decine di lavori giunti da tutta Italia e dall’estero, sarà il manifesto ufficiale del festival 2026.

Il festival è stato patrocinato dal Comune di Augusta e sponsorizzato da diverse aziende del territorio. Il sindaco Giuseppe Di Mare, presente durante la premiazione, ha definito Shortini “una meraviglia, una vetrina aperta a tutti“, annunciando l’intenzione dell’amministrazione di “offrire sempre più strumenti per farlo crescere“. L’assessore alla cultura Pino Carrabino ha invece sottolineato che “la risposta più bella è arrivata proprio dai corti, capaci di affrontare temi sensibili e attuali“.

Non sono mancate, tuttavia, le polemiche. Nella serata del sabato (vedi foto di copertina) è risultata assente l’attesa opera Perché venite qui di Diego Pascal Panarello, regista augustano, che a ridosso dell’evento aveva annunciato il ritiro dal programma. In una nota stampa, Panarello ha motivato la sua scelta con una presa di distanza dal sostegno economico ricevuto dal festival da parte di aziende della zona industriale, sollevando un dibattito che ha attraversato il pubblico e l’ambiente culturale cittadino.


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