Augusta, un prototipo di padiglione esperienziale a Megara Hyblaea
AUGUSTA – Un “padiglione esperienziale” all’interno del sito archeologico di Megara Hyblaea, già in fase di realizzazione e che sarà inaugurato a fine settembre. La prima colonia greca in Sicilia, ricadente nel territorio di Augusta, è stata infatti scelta, dall’ateneo di Catania di concerto con la direzione del Parco archeologico di Leontinoi, come sito-test nell’ambito di un progetto di ricerca che, tra le altre attività, prevede la sperimentazione di tecnologie architettoniche innovative per la valorizzazione delle aree archeologiche.
Si tratta del progetto di ricerca Ewas (an Early warning system for cultural heritage), di cui l’Università di Catania è partner, unitamente ad altri enti di ricerca e aziende del territorio. Il progetto è coordinato dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). La tecnologia architettonica studiata nell’ambito del progetto Ewas è stata denominata Icaro (Innovative cardboard architecture): il componente base è un pannello prefabbricato per la formazione dell’involucro architettonico innovativo in cartone ondulato e legno. Con tale sistema è possibile realizzare micro-architetture per offrire servizi di accoglienza all’interno dei siti fragili, come appunto le aree archeologiche. Con il suo supporto sarà possibile accompagnare il visitatore offrendo informazioni e luoghi di sosta durante il percorso e non solo all’ingresso. L’impiego di materiali leggeri consente di poggiare la costruzione del terreno senza scavi o altre opere di fondazione; il ricorso alla prefabbricazione consente di spostare molte delle lavorazioni fuori dal sito, riducendo l’impatto. È anche possibile dislocare il box o adibirlo a usi differenti per rinnovare l’offerta dell’accoglienza o variare il livello di pressione antropica, nei siti particolarmente affollati.
Per testare questo sistema di costruzione, è in corso di montaggio un prototipo in scala al vero all’interno del sito-test di Megara Hyblaea, che costituisce un piccolo “padiglione esperienziale”, così chiamato in quanto progettato per dare ai suoi visitatori un’esperienza aggiuntiva del sito. Infatti, all’interno del padiglione verrà allestito un sistema informativo analogico (su pannelli stampati) e digitale (su tablet) per illustrare le caratteristiche dell’area e della Stoà arcaica, che sorgeva in loco. Già all’esterno la costruzione sarà di guida alla visita, perché il volume architettonico manifesta alcune allusioni al monumento perduto, nella sagoma dei pannelli di finitura. Quando il modulo sarà in esercizio, è prevista anche l’esecuzione di una campagna di test per valutarne le prestazioni in termini di comfort, di gradimento del pubblico, di durabilità, di resistenza meccanica e altro ancora.
Il lavoro è frutto di un ampio team multidisciplinare coordinato dal professore Vincenzo Sapienza dell’Università di Catania, che si è avvalso anche della collaborazione dell’Università “Kore” di Enna. La possibilità di ottenere un prototipo in scala al vero è stata resa possibile grazie all’apporto delle aziende del partenariato del progetto Ewas, tra le quali la “Ingegneria Costruzioni Colombrita”, la “Ntet” e la “Meridionale Impianti”, che hanno collaborato sinergicamente alla realizzazione.

Lo scorso lunedì si è svolta una giornata di apertura e visita del cantiere, a cui hanno partecipato numerosi studiosi del settore (vedi foto all’interno). La visita è stata resa maggiormente interessante grazie alla presenza di Lorenzo Guzzardi, direttore del Parco di Leontinoi, che ha illustrato le caratteristiche del sito. Erano anche presenti alla visita Giuseppe Carrabino, assessore alla Cultura del Comune di Augusta, e Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub sede di Augusta.





















