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Augusta, uno sguardo sull’Islam sciita attraverso il viaggio del reporter Caputo. Partecipato 1° incontro Naxoslegge-Archeoclub

AUGUSTA –  Si è aperta lo scorso martedì pomeriggio, con la presentazione del libro “Mezzaluna sciita“, la terna di incontri promossi in città da Archeoclub sede di Augusta in collaborazione con Naxoslegge, kermesse letteraria, quest’ultima, ideata da Fulvia Toscano, alla nona edizione dal titolo “Le opere e i giorni” e in corso nel mese di settembre tra le province di Messina, Catania e Siracusa.

Nell’ambito della sezione “Sguardi a Oriente” di Naxoslegge, è stato ospite al locale “Lag” insistente su piazza delle Grazie, affollato nonostante le condizioni meteorologiche avverse, il ventisettenne giornalista romano Sebastiano Caputo, autore del suddetto volume reportage sulla situazione geopolitica nel Vicino e Medio Oriente connessa all’Islam sciita.

“Mezzaluna sciita” è un vero e proprio cahier di viaggio, che racconta in prima persona le esperienze vissute dal giovane reporter in Siria, Libano, Iran e Iraq, offrendo di quei Paesi una visione “altra” rispetto a quanto divulgato dai mass media circa le abitudini socio-culturali e religiose.

Soffermandosi sul mondo sciita, l’autore ha evidenziato nel suo intervento quanto lo Sciismo riconcili il credo religioso con le identità nazionali, conservando un rapporto particolare e un attaccamento viscerale alla terra d’origine. Non ha mancato di sottolineare i diversi punti in comune tra la fede sciita e la tradizione cristiana, della quale, durante gli ultimi conflitti, proprio l’Islam sciita si è dimostrato difensore reale e leale.

In apertura d’incontro, Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub cittadino e referente locale di Naxoslegge, ha spiegato che la sezione “Sguardi a Oriente”, curata da Tamako Chemi, nacque tre anni fa in occasione dei 150 anni del “Trattato di amicizia e commercio” tra Italia e Giappone, con la precisa volontà di “aprire una porta su mondi che sembrano troppo diversi e distanti agli occhi occidentali anche, purtroppo, a causa della immagine di questi territori, spesso distorta, che i media propinano al grande pubblico“. Da docente di arabo, ha quindi fornito un’introduzione storica sull’Islam e sulle ragioni per cui si ebbe uno scisma all’interno del mondo islamico che portò alla divisione dei fedeli in sunniti e sciiti.

A seguire, i due interventi per delineare la cornice storico-religiosa e geopolitica del lavoro di Caputo. Il siracusano Luigi Amato, docente ordinario di Estetica presso l’Accademia di Belle arti di Palermo, ha esposto in particolare una riflessione parlando di “mistificazioni” circa la guerra in Siria, non ultima la fake news dell’utilizzo di armi chimiche in occasione di un attacco nei pressi di Damasco che indusse il presidente statunitense Donald Trump a ventilare l’ipotesi di un intervento armato in quel Paese.

Poi è toccato al giornalista-saggista catanese Fernando Massimo Adonia, peraltro specializzato in editoria religiosa, prendere spunto dal lavoro di Caputo per sottolineare i punti in comune tra la parte sciita dell’Islam e il Cristianesimo: a partire dai ruoli di Gesù e Maria, alla tensione escatologica che anima le due fedi, passando per il culto dei martiri e per la passione mistica.

Il secondo incontro in programma si svolgerà venerdì 20 settembre alle ore 18,30, ancora al “Lag” su piazza delle Grazie, con la presentazione del libro “Lezioni di immortalità” alla presenza dell’autrice Flaminia Cruciani, poetessa e archeologa che vive tra Roma e Firenze.


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