Politica

Augusta, verso il Covid center al “Muscatello” tra plausi e timori

AUGUSTA – Dinanzi all’ipotesi di lavoro che la direzione dell’Asp di Siracusa istituisca un cosiddetto “Covid center” anche all’interno dell’ospedale “Muscatello” di Augusta, si stanno levando voci di compiacimento ma anche di critica e preoccupazione, sia dal mondo della politica locale che dell’associazionismo. Da quanto emerge nelle ultime ore, pare che, per far fronte all’emergenza Coronavirus, l’Asp possa impiegare gli spazi dedicati al reparto di Chirurgia, ubicati al primo piano del vecchio padiglione (nella foto di copertina).

All’indomani della notizia, resa nota dal deputato regionale di Fratelli d’Italia, Rossana Cannata, del possibile impiego di locali in disuso dei nosocomi di Augusta e Noto per realizzare posti letto che accolgano i casi con sintomatologia meno acuta da Covid-19, da affiancare al “Covid hospital” in allestimento in un padiglione distaccato dell’ospedale di Siracusa e ad altri due “Covid center” per gli acuti ad Avola e Lentini (con posti letto da incrementare per Rianimazione), si erano registrate le prime reazioni in città.

Il primo a intervenire è stato Mimmo Di Franco, presidente dell’associazione filantropica “Umberto I”, in particolare tra i promotori del comitato “a difesa del Muscatello” una decina d’anni fa. “Si legge sulla stampa locale e sul profilo facebook dell’on. Rossana Cannata, deputata regionale di Fratelli d’Italia, che l’assessore alla sanità on. Ruggero Razza ed il governo Musumeci, stanno procedendo ad individuare dei punti per realizzare dei Covid-center nelle province siciliane per far fronte ad un eventuale picco di contagi. Di questo, si esprime soddisfazione per il piano di contrasto che si sta mettendo in atto – ha premesso Di Franco – Inoltre sono previsti assunzioni a tempo indeterminato, attrezzature e incremento di posti letto ad hoc fino alla fine dell’emergenza, negli ospedali di Siracusa, Avola e Lentini perché provvisti di strutture di Rianimazione, Terapia intensiva e Malattie infettive. Fin qui tutto bene“.

Non vorrei essere polemico, in questo momento difficile per tutti, ma non si capisce perché si debba individuare un Covid-center nell’ospedale di Augusta, per le diverse patologie, con sintomatologia meno acuta, oppure più critica e che di conseguenza necessitano di assistenza con ventilatore e monitor anziché negli ospedali che hanno già le strutture di Rianimazione – ha proseguito – Perché utilizzare i locali del nosocomio megarese che, se in disuso, potrebbero essere utilizzate per ampliare i reparti già esistenti, alleggerendo gli altri ospedali della provincia che si dedicherebbero al Covid, avendo le sale di rianimazione? Se consideriamo che ad Augusta esiste un reparto di Oncoematologia, quindi con pazienti ad alto rischio di contrarre infezioni, un territorio ad alto rischio ambientale e sismico, mi sembrerebbe una scelta poca opportuna”. “Alcuni pensano che ad Augusta che si muoia di cancro o di Covid-19 cambi poco – ha concluso Di Franco – invece noi augustani non vorremmo morire né dell’uno né dell’altro, ma di vecchiaia“.

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A seguito delle più recenti ipotesi di lavoro, stamani, decisamente favorevole all’ipotesi del Covid center anche ad Augusta è la dirigenza locale dell’Udc. “È apparso sulla stampa che all’Ospedale Muscatello si sta attivando un reparto per il Covid-19 per pazienti con sintomatologia meno acuta che necessitano di assistenza con ventilatore. Pare che in questo periodo emergenziale, per attivare il nuovo centro, si stia spostando il reparto di Chirurgia presso l’Ospedale di Lentini“, scrivono in una nota congiunta i dirigenti Domenico Morello e Rosario Belfiore. I due esponenti politici “plaudono all’iniziativa che vede l’ospedale di Augusta protagonista nel contribuire ad affrontare questa pandemia” e “auspicano che finalmente la Regione siciliana comprenda l’importanza per il nostro territorio, in cui sono presenti tanti rischi di carattere ambientale,  di potenziare il nostro nosocomio“. “Si auspica – concludono – che, terminato questo periodo emergenziale, si passi ad una politica sanitaria di rilancio, con il ritorno del reparto di Chirurgia e il potenziamento dell’offerta sanitaria del nostro ospedale al centro di un territorio ad alto rischio ambientale e sismico“.

Critiche e preoccupazioni dal fronte del centrosinistra locale, con un comunicato congiunto sottoscritto dal “coordinamento unico” dei partiti “Azione – Facciamo squadra“, “Diem25“, “Italia viva” e “Leu – Articolo uno“, che possono contare su una rappresentanza consiliare.

Mentre in tutto il Paese l’emergenza Covid-19 spinge le autorità sanitarie a potenziare i propri presidi con attrezzature e personale adeguato, da ieri al Presidio Ospedaliero di Augusta sarebbero state sospese le attività della Chirurgia, per trasformarla in reparto dedicato ai ricoveri per Covid-19. Al nosocomio “Muscatello” sembrerebbe toccare la progressiva riconversione in Covid hospital, così limitando severamente la funzionalità di tutti gli altri reparti“, questa la principale preoccupazione espressa dal centrosinistra.

Poiché i protocolli sanitari di decontaminazione di un Covid hospital ci appaiono incompatibili con la coesistenza delle inderogabili funzioni dell’ospedale Muscatello quale presidio di zona per i rischi ambientali da incidenti industriali del polo petrolchimico siracusano – si propone nel comunicato – invitiamo il Presidente della Regione, l’Assessore regionale Sanità, il Direttore generale della Azienda sanitaria a voler con urgenza considerare altre strutture sanitarie, anche private, così come previsto dall’accordo tra assessorato regionale alla Salute e Aiop Sicilia, siglato lunedì 16 marzo. Invitiamo quindi a revocare eventuali provvedimenti incompatibili con la destinazione attuale del nosocomio, che attende piuttosto la effettiva apertura del più volte annunciato reparto di Onco-ematologia per il quale già negli scorsi mesi sono state effettuate parte delle relative assunzioni e ogni lavoro edile e strutturale necessario“.

Invitiamo altresì le amministrazioni comunali di Augusta, Melilli, Priolo e Sortino, Comuni di riferimento per il presidio ospedaliero a voler intraprendere ogni azione politica – si prosegue nel comunicato del centrosinistra locale – al fine di giungere all’annullamento di effetti deleteri di questa scelta inopportuna e imprudente anche dal punto di vista ambientale. Invitiamo la deputazione regionale e nazionale a prendere autorevole posizione contro tale grave pregiudizio alla difesa della salute della collettività“.

Quindi l’annuncio di un’interrogazione consiliare all’amministrazione comunale “per conoscere, mediante risposta scritta urgente: dove scaricherebbero i reflui ospedalieri “infettivi” da Covid-19 e se già adesso si scarichi a mare; se l’Amministrazione comunale è stata messa a conoscenza della eventuale scelta di riconversione da parte dell’Asp e cosa abbia risposto“.


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