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Elezioni amministrative 2020

Augusta, verso le amministrative, Di Mare apre la corsa “per Augusta”

AUGUSTA – Può dirsi realmente iniziata la campagna elettorale per le amministrative 2020, fissate il 4-5 ottobre. A dare il via alla corsa alla carica di primo cittadino è il “civico” Giuseppe Di Mare. Consigliere comunale d’opposizione per due consiliature, dal 2008 fino allo scioglimento del consiglio e dal 2015, Di Mare ha “ufficializzato” la candidatura a sindaco stamani nell’area del cosiddetto “sidili o cocciu”, il sedile in pietra nel lato di levante dei giardini pubblici.

Poco meno di un centinaio di persone accorse nonostante il sole di inizio estate, oltre ai ragazzi del gruppo giovanile schierati accanto al candidato sindaco, nel rispetto delle misure anti-Covid. Tra il pubblico invece Marco Stella, già candidato a sindaco nelle elezioni comunali del 2008 e del 2015, che stavolta sarà capolista della sua creatura “CambiAugusta”. Di Mare ha confermato che potrà contare anche sul sostegno dei “100 per Augusta”, lista lanciata a palazzo San Biagio subito dopo le elezioni europee 2019, con i giovani di “Destinazione futuro”, più in generale su una federazione civica chiamata “#perAugusta” presieduta da Roberto Meloni.

Non ha usato mezzi termini nel giudicare negativamente l’operato dell’amministrazione 5 Stelle, a cinque anni esatti da quando Di Mare, consigliere eletto nella lista “CambiAugusta” a sostegno di Marco Stella sindaco (quarto al primo turno), dichiarò alla stampa di aver votato al ballottaggio per la pentastellata Cettina Di Pietro.

Oggi, oltre che essere contro questa amministrazione, abbiamo la certezza di essere migliori. Ad altri, poi, diamo il compito di sparire e riapparire in ogni campagna elettorale. Noi siamo orgogliosi di esserci stati sempre“, questo l’esordio dell’intervento di Di Mare. “Sento di avere la maturità, la competenza, una squadra di uomini liberi, che ci possano dire e propormi come l’unica vera novità nello scenario elettorale – ha aggiunto – Nelle prossime ore potrete trovare sul mio sito web il nostro programma elettorale”.

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Il tema della risoluzione dell’annoso problema della depurazione delle acque reflue, cavallo di battaglia di tanti candidati sindaci del passato, è stato accennato da Di Mare che, tuttavia, non è entrato nei dettagli su modalità e tempistiche, a poche settimane dalla nomina del nuovo commissario unico nazionale.

Di Mare promette che negli eventuali primi cento giorni di mandato farà “ritornare la villa comunale fiore all’occhiello del territorio“, motivando così la scelta dell’insolito luogo per questo avvio di campagna elettorale. Sul fronte occupazionale: “È vero il sindaco non ha il potere di creare lavoro – ha detto – ma può creare le condizioni per agevolarlo. Le Zes sono uno strumento importante se si realizzano. Compito del sindaco è rendere attrattiva questa città a chi vuole investire”. Su questo fronte, nel suo programma elettorale, Di Mare prevede “l’eliminazione totale dei costi di costruzione nelle aree ex Irsap; e misure di fiscalità di vantaggio per le imprese del territorio che assumeranno augustani“.

Non si può usare più la scusa che non ci sono soldi per mascherare le incapacità”, ha asserito. A proposito, punterebbe sui finanziamenti europei: “Presenteremo una miriade di progetti per ottenerli. Nella mia amministrazione sarà vietato perdere un solo euro dall’Europa. Inutile dirvi quanti ne abbiamo persi negli ultimi 5 anni”.

Infine Di Mare, con un riferimento non esplicito alla maggioranza dell’ultimo quinquennio, ha fatto sapere che in caso di elezione non gli apparterranno le espressioni “non è di mia competenza, la colpa è delle precedenti amministrazioni: mi assumerò sempre la mia responsabilità“.

Prima dell’allocuzione del candidato sindaco Di Mare, si sono registrati gli interventi d’apertura di tre dei giovani schierati accanto, tutti e tre neo maggiorenni: Cristiano Sciurba, Orazio Firrincieli e Marianna Passanisi. I ragazzi hanno fatto accenni alle criticità storiche del territorio comunale, dalla balneabilità del mare, alla carenza di spazi per lo sport, dall’edilizia scolastica, alla partecipazione giovanile alla vita politica.


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