Cronaca

Augusta, via le barche sequestrate dai lungomari Paradiso, Rossini e Granatello

AUGUSTA – Con la bonifica su istanza dell’autorità giudiziaria si è realizzato oggi l’ultimo step dell’operazione della Guardia costiera di Augusta chiamata “Lungomare liberato“, comprendente attività avviate nell’ottobre del 2018 di polizia marittima, demaniale, giudiziaria e amministrativa sui lungomari insistenti sul golfo Xifonio.

Allora, con il supporto anche del nucleo operatori subacquei di Messina, furono tra l’altro sequestrate oltre cinquanta imbarcazioni sui lungomari Paradiso (vedi foto di copertina, oggi), Rossini e Granatello, nonostante l’apposizione di precedenti diffide perché “non iscritte nei registri marittimi e quindi di ignoto proprietario, illegittimamente collocate, in forma stabile, sul pubblico demanio marittimo“. Soltanto una sessantina furono i soggetti che rimossero volontariamente le proprie imbarcazioni.

Stamani la Capitaneria di porto – Guardia costiera di Augusta ha provveduto a far bonificare, da parte del Comune di Augusta che si è avvalso di “Megarambiente” (ati che gestisce il servizio di igiene urbana), dai rifiuti e dalle barche ancora illegittimamente collocate, le intere aree demaniali che versavano in uno stato di degrado, curando anche che si provveda allo smaltimento del materiale vario al tempo rimosso.

Così facendo, è stato ripristinato il decoro dei bei lungomari di Augusta, restituendone la fruizione alla collettività – si legge nel comunicato della Guardia costiera – Tale attività di polizia ambientale aveva portato alla rimozione coatta di circa 12 metri cubi (ammontanti a circa 10 tonnellate) di materiale costituito da cemento, pietre, cordami, ferro e gavitelli, al sequestro penale di più di 50 imbarcazioni che occupavano durevolmente il pubblico demanio marittimo, alla rimozione volontaria, da parte dei relativi proprietari, di circa 60 imbarcazioni in ottemperanza alle diffide di polizia marittima al tempo apposte, ed al sequestro penale di circa 1.000 metri quadrati di aree demaniali invase da rifiuti vari“.


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