Politica

Crisi petrolchimico di Siracusa, otto sindaci rivendicano centralità: “Pronti a esercitare il ruolo che ci spetta”

AUGUSTA – Da una parte la richiesta, presentata a fine anno dalla Regione al Ministero dello Sviluppo economico (Mise), di riconoscimento per il polo petrolchimico del Siracusano di “area di crisi industriale complessa“, come già avvenuto per i poli industriali di Termini Imerese e Gela. Dall’altra la “scoperta” dell’assenza di voci correlate al petrolchimico nel Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza a cui l’Europa fa riferimento per destinare all’Italia fino al 2026 circa duecento miliardi di euro. Seguono i timori delle imprese dell’area, di politica e sindacati regionali sulla praticabilità dell’auspicata riconversione industriale, o transizione energetica. Timori a cui oggi si aggiungono otto sindaci della parte della provincia interessata.

Lo si apprende da una breve nota stampa diramata stamani e sottoscritta dai sindaci di Siracusa (Francesco Italia), Augusta (Giuseppe Di Mare), Carlentini (Giuseppe Stefio), Floridia (Marco Carianni), Melilli (Peppe Carta), Priolo Gargallo (Pippo Gianni), Solarino (Sebastiano Scorpo) e Sortino (Vincenzo Parlato). “Ieri pomeriggio nel salone di rappresentanza del Comune di Augusta si è svolto un incontro dei sindaci viciniori alla zona industriale, per affrontare le tematiche legate al presente ed al futuro della stessa – scrivono – I sindaci hanno stilato una road map che in pochissimo tempo li porterà ad incontrare tutti i portatori di interessi di quella che rappresenta la zona industriale più importante del nostro Paese“.

Vogliamo governare e non delegare a nessuno – affermano congiuntamente gli otto sindaci – la gestione delle varie problematiche dell’area industriale. Le notizie apprese ci preoccupano ed in quanto rappresentanti del territorio siamo pronti ad esercitare il ruolo che ci spetta“.

Posizione che sopraggiunge ad almeno un mese di confronti già avviati in altre sedi, a cominciare da quella di Confindustria Siracusa, lo scorso 17 gennaio, quando i vertici dell’imprenditoria aretusea si sono riuniti con “tutta la deputazione nazionale e regionale della provincia di Siracusa sul tema del futuro del polo industriale – si apprendeva da un comunicato stampa – Presenti anche le aziende del settore Energia, con i loro rappresentanti“. Oggetto dell’incontro la “sfida della transizione energetica e le misure di accompagnamento che il Governo nazionale, d’intesa con il Governo regionale, dovrà trovare per consentire alle aziende di effettuare gli investimenti in vista dei target dettati dalla Ue al 2050 per il clima“.

Di quell’incontro era stato il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona a rendere note le conclusioni: “Che sia il Pnrr o altre misure comunitarie o nazionali, sta alla politica trovare la soluzione adeguata, le condizioni ci sono, basta volerlo. Incontreremo le rappresentanze sindacali provinciali e regionali venerdì prossimo con la volontà di costituire un tavolo permanente, una cabina di regia per le azioni che verranno messe in campo“.

Non prima di aver ribadito: “Siamo all’ultima spiaggia e confidiamo in un’azione sinergica della deputazione politica, dei sindacati e delle istituzioni affinché il Governo nazionale, così come avvenuto in altri siti, individui le opportunità di finanziamento accessibili per le aziende del settore per avviare il processo di transizione energetica“. Un’affermazione meno perentoria di quella affidata a un comunicato la settimana precedente, quando Bivona aveva asserito: “Siamo ben consapevoli e più volte lo abbiamo espresso, che il Governo nazionale non intende impegnarsi per agevolare gli ingenti investimenti di conversione delle imprese della raffinazione, decretandone la chiusura senza una concreta prospettiva di credibili e contestuali alternative“.

Una parte della deputazione interessata, di appartenenza M5s, e segnatamente i deputati Paolo Ficara, Filippo Scerra e il senatore Pino Pisani, ha poi fatto sapere, lo scorso 26 gennaio, che “la sottosegretaria Todde (Alessandra Todde, viceministro dello Sviluppo economico, ndr) ha compreso le difficoltà del settore della raffinazione e della necessità di non sottovalutare quanto accade in uno dei principali siti industriali italiani quale è quello siracusano. Pertanto, all’indomani dell’avvenuta elezione del nuovo Presidente della Repubblica, si attiverà per la convocazione spedita di un tavolo di confronto in cui coinvolgere le figure istituzionali preposte, unitamente a Confindustria Siracusa, ai rappresentanti industriali e dei lavoratori della nostra provincia“.

Abbiamo convenuto con la viceministra Todde – hanno rivelato contestualmente Ficara, Scerra e Pisani – sulla urgenza di costruire soluzioni possibili, ipotizzando un cammino che inizi ad analizzare la richiesta regionale di istituzione di area di crisi complessa come anche l’utilizzo delle accise per investimenti“.

(Nella foto di repertorio in copertina: petrolchimico di Priolo Gargallo)


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