Augusta, interventi non autorizzati sul porticciolo: scatta il sequestro della Guardia costiera
AUGUSTA – Sequestro di un porticciolo turistico lungo il litorale nord del territorio di Augusta, nel tratto compreso tra Brucoli e Agnone Bagni. Il provvedimento è stato eseguito lo scorso 30 marzo dal personale della Capitaneria di porto – Guardia costiera di Augusta, al termine di un’attività ispettiva ambientale e demaniale.
Secondo quanto riferito nel comunicato ufficiale, l’intervento rientra nell’ambito dei controlli sul tratto di costa di competenza e ha riguardato una struttura per la quale era stata rilasciata un’autorizzazione limitata a specifici lavori di messa in sicurezza.
In particolare, “risultava rilasciata un’autorizzazione alla realizzazione di lavori di messa in sicurezza, a seguito delle mareggiate invernali e dei danni riportati dal ciclone Harry”, autorizzazione che prevedeva esclusivamente “lo spostamento dei massi dalla zona del frangiflutti all’area in concessione”.
Al momento dell’ispezione, tuttavia, i militari avrebbero riscontrato interventi diversi rispetto a quelli autorizzati. Nel dettaglio, “l’ingresso del porticciolo era stato ostruito con un terrapieno posizionato da un mezzo meccanico” e “era altresì presente una motopompa, in funzionamento, per svuotare l’acqua presente all’interno e riversarla in mare aperto”.
Secondo quanto reso noto, tali operazioni sarebbero state finalizzate a consentire lavorazioni sul fondale, ma “non facendo parte di alcuna autorizzazione rilasciata dalla competente struttura regionale” sono state ritenute in violazione della normativa vigente.
In particolare, la Guardia costiera evidenzia presunte violazioni delle “disposizioni del Codice della navigazione… per quanto riguarda il reato di esecuzione di nuove opere e innovazioni abusive, non autorizzate, sul demanio marittimo”, nonché al Codice dei beni culturali e del paesaggio “per la commissione del reato di esecuzione di lavori su beni paesaggistici in assenza di autorizzazione”.
Alla luce di quanto accertato, e dopo aver informato l’autorità giudiziaria competente, è stato disposto “il sequestro dell’intero porticciolo” con la contestuale trasmissione di una denuncia penale.





















