Cronaca

Autopsia militare morto dopo vaccino Astrazeneca al primo step. Nuova inchiesta a Catania su eventuali “controindicazioni”

AUGUSTA – Si è conclusa ieri sera nell’obitorio dell’ospedale “Cannizzaro” di Catania, dopo oltre tre ore, la prima parte dell’autopsia sulla salma di Stefano Paternò, sottufficiale che prestava servizio all’Arsenale militare marittimo (Marinarsen) di Augusta. Come noto, il 43enne è deceduto nella notte tra lunedì e martedì scorsi nella sua abitazione a Misterbianco (Catania), circa quindici ore dopo aver ricevuto nella base militare di Augusta, dove domani sono attesi gli ispettori del ministero della Salute, la prima dose di vaccino anti-Covid prodotto da Astrazeneca, il cui lotto è stato poi precauzionalmente ritirato dall’Agenzia italiana del farmaco (per almeno tre decessi sospetti in Sicilia a seguito di somministrazione dose del lotto “ABV2856”). Sulla vicenda, la Procura di Siracusa ha aperto un fascicolo di inchiesta.

L’autopsia eseguita ieri sera sarebbe un primo step, secondo quanto riporta Ansa.it, che al momento non avrebbe fornito alcuna risposta ai quesiti posti e in particolare alla finora esclusa correlazione tra la morte del militare e il vaccino somministrato. Altri esami sulla salma di Paternò saranno eseguiti la prossima settimana.

All’autopsia, oltre ai periti nominati dalla Procura di Siracusa e ai consulenti dei quattro indagati e della parte lesa, era presente anche il pm Gaetano Bono, che col procuratore Sabrina Gambino coordina l’inchiesta. Le indagini sono state delegate ai carabinieri del Nas di Catania.

Nel frattempo, si è aperto un nuovo filone di inchiesta, da parte della Procura di Catania, su eventuali “controindicazioni” del vaccino Astrazeneca contro il Covid-19 su soggetti trombofilici. L’inchiesta, a carico di ignoti, ipotizza il reato ex articolo 443 del codice penale, “Commercio o somministrazione di medicinali guasti o imperfetti”. Sono state già chieste informazioni alle procure che indagano su quattro morti sospette successive alla somministrazione del vaccino, oltre a quella di Siracusa, anche di Trapani, Messina e Napoli.

Stiamo verificando – ha detto il procuratore capo di Catania, Carmelo Zuccaro in un’intervista a Repubblica – se determinati soggetti trombofilici possano avere una predisposizione ad attivare alcuni fattori detonatori. Potrebbero esserci nel vaccino eventuali controindicazioni per alcune persone, controindicazioni che non sono state analizzate considerato il poco tempo a disposizione per la realizzazione del farmaco“.


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