Politica

Autorità portuali, stoccata di Zappulla e Triberio al governatore Crocetta

AUGUSTA – Nel Partito democratico siracusano, forza politica della maggioranza all’Ars, ha suscitato non pochi malumori la posizione del presidente della Regione Crocetta contraria al decreto di riordino delle autorità portuali e a sostegno delle ragioni di Catania e Messina.

Segue la replica della parlamentare del Pd Sofia Amoddio, che accusava il Governatore di non aver “seguito la vicenda attentamente“, la nota congiunta del parlamentare nazionale Pippo Zappulla e del segretario del circolo augustano del Pd Giancarlo Triberio.

Per Zappulla e Triberio, non può mettersi in discussione la scelta di Augusta quale sede della prossima Autorità di sistema portuale e la posizione assunta da Crocetta è “incomprensibile e grave“.

Nella nota ribadiscono la qualità dei criteri recepiti nella riforma nazionale sui porti: “Riteniamo utile far sapere allo stesso Presidente che la scelta delle 14 nuove Autorità portuali di Distretto è stata assunta sulla base di rigidi e rigorosi criteri economici ed oggettivi; Augusta è stata individuata perché la Comunità europea, lo Stato italiano, e forse a sua insaputa con il parere a suo tempo della Regione Sicilia, l’hanno classificata tra i porti “core” italiani ed europei, ovvero tra le strutture portuali e marittime di valenza internazionale“.

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Specificano il metro della valutazione tecnica: “La scelta è stata assunta non contando gli abitanti di Augusta ma i metri di banchine, la quantità e qualità di servizi collegati e le attività presenti e potenziali“.

I due esponenti del Pd concludono con un’ulteriore stoccata al Governatore: “L’Autorità portuale di Distretto prevede già la integrazione intelligente tra i vari porti ed è fuori discussione che Catania troverà spazio e sarà valorizzata per le sue specificità e specialità; dal Presidente della Regione ci si attende, pertanto, responsabilità e non interventi tendenti ad alimentare scontri e divisioni peraltro ampiamente superati con il decreto del Consiglio dei Ministri“.


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