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Avvicendevol-mente / Tutto rimane

Il Blog di poesia e prosa Le Ali di Icaro a cura di Elisabetta Ternullo e Marcella Di Grande per La Gazzetta Augustana.it

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AVVICENDEVOL-MENTE [alla deriva] di Elisabetta Ternullo

E avrei pure lasciato che un manto di neve soffice
[perenne]
medicasse il fuoco che porto
e ricoprisse le impronte
di quel mai dimenticato odore.

inserzioni

Ma il tempo è ciclicamente cinico:
Avvicenda,
sbatte alla deriva ogni intento
e con l’onde salate
[ripetute]
scioglie la coltre
così, che mai
io mai
io mai
possa addolcire l’arsura.

TUTTO RIMANE di Marcella Di Grande

Vorremmo nascondere, sbiadire, a volte anche cancellare “ore vissute” quasi come fossero frammenti discontinui che galleggiano “per caso” nel mare denso della nostra vita. Ma facciamo fatica a dimenticare perché le ore rotolano, come biglie di memoria ostinata fino a dentro uno scantinato in penombra, sconosciuto e incustodito che si annida silenzioso sotto la pelle. E lì rimangono immobili mentre attendono indisturbati e consapevoli di ritornare alla memoria per essere rivissute, nutrite e confermate.

Possiamo metterci sopra massi, costruirci edifici, ponti, chiacchiere, apparenze, bugie, siepi ma il “tempo vissuto” continua a muoversi e a decidere gesti, parole e risposte perché aderisce alla nostra intimità come le palpebre agli occhi, come le onde alla riva. Possiamo ignorarlo durante giorno, quando il rumore della luce copre il sibilo dei vuoti e delle assenze ma lo ritroviamo “la notte”, seduto, infreddolito e rannicchiato in un angolo del nostro letto, a fissarci per essere ricordato.

“La notte” è la deriva degli intenti e dei propositi, è un acido che scioglie le maschere delle apparenze, un profumo che spolvera i desideri e illumina le assenze. La notte è l’unica chiave che apre la porta del luogo o del cuore in cui vorremmo trovarci e nel tentativo vano di dimenticare, arriva puntuale, nella ciclicità dei vissuti, a ricordare chi non siamo e chi vorremmo essere, a ricordare, come un’eco, che “tutto rimane” ma che possiamo cambiare il pensiero e l’interpretazione di un ricordo affinché si disseti la bocca che i limiti della mente inaridiscono.

Tutto rimane ma tutto cambia e diventa esperienza e bellezza dentro gli occhi di chi impara a guardare. I ricordi sono biglie di argilla e per questo possiamo cambiarne la forma.

Disegno di Salvo Bellistri

Disegno di Salvo Bellistri


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