Cultura

Breve storia di Augusta: dalla chiesa di S. Biagio a S. Sebastiano e S. Andrea

AUGUSTA – Nell’ambito di una più ampia iniziativa editoriale promossa da La Gazzetta Augustana.it di divulgazione e promozione della storia di Augusta, abbiamo previsto una rubrica settimanale tematica nel nostro web magazine di approfondimento “Cultura”. Ha per titolo “Breve Storia di Augusta” ed è curata da Filippo Salvatore Lentini, detto Salvo, già ufficiale della Marina Militare, che da appassionato alle vicende storiche e alle tradizioni augustane, facendo ricorso ad un’estesa bibliografia che comprende i numeri del “Notiziario storico di Augusta” e i diversi lavori succedutisi nel tempo di noti studiosi della storia cittadina (che Lentini ci ha chiesto di menzionare in ordine casuale in premessa: Mario Mentesana, Elio Salerno, Tullio Marcon, Ennio Salerno, Vincenzo Vinciguerra, Ezechiele Salerno, Giorgio Casole, Sebastiano Salomone, Giovanni Vaccaro, Giuseppe Messina, Giovanni Satta, Giuseppe Carrabino, Italo Russo e non solo), ha pubblicato nel 2008 l’apprezzata opera dal titolo “L’Isola delle Palme”. Offrirà ai lettori de La Gazzetta Augustana.it, per la prima volta su una testata, la versione ridotta e adattata al web della sua pubblicazione.

12. Dalla chiesa di S. Biagio a S. Sebastiano e S. Andrea.

  • Chiesa e Eremo di San Biagio

Le vicende storiche della Chiesa e dell’Eremo di San Biagio sono legate all’istituzione della parrocchia di San Sebastiano, avvenuta nel 1718, che comportava la costruzione di una nuova chiesa. In attesa che nascesse il nuovo tempio sacro da dedicare a San Sebastiano, la parrocchia si avvalse della piccola Chiesa del Santissimo Sacramento del Circolo che, situata nell’attuale incrocio fra via Megara e via Limpetra, era tenuta ben curata da alcuni eremiti che ne volevano fare la propria sede. Trascorsi diversi anni e non essendo ancora riusciti a costruire il nuovo edificio, si decise di ampliare quella stessa antica chiesetta del Circolo e farne la sede stabile della Chiesa di San Sebastiano. In cambio della loro chiesa, nel 1728 gli eremiti del Santissimo Sacramento del Circolo ottennero di potersi trasferire nella chiesetta di San Biagio, già esistente nelle vicinanze e anch’essa situata nell’odierna via Megara.

Sempre in quell’anno questi frati usufruirono della costruzione di un piccolo convento adiacente alla stessa chiesa e i cui lavori furono completati l’anno seguente. Pertanto, in conseguenza di tali traversie, si può datare a questo periodo la nascita del complesso religioso di San Biagio. In realtà il neo-costruito convento di San Biagio era più che altro un semplice eremo piuttosto piccolo e modesto, senza chiostro e portici, con locali stretti e soltanto con la presenza di un orticello e che, nonostante la sua predisposizione di base, si trovava in un ambiente urbano e non in luogo isolato. L’insediamento religioso, facendo riferimento ai nomi delle attuali vie cittadine, si sviluppava sulla via Roma, nel lato nord del tratto compreso fra via Megara e via Epicarmo, ed aveva ambedue gli ingressi sulla stessa strada, con la chiesa facente angolo con la via Megara.

Palazzo San Biagio sede del Consiglio comunale di Augusta
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Palazzo San Biagio, anno 2015

Andati via i pochissimi frati, nel 1816 l’Amministrazione comunale si riprese il possesso dell’eremo e, dopo gli opportuni adeguamenti, lo adibì a sede di scuole pubbliche e mantenne tale funzione sino alla fine degli anni ’50 del Novecento. Quindi, dopo un lungo periodo di non utilizzo, il fabbricato che aveva ospitato il modestissimo eremo, nel 1962 fu demolito con il proposito di costruirvi un poliambulatorio cittadino; ma il progetto non venne mai realizzato. Fu così che nacque l’odierno Palazzo San Biagio che, sorto nel 1978 ed utilizzato dal Comune di Augusta come luogo per le sedute amministrative, per convegni e riunioni di carattere culturale e generale, deve il suo nome proprio al complesso religioso che in precedenza occupava quel luogo cittadino.

Diversa sorte toccò alla modesta Chiesa di San Biagio che, già sconsacrata nei primi anni del ventesimo secolo, fu prima venduta nel 1912 e poi demolita agli inizi degli anni Trenta, per edificarvi delle abitazioni civili, confinanti con quello che era stato l’eremo di “San Brasi”, come era usuale chiamare San Biagio in dialetto locale. In occasione dell’annuale ricorrenza celebrativa del 3 di febbraio in onore di San Biagio, invocato per la guarigione del mal di gola, nella chiesa avveniva la tradizionale distribuzione delle tipiche ciambelline di pane biscottato, conosciute come “cuddureddi i San Brasi”, che i fedeli portavano per distribuirli ai vari devoti. Dopo la sconsacrazione del luogo sacro, questa usanza continuò nella vicina Chiesa del Carmine, dove venne ospitato anche il simulacro di San Biagio.

  • Chiesa di San Sebastiano
Processione di San Sebastiano, anni '30

Processione di San Sebastiano, anni ’30

La Chiesa di San Sebastiano, situata nell’angolo Sud-Ovest dell’incrocio fra via Megara e via Limpetra, nacque in concreto nella già lì esistente antica chiesetta del Santissimo Sacramento del Circolo, condotta dai frati del Circolo, che faceva da sede ‘provvisoria’ per il culto del santo martire, nella speranzosa attesa della costruzione di una nuova chiesa da intitolargli. Non avvenuta l’agognata costruzione del nuovo tempio sacro, nel 1728 si ripiegò a restaurare ed ingrandire la piccola chiesa del Santissimo Sacramento del Circolo, che d’allora fu definitivamente dedicata a San Sebastiano.

Nell’antichità, San Sebastiano era stato il Patrono della città di Augusta, ed in seguito, con l’elevazione di San Domenico quale Patrono, fu rilegato al ruolo di Compatrono. In passato, poi neanche tanto lontano, i festeggiamenti liturgici del mese di gennaio in onore di San Sebastiano, avvenivano con la stabile e sentita presenza delle autorità comunali e, soprattutto, con la presenza massiccia dell’intero corpo dei Vigili Urbani, del quale il Santo ne è il patrono. Sin dagli anni Ottanta del Ventesimo secolo, nonostante il restauro effettuato nel 1982, fra l’altro resosi inutile dal terremoto del 1990, al quale seguirono altri lavori di ristrutturazione, la Chiesa di San Sebastiano è chiusa al culto. Comunque, nonostante la “indisponibilità” della chiesa, San Sebastiano viene ancora annualmente celebrato con programmi liturgici ed un semplice, ma seguito, corteo religioso nelle principali vie cittadine, con i tradizionali fuochi d’artificio in piazza Duomo a conclusione delle celebrazioni religiose.

  • Chiesa di Sant’Andrea
Prospetto della chiesa di Sant'Andrea su via Principe Umberto, anno 1935

Prospetto della chiesa di Sant’Andrea su via Principe Umberto, anno 1935

Di origini risalenti al periodo dell’invasione dei francesi del 1675, la Chiesa di Sant’Andrea Apostolo fu eretta dalla classe dei pescatori di sarde, raggruppati nella confraternita detta, per l’appunto, dei “sardari”. Il suo prospetto principale, abbellito nel frontone da una nicchia con la statua di Sant’Andrea, con due belle e particolari colonne tortili poste ai lati dell’ingresso e da un elevato campanile di pietra, dava sulla via Principe Umberto, in prossimità dello incrocio con l’attuale via Limpetra.

Distrutta durante il terribile bombardamento aereo che, nel corso del secondo conflitto mondiale, le Forze Alleate effettuarono il 13 maggio 1943 su Augusta, la Chiesa di Sant’Andrea, a differenza della Chiesa di Gesù e Maria, anch’essa abbattuta lo stesso tragico giorno, è stata ricostruita a cavallo degli anni Sessanta e Settanta, nel suo sito originario; riconsacrata nel 1975, è stata riaperta al culto nell’ottobre del 1977.

La ricorrenza celebrativa in onore di Sant’Andrea, a cura della Confraternita dei Sardari, si svolge il 30 di novembre. I relativi festeggiamenti sono principalmente improntati sulle solenni funzioni religiose e sull’immancabile processione del simulacro attraverso le vie di Augusta. Negli ultimi tempi, a ricordo di una antica tradizione locale, questi festeggiamenti sono stati arricchiti dalla ormai tanto attesa sacra del pesce, per rimarcare l’impronta del mestiere dei tantissimi pescatori di sarde, raggruppati nella confraternita di Sant’Andrea.

Salvo Lentini


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