Politica

Caso precari, il Sindaco replica tra le “storielle” e lo sciopero

AUGUSTA – La vicenda dei lavoratori precari in forza al Comune di Augusta non trova soluzioni definitive e, a quanto sembra, neppure unanimità di vedute istituzionali. La scorsa settimana si registrava la sortita augustana del deputato regionale Vincenzo Vinciullo, che all’Ars ricopre il ruolo di presidente proprio della commissione Bilancio e Programmazione, sostenendo presunte violazioni di legge dell’Amministrazione pentastellata, con riferimento alla riduzione degli orari di lavoro dei precari, a tal punto da aver presentato una denuncia alla Corte dei Conti.

Tesi accusatorie subito bollate dal sindaco Cettina Di Pietro come “storielle“, che invitava il parlamentare regionale a “sollecitare la Regione affinché vengano emanati i decreti di riparto delle somme spettanti ai comuni per prorogare i contratti di lavoro dei dipendenti precari“.

A rendere più tesa la situazione, giungeva la nota del 18 aprile con la quale Cgil Fp e Cisl Fp indicevano lo stato di agitazione dei lavoratori precari con conseguente proclamazione di una giornata di sciopero per il prossimo giovedì 28 aprile, motivato dalla “gravità della situazione e dalla poca chiarezza da parte dell’Amministrazione comunale nel dare risposte certe e concrete sia sulla stabilizzazione che sulla proroga dei contratti fino a dicembre 2016”.

Comportamento che il Sindaco non ha gradito, definendolo “anomalo”, ricordando che la legge di stabilità nazionale consente tali proroghe solo con oneri a carico esclusivamente della Regione e che, proprio su richiesta delle organizzazioni sindacali, l’Amministrazione aveva attivato le cosiddette procedure di raffreddamento, recandosi a breve dal Prefetto di Siracusa per esprimere le proprie posizioni.

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Il sindaco Di Pietro rivendica di aver promosso, prima della ricezione della notifica, un tavolo per il 19 aprile, al quale solo alcuni rappresentanti sindacali si sarebbero presentati, non sufficienti ad assicurare il quorum per la validità della seduta.

Suggerisce ai sindacati ciò che l’Amministrazione avrebbe “gradito e accolto con favore“: l’indizione di una giornata di sciopero “per protestare nei confronti di chi è veramente responsabile della situazione e cioè la Regione Siciliana“.

Inoltre, ribadendo la necessità dei decreti regionali di riparto, il Sindaco avverte: “La Regione Siciliana è in possesso di tutti i dati necessari per provvedere tempestivamente. Non solo, ma si deve anche considerare che le risorse messe a disposizione a carico del bilancio regionale, comunque, non sono sufficienti a integrare il contratto di lavoro dei dipendenti precari alle condizioni vigenti al 31 dicembre 2013“.

Conclude, dichiarandosi comunque “disponibile ad una azione congiunta con le organizzazioni sindacali“, con il seguente monito: “Ogni atteggiamento contrario non fa l’interesse dei lavoratori ma risulta controproducente tanto per gli stessi, quanto per la funzionalità dell’Ente“.


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