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Cerimonia di chiusura dell’anno accademico “Unitre”, studenti premiati

AUGUSTA – Da cinque anni a questa parte germoglia un confronto intergenerazionale promosso dalla sezione augustana dell’associazione “Unitre”, l’Università delle tre età, puntualmente impegnata nella diffusione di tre “semi”, cultura, umanità e solidarietà, e nella concretizzazione del sapere e delle idee con diversi laboratori culturali e ludici, grazie alla dedizione del presidente Giuseppe Caramagno e della moglie Franca Morana.

Fondamentale l’incontro con l’istruzione giovanile, per mezzo di un concorso a tema, di cui, da due anni, è responsabile la docente Anna Lucia Daniele, fiera degli straordinari risultati raggiunti in quest’ultima quinta edizione.

Il frutto di quest’anno accademico intenso è il primo Quaderno “Semi di umanità”, presentato lunedì pomeriggio, presso l’aula magna del “Ruiz”, in occasione della cerimonia di chiusura e della premiazione degli studenti dell’ultimo triennio, insieme a quelli liceali del “Megara”, autori di sensibili riflessioni sul tema “Quale impegno personale per un mondo migliore: essere, amare, donare, servire”.

I finalisti vincitori, selezionati tra più di 300 partecipanti, con 116 temi in gara, dovevano essere tre per ognuno dei due istituti ma, a sorpresa, sono stati aggiunti un quarto e un quinto posto. Per il Liceo “Megara”, i premi in denaro sono stati ritirati da: Gaia Maraucci, primo posto e assegno di 250 euro, Andrea Di Gregorio, secondo posto e 150 euro, Federica Presente, terzo posto con 100 euro, infine Valeria Cantarella ed Elena Pasqua, rispettivamente in quarta e quinta piazza. Il premio di classe è toccato alla 4ªA del Liceo classico. Tra gli studenti del 2° Istituto di istruzione superiore “Ruiz”, in ordine di classifica, sono stati scelti: Anna Giulia Sicari, Giulia Albano, Giorgia Giangrande e Simona Letizia Basso (quest’ultime due terze pari merito), Chiara Finazzo e Francesca Vitali. La classe qui premiata è stata la 4ªA del Liceo delle scienze applicate.

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Il presidente Caramagno ha quindi espresso orgoglio e soddisfazione: “Ho ereditato un’immensa ricchezza leggendo le parole dei ragazzi, riportate interamente in questo nostro libro e che desidero si rileggessero attentamente, quest’estate, per maturare dei concetti che stanno alla base della nostra associazione, perfettamente espressi dagli studenti, degni di interesse da parte delle istituzioni e meritevoli di essere valorizzati nella nostra città”.

La pubblicazione, sponsorizzata dalla Esso che ne ha sostenuto gli oneri finanziari per la stampa in mille copie, accoglie al suo interno le relazioni complete di alcuni dei 54 docenti che hanno aderito all’iniziativa e i testi dei ragazzi premiati. Dal dicembre 2015, infatti, due relatori per incontro, moderati dal socio Salvatore Cannavà, psicologo, hanno discusso sul nuovo tema scelto per la quinta edizione del concorso, attorno a quattro “tavole rotonde”, con cadenza mensile.

Curatrici del primo incontro dal titolo “Conoscere se stessi per realizzare la propria vocazione, in armonia con gli altri, e per contribuire a un mondo migliore”, la docente Angela Gigli e la studentessa universitaria Giulia Spirio. Relatori del secondo, “L’amore e il dono di sé e del servire nell’ambito familiare e sociale”, la docente Gabriella Rista e il presidente della Commissione comunale di Storia patria Giuseppe Carrabino; per la terza tavola “L’amore e il dono di sé e del servire per una vita piena e gioiosa” hanno collaborato padre Angelo Saraceno e la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo “Orso Mario Corbino” Maria Giovanna Sergi. Infine, il quarto e ultimo dibattito su “L’amore e il servire nell’ottica cristiana” ha coinvolto l’avvocatessa Giovanna Fraterrigo e la socia Franca Morana in Caramagno.

La serata conclusiva di lunedì al “Ruiz” si è aperta recitando in piedi una preghiera rivolta a San Francesco d’Assisi e poi intonando le note dell’inno dell’associazione solidale. Presenti gran parte dei soci e numerosi ospiti tra cui, il dottor Salvo Bella e il dottor Nuccio Ventura che, insieme ai relatori, sono stati anch’essi omaggiati di una copia del libro e di un artigianale piatto di ceramica. Partecipato intervento della professoressa Maria Concetta Castorina, dirigente scolastica del “Ruiz” e reggente del “Megara”, che ha voluto offrire una personale testimonianza, di ritorno da Palazzo Montecitorio, dove si era recata con alcuni studenti per il progetto “Lezioni di Costituzione”: “Abbiamo toccato con mano la Costituzione, la quale, tra i suoi articoli, fa emergere uno dei punti più importanti, ovvero il principio di sussidiarietà, questo dialogo tra le istituzioni. Mettendo a disposizione l’aula magna, dimostro la mia disponibilità verso le iniziative portate avanti da “Unitre” perché credo che la comunicazione e l’unione con i ragazzi si possa sempre instaurare, anche a distanza, e così, proprio da qui, lanciamo da anni il seme di un dialogo istituzionale”.

In chiusura, due importanti riconoscimenti sono andati alla compagnia teatrale di “Unitre”, guidata dal regista Pietro Quartarone, che ha portato egregiamente sulla scena, il 29 aprile scorso, nella stessa aula magna, “La giara” di Pirandello e alla socia onoraria Franca Morana per il suo costante e grande impegno dedicato particolarmente al suo progetto “Carissimi nonni di domani, noi ragazzi di ieri”, libro rivolto anche ai più piccoli alunni delle scuole, elementari e medie, per raccontare di antichi giochi d’infanzia in un dialogo speciale tra “nonni” e “nipoti”.

Guardate quanta cultura c’è qui!“, ha esclamato nella sua conclusione la Morana, spiegando: “Il nostro comitato ricreativo, per esempio, ci permette di dedicare alcuni momenti a sorridere, leggendo poesie o barzellette. Camminiamo insieme, insieme portiamo avanti importanti attività per rilassarci e tornare in qualche modo bambini. Noi siamo della terza età e con le nostre passioni, la lettura, la musica e il canto della nostra corale, il teatro, il disegno e la pittura, i lavori artigianali, i corsi di computer come i tornei di burraco, non facciamo altro che far ritorno alla prima tenera età“. Quindi ha aggiunto: “Abbiamo lavorato tanto perché crediamo che non basti partorire un’ideale, ma che, come un figlio, lo si debba accompagnare nella sua crescita. Per questo ringraziamo tutte le persone che ci hanno regalato, anche quest’anno, il loro preziosissimo tempo e il loro saper fare”.

Alessandra Peluso

(Foto in evidenza: Alberto Di Grande)


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