Cronaca

Coppia di giovani fidanzati augustani arrestati per lesioni e atti persecutori nei confronti della madre di lei

AUGUSTA – Dovranno rispondere dell’accusa di lesioni personali aggravate e atti persecutori, nei confronti della madre della ragazza, i giovani fidanzati augustani tratti in arresto nel fine settimana appena trascorso.

I militari della Compagnia Carabinieri di Augusta, a conclusione di un’articolata attività info-investigativa, hanno eseguito l’arresto disposto dai giudici del Tribunale di Siracusa e del Tribunale per i minori di Catania, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha pienamente accolto le risultanze investigative prodotte dai Carabinieri della Compagnia.

Si tratta della minorenne C.V., classe ’99, e del suo fidanzato C.L., 22enne, accusati di aver commesso i reati summenzionati, in concorso tra loro.

Gli elementi di prova raccolti dai militari dell’Arma nel corso delle indagini avrebbero evidenziato un quadro accusatorio idoneo a sostenere la colpevolezza della minore e del suo fidanzato in ordine ai reati a loro ascritti. Infatti, gli investigatori avrebbero accertato che la madre della ragazza era ostile alla prosecuzione della relazione sentimentale fra i due giovani, presumendo l’indole violenta del ragazzo, e che a causa di ciò per circa un anno avrebbe subito da parte dei due fidanzati incessanti e reiterate minacce, ingiurie e percosse gravi a tal punto da infonderle timore per la propria incolumità e da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita.

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Secondo gli investigatori, i due giovani, la sera del 16 maggio scorso, avrebbero pianificato un’aggressione nei confronti della donna, in cui il ruolo della minore sarebbe stato quello di consentire al fidanzato di entrare in casa e di aggredire la madre di lei con ripetute scariche elettriche utilizzando un taser. Non appena esaurita la batteria del taser, il giovane avrebbe proseguito l’aggressione utilizzando lo strumento a mo’ di bastone. Quanto sopra sarebbe avvenuto in presenza della ragazza, che non solo non prestava aiuto alla madre, ma provvedeva a chiudere le tapparelle delle finestre di casa onde evitare che qualcuno da fuori potesse accorgersi dell’accaduto ed intervenire in soccorso della povera malcapitata.

Al termine delle formalità di rito, i militari dell’Arma hanno provveduto ad accompagnare la ragazza presso una comunità minorile individuata dal Tribunale per minorenni di Catania, mentre il giovane 22enne è stato associato alla casa circondariale di Cavadonna.

(Foto in evidenza: repertorio)


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