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Corali, danza e mimo allo spettacolo sulla pace di “Unitre” e “Corbino”

AUGUSTA – È stato messo in scena sabato 21 maggio alle ore 10 presso il Teatro “Città della notte” lo spettacolo dal titolo “Ti racconto una storia: pace non è un vocabolo, ma un vocabolario perché è…”. L’iniziativa è stata ideata da Franca Morana Caramagno e realizzata grazie alla collaborazione tra l’associazione “Università delle tre età” di Augusta, presieduta da Giuseppe Caramagno, e il 2° Istituto comprensivo “Orso Mario Corbino”, diretto dalla professoressa Maria Giovanna Sergi.

Il progetto di quest’attività, in linea con le finalità statutarie dell’associazione che si propone di “promuovere iniziative culturali e sociali per realizzare un aggiornamento permanente e per il confronto tra  culture generazionali diverse”, ha offerto agli alunni del “Corbino” un’occasione per elaborare il concetto di “pace” quale tappa fondamentale della propria formazione.

Lo spettacolo, guidato dall’esperta regia di Pietro Quartarone, ha visto la corale Unitre “Giuseppe Bellistrì”, diretta dal maestro Antonio Accettullo, e la corale dell’Istituto comprensivo “Corbino”, diretta dalla docente Mariella Catalano, accompagnare gli spettatori in un percorso all’interno della parola “pace”, nel quale i brani eseguiti dalle corali si sono alternati a passi di danza, mimi, coreografie. Il tutto sottolineato da contributi video realizzati da Franco Bari e dalla voce fuori campo di Alessandro D’Oscini.

La messa in scena dello spettacolo ha avviato un dialogo intergenerazionale che ha visto coinvolti allievi e famiglie, in un’ottica di continuità e di rinnovamento dei percorsi didattici intrapresi. In particolare sono stati privilegiati il linguaggio musicale e quello grafico-pittorico. La scenografia infatti è stata realizzata grazie alla sapiente guida della docente Guendalina Sciascia.

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Il paziente lavoro sinergico, avviato lo scorso luglio, ha consentito di portare in scena non il protagonismo dei singoli individui impegnati nella realizzazione dello spettacolo, ma valori affermatisi all’interno del gruppo organizzatore quali amicizia, rispetto, solidarietà e accoglienza, poi trasmessi al numeroso pubblico presente.


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