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Coronavirus, nel Siracusano 74 positivi: 28 ricoverati, 5 in terapia intensiva

SIRACUSA – Aumenta il numero di positivi al Coronavirus in provincia di Siracusa. Sono 74 i casi riscontrati in totale dall’inizio dell’epidemia, ventidue più di ieri, comprendente anche il numero delle persone guarite, 6, e di quelle decedute, 2. A comunicare il nuovo dato nel corso della conferenza stampa online di questa mattina (nella foto di copertina), promossa da Assostampa Siracusa, è stato il direttore generale dell’Asp, Salvatore Lucio Ficarra.

Ieri sono stati 994 i casi positivi registrati in Sicilia, 52 a Siracusa, ma nel pomeriggio il ministero ne riportava 64, mentre oggi il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale ha comunicato che sono 74: 28 sono ricoverati, sei più di ieri, di cui 5 in terapia intensiva, sei in fase di guarigione e gli altri in quarantena domiciliare.

All’insolita conferenza stampa ha partecipato anche il sindaco Francesco Italia, che ha spiegato come il Comune capoluogo sta affrontando l’emergenza, per ciò che rientra nell’ambito delle sue competenze, non lesinando qualche frecciatina al manager agrigentino per una comunicazione che talvolta ha lasciato a desiderare. Ficarra ha ammesso che da questo punto di vista “occorre rivedere qualcosa e che, rispondendo a una sollecitazione, “anche il servizio telefonico riservato ad utenti e medici di famiglia forse andrebbe potenziato“. “È chiaro che si tratta di una fase di emergenza anche per noi ma cercheremo – ha detto Ficarra – di approntare un’organizzazione migliore“. Italia ha lamentato la carenza di dati forniti ai sindaci riguardo agli asintomatici, ai ricoverati in rianimazione o in terapia intensiva e si è detto disponibile a fornire supporto all’Asp, qualora richiesto.

Italia ha confermato che l’ex Casa del Pellegrino sarà messa a disposizione per “isolare” i pazienti con sintomi blandi o che devono sottoporsi a quarantena obbligatoria lontano da familiari o parenti.  La gestione sanitaria, però, spetta all’Asp che dovrà dire quale sia il fabbisogno. “È chiaro che queste persone – ha sottolineato Italia – saranno assistite da personale qualificato, munito di dispositivi di protezione e capace di agire rispettando i protocolli di sicurezza“.

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Maurilio Abela


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