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Gli scout del Masci portano la “Luce della pace” al carcere di Brucoli

luce-della-pace-alla-casa-di-reclusione-augustaAUGUSTA – Continua la missione del M.a.s.c.i. di Augusta, ovvero il Movimento adulti scout cattolici italiani, nel portare la “Luce della pace” tra le comunità ecclesiali della Città e nei luoghi della sofferenza. Questa mattina la lampada con la “Luce”, proveniente dalla grotta della Natività di Betlemme, ha varcato i cancelli della Casa di reclusione di Brucoli.

Dopo aver fatto ingresso nel penitenziario, la lampada è stata sistemata dinanzi all’altare dove è stata celebrata una solenne liturgia eucaristica, animata dalle suore del S. Cuore di Siracusa. Una occasione straordinaria e dalla grande valenza, come ha avuto modo di sottolineare il magister del M.a.s.c.i. locale Gianna D’Onofrio, “che ha visto la partecipazione emotiva dei detenuti e di ciascuno di noi che abbiamo avuto la gioia di vivere un momento veramente speciale“.

Una iniziativa resa possibile per la preziosa disponibilità del direttore Antonio Gelardi, del cappellano don Angelo Lipari e del coordinatore delle Confraternite Giuseppe Carrabino.

La liturgia ha avuto inizio con l’illustrazione del significato della lampada e della sua storia da parte di Giuseppe Urzì e con l’accensione della luce donata alla Casa penale. L’intera liturgia è stata caratterizzata dalla semplicità e dalla condivisione con i detenuti che hanno preso parte alla celebrazione con letture, canti, momenti di riflessione e la preghiera per l’improvvisa dipartita di un detenuto, colto da malore nella notte per un infarto e deceduto successivamente in ospedale.

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Il direttore Antonio Gelardi ha scritto: “Fra tutte le cose, la morte in carcere, o comunque di una persona detenuta, è la cosa più triste; la “Luce” che ha fatto ingresso nel penitenziario è servita, anche, a rischiarare un momento grigio”.

All’omelia, con un breve intervento, Giuseppe Carrabino ha evidenziato il significato della “Luce”, associandola all’iconografia codificata di S. Domenico, patrono della Città. Ha spiegato: “L’immagine del Santo Patriarca è sempre affiancata da una cane con la fiaccola, chiara allusione alla missione dell’Ordine Domenicano, che ha la specifica finalità della predicazione; una fiaccola, quella della fede, che per rimanere accesa deve essere costantemente alimentata; un augurio quindi affinché ogni cristiano sia luce per il prossimo attraverso la propria autentica testimonianza“.

Nei prossimi giorni la “Luce” raggiungerà altre comunità ecclesiali per momenti di preghiera e condivisione.


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