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Guerra a Gaza, Morgan da Augusta chiama in causa la premier Meloni e il Papa

AUGUSTA – È stato un pomeriggio di poesia, musica ed emozione quello vissuto sabato 30 agosto in piazza D’Astorga, dove il cantautore Morgan (all’anagrafe Marco Castoldi) ha inteso, ripreso dagli smartphone di alcune centinaia di poeti presenti, lanciare un appello rivolto alla premier Giorgia Meloni e al papa Leone XIV (nato Robert Francis Prevost) contro la guerra tra Israele e Hamas.

L’artista ha assistito alla scopertura di una stele di ceramica maiolicata che reca il testo di Altrove (2003), uno dei suoi brani più celebri, quale riconoscimento fuori concorso nell’ambito della 17ª edizione del premio internazionale di poesia inedita “Il Federiciano“.

Poi, da una pedana rialzata, visibilmente emozionato, ha colto l’occasione per lanciare l’appello accorato contro il conflitto in corso a Gaza, trasformando il ringraziamento per l’omaggio ricevuto in un momento di riflessione civile e politica.

Adesso io mi sento perso nel mondo, in mezzo a voi – ha detto Morgan, parafrasando il suo brano – e farei un pensiero su questo mondo che in questo momento sta vivendo una condizione molto drammatica, che mi scuote molto: il pensiero dei bambini di Palestina mi perseguita, non riesco a non pensarci, perché penso ai miei bambini, penso alle mie figlie“.

Il cantautore milanese ha raccontato: “Ieri ho visto l’immagine di un uomo che teneva in braccio due figlie morte, piccoline, di quattro anni […] E lì io veramente non ho più resistito, perché non è una cosa concepibile questa“.

Morgan ha quindi rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio dei ministri: “Vorrei dare un messaggio, veramente, a Giorgia Meloni in questo momento […] Io la stimo Giorgia Meloni, le sto parlando da amico. Lei non vorrebbe mai prendere sua figlia in braccio morta e io non lo vorrei, nessuno di noi vorrebbe questo, è un pensiero inconcepibile […] Ho capito che l’Italia non è sovrana e che lei è costretta a fare determinate cose politicamente, ma umanamente dovrebbe pensare a sua figlia e fare la madre, visto che ha detto “io sono una madre, io sono una donna”. E penso che passerebbe alla storia come un’eroina“.

Ha aggiunto: “Deve impedire che i soldi vostri, nostri, che dovrebbero andare per le scuole, per gli insegnanti, per i mezzi pubblici, per le pensioni, vengano spesi in armi per uccidere i bambini: questa cosa non è possibile tollerarla“.

Morgan ha poi richiamato anche la responsabilità della Chiesa: “Siamo in un luogo sacro, pieno di chiese, di raffigurazioni di Cristo, dobbiamo essere cristiani adesso […] Significa che il Papa dovrebbe andare in Palestina a mettersi così (mimando il gesto di chi si frappone con le braccia aperte, ndr), dicendo “adesso voglio vedere se bombardate ancora”“.

Chiudendo il suo intervento, il musicista ha dedicato il riconoscimento ricevuto alla creatività dei più piccoli: “Io la dedico a tutti voi, sperando che i vostri bambini diventino tutti dei poeti, perché i bambini sono già dei poeti […] Un giorno mia figlia disse “papà è buio, la luce piange”: questa cosa avrebbe potuto dirla solo Ungaretti, eppure lei aveva cinque anni“.

Parole, quelle di Morgan, che hanno emozionato il pubblico presente e che hanno trasformato la cerimonia di premiazione in un momento di forte testimonianza umana e civile.

(Foto di copertina crediti: Felice Cucinotta per La Gazzetta Augustana.it)


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