Il giorno dell’ospedale “Muscatello”, da Palermo a Roma: Regione sul banco degli imputati
AUGUSTA – Il tema dell’ospedale “Muscatello” di Augusta è stato trattato nel corso della giornata di ieri, mercoledì 8 febbraio, nei due palazzi che contano, a Palazzo dei Normanni e a Montecitorio.
Da Palermo, finalmente, una prima risposta, seppure solo formale, arriva dalla commissione Sanità all’Ars, che prende l’impegno, attraverso tutti i suoi componenti, di dare priorità di attuazione alla legge n. 10 del 2014 per l’ospedale civico augustano.
Infatti nella tarda mattinata di ieri, il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, si è recata in commissione regionale Sanità a Palermo, insieme all’ex vicesindaco e attuale consulente sul tema Pino Pisani, a Sarah Marturana, vicepresidente del Consiglio comunale e presidente della commissione consiliare alla Sanità e al vicepresidente della stessa commissione Enzo Canigiula, per discutere, in particolare, la mancata applicazione di due leggi. La legge regionale n. 5 del 2009, che prevede il potenziamento di tre ospedali siciliani di Gela, Milazzo e di Augusta perché si tratta di Comuni in aree a rischio industriale. E la legge regionale n. 10 del 2014, la cosiddetta legge Gianni, la quale stabilisce espressamente che il “Muscatello” diventi polo regionale riferimento per tutti i malati di asbestosi, la malattia da esposizione all’amianto.
“In un territorio in cui gli abitanti continuano massicciamente ad ammalarsi e a morire di cancro, è inaccettabile che manchino reparti quali quello di Oncologia, e quindi attrezzature diagnostiche e terapeutiche”. Così si è espressa il sindaco Di Pietro durante l’audizione. “Le leggi ci sono, ma non vengono applicate”, è andata avanti la Di Pietro in riferimento alle due leggi regionali.
Dal registro tumori emergono dati inquietanti, il territorio di Augusta risulta infatti fortemente inquinato ma i cittadini sono costretti ad un vero e proprio calvario per trovare risposte e cure, dovendosi rivolgere obbligatoriamente ad altri ospedali. Il primo cittadino pentastellato denuncia l’atteggiamento di una Regione “muta e sorda di fronte gli appelli della cittadinanza”, aggiungendo che negli ultimi mesi sono stati inviati “interrogazioni e richieste di accesso agli atti ma ovviamente nessuna risposta è giunta dall’Assessorato”.
Per pura coincidenza, nella stesso giorno, a Roma, alla Camera dei deputati è stata affrontata la stessa questione, grazie all’iniziativa parlamentare del deputato ravennate Andrea Maestri, del gruppo Alternativa libera – Possibile, che ha porto un importante interrogativo al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, con l’interrogazione incentrata sulle “iniziative di competenza volte a verificare il rispetto dei livelli essenziali di assistenza” all’ospedale “Muscatello” di Augusta.
Maestri ha chiesto sostanzialmente quali misure il Governo stia adottando per risolvere il nodo del “Muscatello”, considerato il livello di inquinamento derivante dal più grande polo petrolchimico d’Europa. “Criticità che non garantiscono il fondamentale diritto alla salute dei cittadini di Augusta, di Melilli, di Priolo Gargallo e di Sortino”, ha affermato Maestri citando l’art. 20 della legge n. 67 del 1988 e sperando di ricevere dal ministro Lorenzin chiarimenti su come vengono spese le risorse previste dal suddetto articolo.
Il riscontro ottenuto, elargito nei tre minuti da regolamento, non ha del tutto soddisfatto Maestri. Il ministro Lorenzin ha inquadrato la questione del nosocomio augustano partendo dall’accordo di programma del 2002 firmato con la Regione Siciliana, in cui furono previsti gli stanziamenti per i “lavori di manutenzione straordinaria dei prospetti e per l’adeguamento delle strutture degli impianti di ristrutturazioni e recupero dei padiglioni”. Inoltre, ha continuato la Lorenzin, “la Regione Siciliana nel 2015 ha fatto una proposta di addendum al predetto accordo di programma, nella quale era contemplato tra gli altri un ulteriore intervento riguardante il presidio ospedaliero di Augusta per un importo a carico dello Stato di 9.352.750 euro”, proposta che, sebbene rimodulata per la riduzione degli stanziamenti del Fondo per l’edilizia sanitaria, verso la quale il ministero della Salute avrebbe espresso parere positivo. Ma, ecco il punto dolente. Secondo quanto affermato dalla Lorenzin, l’istruttoria sulla programmazione della rete ospedaliera della Regione Siciliana, è ancora in corso, “non avendo la Regione ancora trasmesso le integrazioni documentali richieste dei competenti tavoli di verifica del ministero della Salute e del ministero dell’Economia e delle Finanze”.
Ecco il video dell’interrogazione sull’ospedale “Muscatello” di Augusta presentata alla Camera dal deputato Andrea Maestri e la risposta del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.





















