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Inaugurato il presepe settecentesco al Carmine tra musica e letteratura

inaugurazione-presepe-chiesa-del-carmine-augustaAUGUSTA – Nella chiesa del Carmine, lo scorso martedì pomeriggio, si è tenuta l’inaugurazione del presepe napoletano del Settecento, evento che è stato anche un modo per invitare i cittadini a partecipare al Natale in un ambiente religioso in cui si esprime l’apice della solidarietà cristiana.

Un peccato, nel senso laico di dispiacere, che una serata così seducente sia stata poco pubblicizzata, motivo che spiega la presenza scarna di cittadini.

Accolti dal suono della zampogna e dalle voci soavi della corale “Euterpe”, che intonava le note del Canto popolare siciliano “La notti di Natali”, i cittadini accorsi hanno poi avuto il piacere di ascoltare l’interessante presentazione del presepe napoletano ad opera della professoressa Marcella Spanò.

La docente ha quindi ceduto la scena al professore Giorgio Casole, per l’interpretazione di brani e poesie di Pascoli, Buzzati, Gozzano e Trilussa, elogiandone la “voce possente“.

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Casole è noto da tempo memorabile in Città per le intrinseche capacità di intrattenere il pubblico, facendolo con i grandi della letteratura italiana che ormai sente propri e mediante i quali riesce a offrire sempre la chiave interpretativa più alta ed emozionante del contesto.

Il professore si è alternato con la corale “Euterpe”, diretta dal maestro Rosy Messina, che vanta il primo premio ottenuto al prestigioso concorso “Premio Filippo Sgroi”. Ogni brano cantato dai coristi, da “Stidda manna a luci” a “Gloria”, è stato un momento intenso, che ha trasmesso un brivido e un senso di pace interiore.

Insomma, una serata in cui il pubblico ha respirato l’aria del Natale in tutte le sue sfaccettature. Il Natale è gioia, è amore, pace, unione, ma ha anche un volto malinconico, il volto delle persone che soffrono.

La chiusura dell’evento è stata segnata dal ricordo delle guerre passate e di quelle che vive il nostro secolo, con l’interpretazione del professore Casole della poesia in dialetto romanesco “Natale de guera” di Trilussa, seguita proprio dalla celebre “Happy Christmas di John Lennon”, intonata dalla corale “Euterpe”.


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