Politica

Inchiesta “No fly” sulle emissioni industriali, interrogazioni di Ficara (M5s) e Muroni (Leu) al ministro dell’ambiente Costa

AUGUSTA – Sull’inchiesta “No fly” della Procura aretusea, nell’ambito della quale sono stati eseguiti i sequestri preventivi di quattro impianti del quadrilatero industriale (stabilimenti Versalis di Priolo, Sasol di Augusta e depuratori Ias di Priolo e Tas di Melilli), il deputato nazionale siracusano Paolo Ficara, del M5s, rende noto di aver presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, nel governo gialloverde proprio in “quota” pentastellata.

Dopo aver ricordato i recenti sequestri preventivi nella zona industriale siracusana e il simile precedente del luglio 2017 – si fa sapere in un comunicato – e aver segnalato come, secondo i consulenti della procura di Siracusa, vi sarebbe la sussistenza di elementi che “inducono a ritenere che  la qualità dell’aria nel territorio interessato si sia fortemente degradata”, il deputato siracusano ha chiesto al ministro Costa di porre in atto le iniziative che riterrà necessarie a maggiore garanzia della salute dei cittadini del siracusano“.

In attesa della risposta, Ficara si è recato ieri mattina al ministero dell’Ambiente, insieme al senatore augustano Pino Pisani (nella foto in evidenza) e ai deputati regionali Giampiero Trizzino, palermitano, e Giorgio Pasqua, priolese. La delegazione di parlamentari del M5s ha incontrato la segreteria del ministro Costa per “una analisi d’insieme dei Sin siciliani, aree ad elevato rischio di crisi ambientale“.

I dati sui livelli di emissione, oggetto anche delle indagini della Procura, e gli effetti sull’ambiente e sulla salute umana impongono grande attenzione ed interventi concreti da parte del nostro Governo, che vuole segnare una linea netta di demarcazione con le chiacchiere del passato“, sottolinea infine Paolo Ficara.

Prendendo spunto dalle criticità ambientali nel quadrilatero rappresentate dai circoli di Legambiente di Augusta, Priolo e Siracusa (vedi articolo), a seguito del sequestro preventivo dei quattro impianti industriali, anche la deputata nazionale Rossella Muroni, del gruppo Liberi e uguali, aveva presentato la scorsa settimana una interrogazione a risposta in commissione rivolta al ministro dell’Ambiente per chiedere quali iniziative intenda intraprendere.

La parlamentare romana, ed ex presidente nazionale di Legambiente, interroga il ministro Costa “se non intenda promuovere una riflessione tecnica, nel rispetto delle competenze della Regione siciliana, su tutte le autorizzazioni integrate ambientali statali relative al polo per verificarne la conformità con le norme e le direttive europee; se non ritenga opportuno e urgente adottare iniziative per implementare gli strumenti normativi con riguardo a quegli inquinanti che attualmente non trovano riferimento nella disciplina vigente (idrocarburi non metanici, H2S, mercaptani) o per i quali essa è carente e non adeguata come ad esempio per il benzene (C6H6) sostanza altamente cancerogena, in linea con quanto da oltre un decennio è richiesto da Legambiente e, più di recente, anche da Arpa Sicilia; se, al fine di incentivare la collaborazione tra i cittadini e istituzioni, non intenda adottare iniziative, per quanto di competenza, per implementare gli strumenti di informazione e di comunicazione con i cittadini“.


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