Cultura

La Sicilia e il suo patrimonio storico culturale, a Palermo la mummia più bella del mondo

Nonostante la Sicilia venga spesso accostata come una terra ricca di panorami paesaggistici stupendi e di una tradizione enogastronomica unica nel Paese, l’isola si fa ora conoscere per il suo ricco bagaglio storico e culturale.

Proprio per questo le principali città della regione diventano luoghi adatti sia per le tradizionali ferie estive all’insegna di sole, mare e relax, sia per vacanze fuori stagione grazie ad un clima ancora mite, che permette di godere degli ultimi tuffi in mare, ma anche per viaggi all’insegna della cultura e della scoperta delle tradizioni storiche dei luoghi.

Le strutture ricettive, nei mesi autunnali, mettono a disposizione un’ampia disponibilità di camere e, ad esempio, le offerte traghetti per la Sicilia di Moby permettono alle coppie e alle famiglie di raggiungere l’isola con costi contenuti, e con viaggi agili e confortevoli e di qualità grazie alle navi in partenza dai principali porti italiani.

Uno dei punti di forza del capoluogo Palermo dal punto di vista culturale è rappresentato dalle Catacombe dei Cappuccini, che si trovano sotto la chiesa di Santa Maria della Pace e che sono state utilizzate come luogo di sepoltura a partire dalla fine del 1500. Non si tratta di un comune sepolcro, sono presenti decine di gallerie e corridoi, dove i morti sono esposti in posizione verticale, con tanto di barba e capelli.

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Queste catacombe sono nate quando i monaci decisero di conservare nelle viscere della terra sotto il convento i propri defunti, utilizzando le cavità naturali presenti nel sottosuolo. Le salme posizionate in questi anfratti, a distanza di diversi decenni, non si sono decomposte, anzi le particolari condizioni naturali avevano permesso un particolare fenomeno di imbalsamazione. Scoperto questo, i monaci interpretano l’accaduto come un segno divino e decisero di imbalsamare ogni defunto, lasciando gli stessi in esposizione.

Nel 1700 il luogo fu aperto anche alla sepoltura di “civili” che potevano permettersi il costo dell’imbalsamazione, ottenendo anche una deroga al divieto napoleonico di seppellire morti nelle città, emanato nel 1710. Le catacombe incominciarono così a riempirsi di personaggi illustri, con le famiglie che potevano conservare intatti i corpi dei loro cari.

Una delle salme più conosciute è quella di Rosalia Lombardo, una mummificazione definita come un capolavoro, che presenta ancora oggi le guance rosse che contraddistingue il suo essere bambina, i capelli che incorniciano il volto e le lunghe ciglia. Una salma che risale al 1920, nell’epoca in cui il cimitero fu definitivamente chiuso, ma venne concessa una deroga per accogliere la bambina.

La mummificazione di Rosalia è stata opera del dottor Alfredo Salafia, già noto per i suoi studi e le metodologie di conservazione dei defunti. Una formula avvolta da sempre da un alone di mistero, che era andata persa con la morte dello stesso, ma recentemente ritrovata su dei manoscritti appartenenti ai suoi eredi. La “bella addormentata”, com’è oggi chiamata la mummia di Rosalia, è diventata un’attrazione storico culturale della città di Palermo apprezzata in tutto il mondo e conservata in una teca high-tech che ne garantisce un’ulteriore conservazione.


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