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L’Augusta scolpita nel cortometraggio “Pietre”, partecipata presentazione al Circolo Unione

AUGUSTA – Inquadrature di stile per ripercorrere i borghi di Augusta, scenari di stampo verghiano e panoramiche affini a quelle del grande cinema neorealista rappresenteranno sempre la nostra città grazie a Pietre. Questo il titolo dato al cortometraggio realizzato lo scorso anno dagli ex alunni della 3ªA dell’Istituto comprensivo “Orso Mario Corbino”, in collaborazione con la sezione augustana di “Italia nostra“, al fine di partecipare al bando di concorso nazionale “Le pietre e i cittadini”, proposto per l’anno scolastico 2015/2016.

proiezione-corto-pietre-circolo-unione-augusta-2Ad oggi riscuote ancora grande successo e trova ampia diffusione non soltanto tra i vari istituti scolastici del territorio ma anche presso i principali luoghi di cultura di Augusta. Proprio mercoledì, infatti, il lavoro di cui si ammirano l’originalità e le abili scelte di regia curate da Luca Musumeci, è stato nuovamente presentato e proiettato in città, questa volta presso il salone di rappresentanza del Circolo Unione. Racconta la storia di nonno Micu, che chiude gli occhi terminando la sua vita, mentre la voce fuori campo racconta la sua infanzia alla nipotina che riscopre i luoghi da lui vissuti pienamente da ragazzino. Come da consuetudine la presidentessa del Circolo, Gaetanella Bruno, ha inaugurato la presentazione del corto con i suoi apprezzamenti e giudizi positivi, accogliendo la richiesta della dirigente scolastica del “Corbino”, Maria Giovanna Sergi, della professoressa referente del progetto Guendalina Sciascia e della presidente di “Italia nostra” Jessica Di Venuta di rivolgere l’opera anche a una fascia più adulta di pubblico, per far riconoscere il talento dei ragazzi augustani sempre coinvolti e dinamici e il valore morale, oltre che artistico, della loro iniziativa comune.

Un foltissimo pubblico era presente in sala, insieme a Gianni Alderuccio, il quale ha partecipato volentieri in qualità di attore professionista alla realizzazione di questo “viaggio nel tempo e per le vie storiche del centro” secondo quanto, a turno, hanno affermato le tre coordinatrici. A emergere un condiviso senso di appartenenza alla città con tutti i suoi monumenti, le leggendarie tradizioni legate al rito della Pasqua e non solo, il tema della serata è stato per l’appunto “Augusta: tra passato e futuro”, a sottolineare il ruolo da protagonista del luogo in un inevitabile confronto.

Il presente siamo noi – commenta Gaetanella Bruno – che conosciamo bene ogni angolo, ogni piazza, ogni cantuccio di questa città da custodire e da far amare ai nostri ragazzi che ormai sono costretti ad allontanarsi da essa sempre più, continuando però a  portarla sempre nel cuore”. Il fine di Pietre, così come hanno asserito la dirigente Sergi e la docente Di Venuta, è proprio quello di valorizzare il territorio avendone cura e memoria. I giovani che per scelte lavorative vanno via e vivono da anni ormai fuori città, in tutt’altri contesti, per studiare e poi magari realizzarsi, o piuttosto perché più accessibili risultano le possibilità lavorative, sono gli stessi che quando ritornano ne apprezzano ancora il fascino.

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A testimoniare la verità di ciò, Claudia La Ferla, sceneggiatrice e critica cinematografica, presente alla serata come ospite d’eccezione, rappresentando quella fetta importante di giovani che Augusta ha visto andare via in nome di una realizzazione personale tanto negli studi quanto nel lavoro. La giovane cineasta ha voluto inizialmente ringraziare le scuole per l’impegno profuso nell’educare i ragazzi all’amore verso il proprio territorio e, soprattutto, per avvicinarli all’arte in ogni sua manifestazione, in particolare al cinema oggi del tutto scomparso sul suolo augustano a causa dell’assenza di sale.

Ha voluto, inoltre, sottolineare il ruolo fondamentale che gli insegnamenti ricevuti tra i banchi di scuola hanno rivestito nella sua carriera universitaria ma soprattutto nella sua vita. “Vivo a Roma da tredici anni, eppure il senso di appartenenza verso questa città non è mai svanito. La curiosità verso il mio territorio mi è stata trasmesso a scuola, perché quando io ero alle medie era l’unico tipo di attività extrascolastica che si poteva fare. Oggi le cose sono molto cambiate”. La sceneggiatrice ha poi voluto dedicare una sua visione critica al cortometraggio definendolo “un lavoro di grande qualità”: Pietre centra perfettamente l’obiettivo, che poi è quello di ogni pellicola, emozionare. A sui dire, permette di compiere un viaggio che porta alla piena immedesimazione. “Trovo particolarmente efficace l’indugiare da parte del regista proprio sugli occhi dei protagonisti, creando un raccordo di sguardo tra gli occhi della nipotina e gli occhi del nonno, a cui poi è affidata anche la filosofia del corto”, ha evidenziato.

Claudia La Ferla ha anche voluto accennare, anche quale riconoscimento del lavoro del giovane regista in erba Luca Musumeci, ad un “gusto cinematografico” presente tra le immagini di Pietre che ricorda le pellicole viscontiane e di Tornatore, in particolare i film La terra trema e Nuovo cinema paradiso: il bianco e nero e le ambientazioni sceniche di stampo verghiano da un lato e le corse dei bambini tra i vicoli dall’altro. Riconoscendo il notevole sforzo nell’elaborare un prodotto così ben riuscito e sottolineando come non sia facile organizzare e portare avanti un set cinematografico, ha auspicato che ne venga regalata copia alla biblioteca comunale e alle altre scuole in quanto autentico spaccato delle tradizioni e dell’identità cittadina.

Ha poi voluto porre l’attenzione su un progetto che le sta molto a cuore e che, anche in questo caso, riguarda Augusta, ovvero un cortometraggio dal titolo Zero,2 di cui lei è sceneggiatrice. Ha spiegato come il protagonista del suo corto si chiami Giacinto Franco, alla cui memoria è il corto dedicato, e che nella sua storia ha un ruolo fondamentale: rieducare una donna dal nome Minì a rivedere la bellezza del luogo in cui è nata. Minì, infatti, gravemente malata odia Augusta colpevole, secondo lei, di averla tradita. Ne ha spiegato le ragioni del titolo: “Il titolo Zero,2 fa riferimento al peso del carato utilizzato come unità di misura delle cose preziose, ma in Sicilia è anche il peso dei semi dell’albero di carruba anticamente chiamati appunto carati. La filosofia del corto è affidata proprio alla magia di questo albero e dei suoi semi che assumono il peso della cosa più preziosa, la vita”.

Al pianoforte, prima della proiezione di Pietre, si sono esibiti al pianoforte Alessio Pugliares della 2ªD del “Corbino” con il Preludio in do maggiore da Il clavicembalo ben temperato di J.S. Bach e Sara Pedalino in Oceano di Roberto Cacciapaglia. In chiusura sono stati citati dalla docente Guendalina Sciascia altri giovani augustani sparsi in giro per l’Italia per studio e lavoro, tra cui Pierpaolo Saraceno, regista e attore teatrale che ha recentemente firmato il corto Lungomare Paradiso, ed Elisa Recupero, fotografa autrice del progetto sperimentale Augusta ieri e oggi.

Alessandra Peluso


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